Dalla Nuca allo Stomaco

Aveva ragione l’amico @maxfabrizi: dal monte Murano la vista è spettacolare. Arrivarci non è difficile: non è un monte impervio, anzi mi pare sia sfruttato dai ragazzini di Serra per farsi le ossa e le prime scappatelle. Con un altro monte, il Revellone, il Murano è guardiano della Gola della Rossa, passaggio naturale da una parte all’altra dell’Italia.

Murano

Murano

Quello che colpisce arrivando qui è il passaggio silenzioso dalla collina al monte: elementi della prima si trovano nel secondo e viceversa, sono come insiemi che si compenentrano. E difatti, i paesi di montagna qui sembrano di campagna, quelli di campagna hanno qualcosa di montanaro.

Una camminata, anche se comoda, è quello che mi ci voleva.

da Serra al Monte

da Serra al Monte

Riposo in cima al monte, ai piedi della croce, e mi godo la vista appena sporcata dalla foschia prima di ridiscendere e prendere la strada verso le Grotte di Frasassi.

Qui è spettacolare anche in auto: da Serra alle Grotte si fa impervia la natura, anche se accondiscendente con l’uomo, che non sembra pretendere di dominarla. Il paesaggio assume le caratteristiche che saranno, poco più in là, dell’Umbria, l’aria rinfresca, si fanno vivi i torrenti tra le rocce. Qua e là appaiono borghi isolati, non lontani dalla strada e immersi nella bruma. Come PieroSara, che dovrebbe essere scritto proprio così, perché deve il suo nome a due innamorati. Come se Gradara si chiamasse PaoloFrancesca, praticamente.

pierosara2

Arrivo al parcheggio sotto le Grotte. E’ un ampio piazzale diviso in due emicicli: macchine da un lato, bancarelle dall’altro. Vendono amari della zona, copie di stalattiti e stalagmiti, ma naturalmente anche spade di Gubbio, foto di papa Ratzinger e maglie con Che Guevara. Solite cose, insomma.

Da qui si aspetta il bus navetta o si va a piedi: vado a piedi. Le visite alla grotta sono cadenzate, naturalmente, ma non si aspetta molto. Salgo piano, lasciandomi distrarre dai rivoli d’acqua e dal suono delle foglie. E’ una giornata clemente e silenziosa.

Una volta dentro la Grotta le cose cambiano, e io non ho le doti necessarie per descriverle. Saranno 10 o 11 volte che vengo qui, ma la sensazione è sempre quella di non voler uscirne. L’aria delle Grotte ti assale la pelle e ti trasforma in una via di mezzo tra uomo e rettile, per permetterti di girovagare tra le escrescenze della terra. Non sono cupe, non sono apocalittiche, anzi, sono quasi un compendio di pace ed equilibrio.

GrotteFrasassi02

L’acqua fa il suo lavoro piano piano, da millenni.

Le dimensioni di ogni cosa, che qui dentro non riesci a percepire finché la guida non ti spiega che quella piccola stalagmite là davanti è alta un metro più di te, non spaventano. Impressionano, ma non spaventano. C’è come una sommessa quiete ovunque, e un senso di protezione: la terra non minaccia.

grotte2

La visita dura circa 3/4 d’ora e gli occhi si abituano, anche se, devo dire, c’è fin troppa illuminazione qui: ho visto altre grotte con luci scarne e, per quanto sembrasse pericoloso camminarvi, la suggestione valeva il rischio.

Le Grotte di Frasassi, però, sono tra le più belle al mondo. E’ una cosa evidente anche a chi non conosce altre Grotte, a chi scende qui la prima volta: non ce ne possono essere molte, di altrettanto belle.

Così, quando esco, ho quella strana sensazione sulla pelle che mi assale sempre quando ho visitato qualcosa di starordinario e sto andando via: rallento, mi volto, ci penso, mi dico “un altro giro”. Alcune volte, si può. In questo caso, naturalmente, no. Bisogna permettere a tutti di scender nelle Grotte.

E pensare che il solo animale che ci vive, il geotritone, gli occhi non li ha. Deve essere straordinario sentire questo ambiente con il solo aiuto della pelle.

geotritone

il geotritone

So Long, Barone Rampante

 

2 commenti a “Dalla Nuca allo Stomaco”

  1. maxfabrizi scrive:

    Visto che vista dal Monte Murano?
    Se andavi anche al paese della Castelletta, potevi fare anche l’ascesa al Revellone e vedere la gola della Rossa dalla parte opposta.

    Ho visto che devi andare a Urbis-salvia. Altro bel posto e soprattutto la selva dietro l’abbazia merita una passeggiata.

    Mi raccomando quando cerchi cibo inizi ad entrare nella terra del Rosso Piceno doc. Non fare che scegli altri vini altrimenti sei un pazzo! :) Quando prendi il dolce accompagnalo con la Vernaccia di Serrapetrona (che è a due passi, tra l’altro sei nei mesi della vendemmia ed i colori delle foglie e dei grappoli nei filari meritano una foto).

    Ho notato che dall’itinerario passerai anche a Matelica, appena passata svolta a destra a vai ad Esanatoglia, se trovi il sentiero potrai arrivare fino alle sorgenti del fiume Esino. È uno spettacolo l’ambiente circostante, poi ora i colori dell’autunno…

    Nel percorso vedo che devi andare anche da Urbis a Visso, fermati a Caldarola nel mentre! Il castello Pallotta e le stanze sono una delizia. Poi di fronte al comune c’è un alimentari che fa dei panini col ciauscolo che sono da formula uno!

    Quando arrivi a Visso fai un fischio. E divertiti!

    ciao
    MAX

  2. […] migliaio di volte e soprattutto che il Barone Rampante ci è stato poco fa e ha speso un mucchio di belle parole, alle quali non saprei cosa aggiungere (a parte che un geotritone me lo porterei volentieri a casa, […]

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