Rinascimento Dalmata

Pag è un’isola molto lunga e l’abbiamo percorsa cullati dal vento sino ad arrivare a Novalja, il centro più turistico, a nord. Dopo un giro per la spiaggia famosa per le feste (vedi il video del mio ultimo post) in cui impazza ogni minuto la musica house e commerciale, siamo tornati indietro zigzagando tra pecore, muriccioli e sostando alla città di Pag, che meritava.E’ una cittadina quattrocentesca con spiagge di ghiaia che si affacciano su una baia piccola, la stessa del porticciolo. I vicoli del centro, lastricati, si aprono su chiese rinascimentali o proseguono silenziosi sino a sbucare in mare.

santa maria a Pag

santa maria a Pag

Infine abbiamo riattraversato il ponte ed eravamo di nuovo a Zadar, in tempo per una escursione pomeridiana.

– Andiamo a Sebenico - ha detto Mirko - a vedere la cattedrale, una gita veloce: dicono ci sia solo quella da vedere.

Ed eccoci qui. Devo fare un paio di precisazioni: anzitutto, anche se ci fosse solo questa da vedere, sarebbe sufficiente. Sappiamo tutti che esistono luoghi, architetture dell’uomo, che da soli meritano un viaggio. Ad esempio, se la Sagrada Familia di Gaudì anziché a Barcellona fosse a Cinisello Balsamo, non meriterebbe ugualmente una vacanza?

esempio stupido, ok

esempio stupido, ok

– Ma che stai dicendo? La Sagrada Familia non potrebbe mai essere a Cinisello

– Lo so, stupido, era per fare un esempio

– Ma che esempio è? Il Colosseo mica può stare a Parigi!

– Lo so, era per… ah, lascia stare, maledetto polemico

Ridiamo. A Mirko piace sbirciare da dietro le mie spalle quel che scrivo, e a me piace che lo faccia.

Dicevo che questa cattedrale da sola merita una visita. ma volevo anche dire che non è affatto vero che Sibenik sia tutta qui: a me è sembrata subito una città di grande fascino, così radente il mare.

dall'alto

dall'alto

Le strade sembrano disegnate per lasciar filtrare il vento senza traumi e la cattedrale ha una posizione così particolare… ci si arriva da una fila di palazzi luminosi e proprio a un passo sta il mare blu. E’ estremamente suggestiva.

Dovrei dire, ora, perché questa chiesa merita una visita.

E’ la più grande chiesa al mondo interamente costruita in pietra: senza legno o mattoni a sostegno. Una di quelle curiosità che fa impazzire Mirko, il quale ha sempre avuto la passione per le torri più alte, le piazze più larghe, i buchi più profondi, gli alberi più vecchi. Ci sono uomini così, ma non ho mai conosciuta donne tanto attratte dai primati: dà da pensare ;-)

E’ patrimonio dell’Unesco dal 2000.

testa

testa

L’architetto è Giorgio Orsini, un dalmata che ha girato molto anche in Italia, a Venezia, Ancona e altri centri dell’adriatico, e ha lasciato sculture e facciate di palazzi che, per dirla con la guida, “testimoniano il cruciale passaggio dal gotico al rinascimento“. A parte la luce che riflette sulla pietra e il rumore del mare qui di fianco, quello che mi colpisce è il rapporto tra la scultura e l’architettura, che sono unite indissolubilmente, come plasmate da una sola mano. Impressionante è la fila di 71 teste scolpite all’esterno della chiesa: sono di un realismo sorprendente…

teste

teste

– bella eh? – mi fa una signora in piedi accanto a me in inglese. E’ un’insegnante di Brighton, è qui per studiare il Rinascimento della Dalmazia. Ci spiega che questa è stata una terre artisticamente più attive e fertili nel Rinascimento, ma purtroppo, fatta eccezione per i capolavori, è ancora molto da studiare.

– Ha avuto una storia difficile – intervengo, per giustificare l’assenza della Croazia dai libri di storia dell’arte.

– Molto difficile. Ma come vede, è una terra forte, e testarda.

La invitiamo a prendere un caffè.

Edy

 

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