Prosa marchigiana: Michele Monina

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Michele Monina è prima di tutto un tipo brillante.

Ci incontriamo a Senigallia: siamo entrambi di strada. Al mattimo mi faccio un giro della città e esagero nello shopping, ma qui i negozi sono davvero carini, poi a pranzo ci vediamo in un bar.

Dico che è un tipo brillante perché è uno scrittore che si interessa della gente: avete presente no, tutti quegli scrittori che si interessano di sé? Ecco, lui è il contrario. E’ come si rendesse perfettamente conto che le sue storie sono a metà, sospese, tra dentro e fuori, tra pensiero e osservazione. Inoltre, lo ammetto, lo invidio un po’ perché ha scritto un libro assieme all’unica musicista italiana che adoro, Cristina Donà.

In effetti, scrive anche molto sui giornali, di musica soprattutto, ed è un tifoso sfegatato di calcio: tifa Genoa. Io non capisco niente di calcio, quindi non parlerò di questo né mi farò sfuggire il fatto di essere stata fidanzata con uno della nord per cinque anni… altrimenti chissà dove si va a finire (ancora ricordo quella volta gli sputi che prendemmo dalle gradinate… ehm…)

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Dopo un panino veloce e un caffè decidiamo di passeggiare: è una bellissima giornata, è caldo che sembra ancora estate e il centro di Senigallia con il sole ti fa sentire un soddisfatto pensionato.

Visto che ultimamente mi trovo a lavorare in rete, e so che lui è piuttosto attivo su facebook, la prima domanda riguarda il web:

E’ cambiata, e se sì come, la tua attività di scrittore all’indomani dell’avvento dei social network? [sbuffa lievemente, credo che tutti quelli ceh parlino di letteratura oggi parlino continuamente del web, effettivamente dev’essere un po’ noioso alla lunga :-)]

L’avvento di Facebook, l’unico social network cui prenda parte, ha in qualche maniera reso il mio lavoro un po’ meno solitario. Nel senso che, per la prima volta, ho modo di stare in contatto quotidiano con i miei lettori (dei miei 1400 e rotti amici, molti si sono presentati come tali), avendo feedback immediati su quanto sto facendo o ho fatto (i feedback, altrimenti, sarebbero affidati solo alle vendite e alle recensioni). Su facebook ho anche ideato alcuni lavori, come quello fatto con Malika Ayane, che su FB ho conosciuto virtualmente, prima di scoprire che abitava a pochi passi da casa mia, a Milano. Quindi, direi che ha reso davvero il tutto un po’ più dinamico.

ultimostadio

Che ne pensi delle nuove iniziative che tentano di collegare sempre più letteratura e web, come lo Streading? Non è una eccessiva teatralizzazione della scrittura?

Dico che di libri, ormai, se ne vendono sempre meno, quindi qualsiasi iniziativa che possa portare charme verso la scrittura va bene. Io, personalmente, non mi sono mai interessato più di tanto del web (ho internet in casa da un anno), ma trovo che sia un ottimo mezzo per comunicare e farsi conoscere.

Siamo arrivati ai portici: qui una volta, mi dice, c’erano i magazzini dei mercanti, ancora si possono vedere alcune insegne. Ora è pieno di bar e biciclette. Due cani si nascondono da sole, non resisto e mi fermo a carezzarli: mi manca Bashj!!!



Sei un autore dai molteplici interessi. Come programmi un libro, con l’istinto o seguendo un filo coerente che ha a che fare con l’argomento del momento?

Istinto e ragione, nel mondo dell’editoria, devono per forza andare a braccetto. DI solito parto da una intuizione, ma le intuinzioni da sole non convincono mai gli editori a sfornare libri nuovi, quindi la ragione deve trovare la base su cui appoggiarla. I molteplici interessi, lo confesso, sono sempre stati parte del mio DNA, dalla musica ai viaggi, dalla cultura popolare alla letteratura, e la possibilità di sviluppare questi miei interessi professionalmente è uno dei privilegi che il mestiere di scrittore porta con sé. Privilegi che, sia chiaro, si sposano a tante problematiche, non ultime il fatto che, se vivi come me di scrittura, ti viene chiesta una soglia di attenzione sempre altissima.

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Cosa significa essere uno scrittore e venire dalla provincia? Quanto ti aiuta vivere nella grande città, se ti aiuta, e cosa invece c’è di buono quando ti trovi nella provincia?

Io ho uno sguardo provinciale sul mondo, questo è indubbio, perché, immagino, l’essere partito da un posto piccolo dove di cose ne succedono poche (ai miei tempi quasi niente), ha affinato la mia curiosità. Detto questo, l’essermene andato ha sicuramente contribuito a fare di me uno scrittore. Perché il confronto con un mondo altro mi ha aperto la testa, e perché, di fatto, è a Milano che per la prima volta mi è stata offerta la reale possibilità di lavorare con il mio talento (tanto per non girare intorno alle parole). Certo, Milano mi ha offerto tanto, ma mi ha anche chiesto tanto. E tanto continua a chiedermi. E’ una città impietosa, che non accetta la possibilità che un suo cittadino diventi un perdente, anche momentaneamente. Quindi, ogni tanto, va bene pure rallentare i ritmi e spostarsi in provincia, dove la vita scorre a un’altra velocità. Io continuo a frequentare Ancona almeno un paio di mesi l’anno, anche se, le ultime elezioni politiche un po’ me lo hanno dimostrato, la mia vita continuerà altrove.

Come giudichi il panorama culturale, in generale, della tua terra/regione?

Ancona e più in generale le Marche mi appaiono abbastanza immobili. Lo dico partendo dal presupposto che vivo lontano e torno quasi sempre in periodi di vacanza. Non vedo grandi iniziative. Non trovo voci interessanti. Vedo, intuisco più che altro, una grande potenzialità, ma non vedo i fatti. Probabilmente mi sbaglio, perché non ho modo di controllare la situazione durante i periodi vivi, ma la sensazione è che si potrebbe/dovrebbe fare di più. Ho anche provato, in un passato remoto come in quello prossimo, a impegnarmi in prima persona, ma entrano in ballo situazioni difficili da gestire da lontano. La mia disponibilità rimane sempre.

una delle varie iniziative Live di Michele

una delle varie iniziative Live di Michele

cosa ti piace di più e cosa non ti piace affatto della tua terra?

Della mia terra apprezzo, ovviamente, la bellezza dei panorami e un certo senso rurale del vivere, con i tempi delle stagioni ancora legati ai raccolti. Apprezzo il mare. Non apprezzo un atteggiamento sprezzante nei confronti di chi prova ad andare oltre (forse più tipico di Ancona che del resto della Regione), né una staticità mentale che a volte rasenta il patologico.

Un ricordo ambientato nella tua città natale

Io sono nato ad Ancona e ci ho vissuto 28 anni. Ad Ancona sono nati i miei figli, anche se già vivevo da tempo a Milano. Tutti i miei libri di narrativa sono ambientati ad Ancona. E Ancona fa parte dell’immaginario che ho cercato di creare anche nei miei saggi popolari. Credo che tutti i miei ricordi siano già finiti lì, non ne ho di nuovi.

Ok, beh, insomma, un po’ di critica amorevole da parte di Michele per la sua terra, ma c’è chi ha fatto peggio no? Penso al solito Leopardi :-)))))

 

un commento a “Prosa marchigiana: Michele Monina”

  1. […] faccio ancora un po’ di adulazione… Qualche tempo fa ho intervistato su questo blog Michele Monina : è stata una bella passeggiata e una gran chiacchierata. Ora, Michele è uscito nelle librerie […]

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