Prestissimo freschissimo

A parte il fatto che dopo colazione non funziona blip.fm e non posso postare il pezzo che volevo, è una buona mattina. Qui dove dormo, un posticino ameno, preparano una specie di continental breakfast niente male e se c’è una cosa della quale vado matta, beh, sono le marmellatine degli alberghi nei loro contenitori dorati e circolari.

slurp

slurp

Il cielo è terso, non sembra davvero che domani inizi ottobre. Ho lasciato Senigallia a malincuore, anzi, vi dirò un segreto: a Senigallia c’è anche il mio parucchiere di fiducia, Andrea, e quando desidero qualcosa di particolare vengo sempre qua… una cresta rossa, un filo di platino attorno alle orecchie… ho fatto in tempo a prendere una bresaola di tonno all’Anikò, la salumeria di pesce all’aperta inventata da Moreno Cedroni, e fare un passeggiata in notturna. Dopo le feste estive e il grande caos, Senigallia sembra una dama ottocentesca distrutta dal Ballo della sera.

la rotonda di Senigallia

la rotonda di Senigallia

Ieri ho girato un po’ l’interno: il mio itinerario diceva Grotte di Frasassi, ma ho pensato che alle Grotte sono stata un migliaio di volte e soprattutto che il Barone Rampante ci è stato poco fa e ha speso un mucchio di belle parole, alle quali non saprei cosa aggiungere (a parte che un geotritone me lo porterei volentieri a casa, magari assieme a un chirocefalo del lago di Pilato -)).

Così ho fatto una delle cose che preferisco quando viaggio: ho passato tre ore nella mia macchina, con lo stereo a volume medio-alto e ho imboccato tutte le strade che mi sembravano attraenti. Tra una curva e l’altra, incontro molti rocciatori che salgono o si preparano: qui la roccia si presta, e in giornate come queste dev’essere un spettacolo salire a mani nude.

appunti di rocciatori

appunti di rocciatori

Mi sono ficcata dritta nella gola, letteralmente.

Il finestrino abbassato, l’aria che rinfrescava gradualmente. In una radura alla fine della strada, vicino una vecchia centrale elettrica che sembra una postazione militare, mi sono anche fermata e ho camminato tra gli sterpi e i ramoscelli, raccogliendo sassi e ascoltando torrenti. Poi sono risalita in macchina: tanta natura in una volta è un po’ troppo, per una come me ;-)

archeologia industriale

archeologia industriale

Voi cittadini, che so, di Milano, Torino o Roma, mi direte che sono matta a non apprezzare tutto questo verde e le montagne e la gola e i torrenti. Ma non è che non l’apprezzi, anzi. Io ADORO la natura.

Il fatto è che credo siano naturali anche le città, e in fondo quanto è diverso un quartiere da un bosco, una via pedonale da un torrente? Ma qui non ci sono città: solo borghi, paesi, rocche, castelli, mura medievali, spiagge… così qualche volta mi prende la malinconia e vorrei essere in mezzo a una selva di grattacieli, perché ho la sensazione di perdermi qualcosa… mi sento un po’…un geotritone, insomma

Ma non siamo tutti un po’ così? insomma, perché la maggior parte delle persone è attratta da quei punti di selva dove si nasconde una vecchia centrale elettrica, un rudere della civiltà, un segno del passaggio umano… non ci piace sempre riconoscerci, anche se nella nostra piccolezza? Mah, discorsi complicati.

archeologia2

Io alla fine sono arrivata a Genga, che è tipo il cuore del Parco della Gola della Rossa. Ho visitato gli uffici del Parco e preso un po’ di depliant sulle escursioni. Ho chiesto indicazioni per il mio albergo, perché volevo fare una doccia prima di visitare la città… oddio… il paese. Il borgo.

Ciau, Kyria… ora mi finisco la confettura che mi sono portata dietro…

 

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