Orli di Costa

Il grande albergo turistico pieno di comfort aveva letti ergonomici e mi sveglio di buonumore, con la voglia di una bella canzone:

Abbiamo passato un weekend da veri vacanzieri: cocktails sul lungomare, un concertino di un trio che faceva cover pop, un gelato passeggiando. C’era un certo traffico di auto attorno ai casinò: dall’Italia qui si arriva con una certa facilità, e in pochissimo tempo. Al tramonto, la spiaggia coperta d’erba ha strani riflessi e se non fosse lo sciabordio anche il mare somiglierebbe ad una prateria.

Siamo stati anche a Pirano.

Abbiamo passeggiato lungo la costa, sempre all’ombra dell’immensità di verde che sembra colare giù dall’interno verso la riviera. Come credo di aver detto nell’ultimo post, Portorose è la tipica località turistica: piuttosto rilassante, soprattutto a settembre immagino, ma costruita in funzione dei villeggianti.

mappa_pirano

Poco più su, Pirano fa dire a Mirko:

– Una città vera… con un po’ di storia!

(Mirko è un po’ critico nei confronti dei luoghi per vacanze: diciamo che ama sfogliare le guide e non i cataloghi. Poi, però, è sempre il primo a sedersi su una sdraio sorseggiando caipirinha… ci conosciamo da 12 anni, siamo come fratello e sorella e non faccio più caso alle sue sentenze)

Una vicina all’altra, le due città si compensano, effettivamente. Pirano è molto veneziana nei palazzi, ma mantiene un’aria più indolente rispetto a Venezia. E’ un gioiellino, non me l’aspettavo: le mura le girano attorno e le torri ne segnano i confini, mentre si incunea in mare a penisola. E’ piuttosto chic: ci sono molte Gallerie d’Arte, i negozi sono botteghe ben curate, ci sono fiori alle finestre e pasticcerie eclatanti. Sulla piazza si affacciano palazzi del tutto veneziani, nei colori e nelle forme, mentre tutt’attorno scogli orlano il paese e digradano verso il mare.

In questo periodo si svolgono mostre dappertutto, e spettacoli musicali: è l’ex-tempore di Pirano, ci spiegano, una manifastazione che si ripete ogni anno a settembre con esposizioni di artisti giovani e meno giovani. Ora capisco perché, nonostante la fine di stagione, abbiamo incontrato tante gente nelle strade.

Alzo lo sguardo ogni tanto, e incontro facciate che richiamano il Canal Grande. Non solo: c’è un campanile che sembra la copia esatta di quello di San Marco.

campanilepirano

– Non c’è da stupirsi, Venezia era tutta protesa a Oriente, questo era terreno della Serenissima – fa un po’ saccente Mirko. L’effetto, al principio, è quello di girare per un set cinematografico. Poi ci si abitua, e si apprezzano i dettagli.

C’è un mucchio di gente nei vicoli, ma, sarà l’atmosfera, l’aria di mare o le dimensioni stesse della cittadina, si muovono tutti con calma e pacatezza. Perdo un po’ di tempo in una Galleria che espone decine e decine di animali in ceramica, naturalmente costosissimi e davvero belli. E’ un atelier accogliente, di pietra, legno e statuine. Mirko si ferma a guardare ogni quadro esposto, e sono tanti. Quando usciamo in strada ci invade una cascata improvvisa di sole, che si riflette sulle fronti dei palazzi e attraverso le bifore e finestre: sempre più veneziana, l’aria. pensare che qualche km più in giù c’è la rissa per i casinò e una spiaggia d’erba :-)

Ad ogni modo, passiamo molto tempo a Pirano, città che è stata per cinque secoli veneziana (e quindi piccola Venezia) e poi triestina e poi jugoslava e infine, ora, slovena. Che terre strane queste, dove i confini sono caduti dall’alto che righe tracciate su un lucido da un pennarello. Non si può fare a meno di pensarlo, in una cittadina come questa, così assolutamente Adriatica.

Edy

 

Lascia un commento


+ 8 = quindici

 

Tutti i contenuti del blog Viaggiare Terra e Mare (dove non diversamente specificato)
sono pubblicati sotto Creative Commons 2.5 Italia License.

Viaggiare Terra e Mare un progetto di Amatori Tour Operator - P.I. 02251850422