Comunichiamo?

Insomma ognuno dopo il suo viaggio ha la propria idea. “Potevate rivolgervi a dei pubblicitari di professione” dirà qualcuno… e perché, forse che dei pubblicitari di professione potrebbero risolvere questo?

Siamo sempre più convinti che tutta la strada da fare bisogna farla in compagnia: tutti insieme: chi costruisce, chi aggiusta, chi compra e chi vende, chi assaggia e chi critica, chi scrive e chi legge. E se è vero che oggi, nel mercato, esistono 1000 trucchi in più, beh, è anche vero che ci si casca sempre meno… si possono fare cose molto spettacolari:

Ma il senso di quel che sta accadendo è che se una cosa è buona, funziona. Cioè, come una volta.

Per questo qui si è deciso di coinvolgere i nostri amici: per scoprire nuove strade e osservare i territori che trattiamo tutti i giorni attraverso sguardi nuovi. Cioè, sguardi come quelli di una volta, quando si mangiava bene in un ristorante e lo si consigliava ad altri amici (2spaghi); si leggeva un buon libro e lo si prestava (anobii); si osservava un bel tramonto e si sentiva il bisogno di condividerlo (twitter); si alzava il volume dello stereo per far sentire il proprio pezzo preferito (blip.fm); si stava in piazza a chiacchierare e farsi notare (facebook).

Ora, dopo il viaggio dei nostri amici, stiamo preparando questo spazio per nuove esperienze. Abbiamo chiesto la loro partecipazione sporadica, chiederemo anche quella di altre persone attive sul web. Giocheremo, e scopriremo angoli di mondo.

Qua e là, ci capiterà di riflettere su quel che sta succedendo nel mondo della comunicazione: perché ci siamo dentro. Ma non è che sia poi tutta questa novità:

Stiamo arrivando!


L’intrusa

Mio padre dorme sulla poltrona che ha messo in cucina. Siamo tornati dalla cena e si è addormentato. Mia madre gli ha detto “non dovevi bere tutto quel vino”; mio padre ha sbuffato e ha detto “mi ci vuole solo un grappino“, ma si è addormentato prima con il capo inclinato. Lo capisco: portarci in giro tutto questo tempo non deve essere stato facile. Io lo riconosco che non siamo semplici da gestire, noi donne di famiglia!

Allora ho scritto la sua password (è un pezzo che l’ho copiata) e ho deciso di scriverne uno io di post.

Sono contenta di essere a casa, e anche di essere tornata a scuola, mi mancavano i miei amici. Però questo viaggio è stato bello, forse un po’ troppo lungo ma siamo stati bene. A me sarebbe piaciuto andare in America, e non in giro a 10 o 50 km da casa… ma non si può avere tutto.

Io pensavo che papà avrebbe parlato dei ristoranti, dei bar, delle cantine una ad una. Invece anche ieri alla cena tutti hanno ammesso di aver scritto cose un po’ vaghe, perché sembrava più importante far capire le sensazioni. Io però ho chiesto

“ma uno magari vuole leggere anche un consiglio su dove mangiare”

2spaghi

e Paolo, quello di Amatori che ci ha invitato e che sedeva a capotavola, mi ha indicato con il dito e ha detto:

“ecco il punto. si potrebbe trovare una via di mezzo?”

Allora tutti giù a parlare finché sono arrivate le tagliatelle, e tutti sono stati zitti, impegnati a riempirsi la bocca di funghi e pasta all’uovo. Tipico, ho pensato.

Sono stata contenta soprattutto di incontrae Kyria. Mi piacerebbe una amica come lei, anche se certe volte si incanta e sembra che sia su un altro pianeta, però è simpatica e fa ridere, fa battute come fosse cattiva ma alla fine non lo è. Papà mi ha spiegato che è “sarcastica”, ma mamma ha detto che no, è “ironica”.A me piace comunque.E poi ascolta roba tosta, mi ha prestato l’ipod e a momenti mi scoppiavano le orecchie.

Il tizio che si fa chiamare Barone Rampante è stato zitto a lungo e ha mangiato una quantità industriale di grissini, poi ha detto che secondo lui

“il bello di viaggiareterraemare potrebbe essere proprio questo: parla di sensazioni e luoghi, senza diventare una guida di ristoranti o una vetrina per determinati prodotti. Altrimenti rischia di finire per essere una collezione di Banner. Insomma, se a pagarlo c’è un Tour Operator… prima o poi può succedere… ”

La discussione si è accesa, almeno fino all’arrivo del secondo, che ha di nuovo zittito tutti. Però sono stati molto, molto carini: in mio onore, hanno scelto di ordinare secondi solo di verdure e sono arrivate teglie piene di melanzane, zucchine, pomodori etc. e grandi piatti di insalata con rucola e pinoli.

“Devi assaggiare questa” mi ha detto Paolo, e mi ha passato un piatto di spinaci crudi conditi con mandorle tostate e soia.

“Non è proprio un piatto marchigiano” ha commentato papà.

A me è piaciuto. Edy me ne ha preso una forchettata e anche a lei è piaciuto. Edy è molto più simpatica di quello che credessi, non ha la puzza sotto il naso. Leggendo quello che scriveva, e vedendo le canzoni che postava, mi sembrava un snob. Ma non è così.Però quello che scriveva un po’ mi annoiava… è un po’ sdolcinata no?

Durante il secondo ognuno ha parlato per qualche minuto del suo viaggio. Giusto così, per condividere qualche impressione. Quindi:

il BARONE RAMPANTE ha detto che ci ha messo un po’ a prenderci la mano e a viaggiare e scrivere, cercare i video e le foto, aggiungere post… e che in questo modo il tempo gli è volato anche troppo. Poi ha detto

“in tutta sincerità, non credevo che i parchi croati fossero così belli”

EDY ha detto che

“non è che i croati mi abbiano colpito per la gentilezza, però forse è una questione soprattutto di orgoglio, vista la ricchezza delle loro città e la storia da cui provengono. Si, mi è piaciuto molto girare in questo modo, ma devo dire che avevo un buon compagno. Da sola avrei avuto qualche problema a gestire il computer, le foto etc. etc”

bol

C’era anche il suo amico Mirko, ma non ha detto niente. Ha spiegato che lui non c’entrava niente e che i commenti bisognava chiederli ai protagonisti. Non c’è stato verso. E’ un tizio tutto riccio che pensa molto, si vede, e mi è piaciuto perché non ha mai cercato di essere gentile con nessuno, nemmeno con noi ragazze.

Oh, poi è toccato a KYRIA. Kyria è proprio tosta. Sì. Ha detto che vorrebbe continuare con le interviste, che secondo lei

“è la maniera giusta per capire un territorio”

Paolo le ha detto che sarebbe potuta essere una idea. E’ stato un po’ vago, credo debba parlarne con altre persone, non è che a questa cena abbia concluso chissà cosa.

Poi Kyria ha detto che è stato molto bello

“incontrare questa famiglia di matti e pranzare con loro verso la fine del viaggio. Mi ha dato una strana sensazione di compagnia. Insomma, prima non ci conoscevamo per niente, e non direi che ci piace la stessa musica o frequentiamo gli stessi bar, però è stato così… natura… pranzare assieme e chiacchierare”

Allora è intervenuto PAPA‘. Ha detto:

“è proprio questo uno dei sensi del viaggiare. Legarsi in maniera diversa dalla quotidiana, come ci fosse un segreto, una complicità”

E io ho pensato che anche papà quando vuole non è male.


La Fine è un Inizio

(chi cena da solo…)

Quindi ho invitato a cena i partecipanti al viaggio. Non solo per salutarli come si deve ed ascoltare le loro sensazioni vis a vis, ma anche per capire quali potrebbero essero gli spunti migliori per viaggiareterraemare.

Perché questo spazio così nuovo è ideato per essere elastico, mutevole e pronto a raccogliere stimoli dall’esterno.

Per quel che mi riguarda, sono felice di come i ragazzi abbiano risposto alle mie aspettative, e credo che anche da Amatori, quelli per cui lavoro, siano contenti, e magari lo è anche lo staff di e-xtrategy, che ha progettato questo “blog””.

Ma non è certo il caso di fermarsi qui, non vi pare?

Ci sarà occasione di pensarci: nel frattempo, gustiamoci la cena…

Paolo


Facile facile… o no?

Naturalmente, hanno tutti detto sì. Ho chiamato i nostri 4 intrepidi (?) viaggiatori per invitarli a cena. Un incontro al termine del viaggio, una maniera informale per raccogliere le loro impressioni, un punto di partenza per avere idee sul modo giusto di viaggiare e di parlare di viaggi on line.

Ah, anche l’occasione per una scorpacciata, ovvio.

Appuntamento sabato sera, allora, con tutti i partecipanti, bimbe comprese.

Parleremo delle terre che i 4 hanno visitato, della Vallesina, di portonovo, del conero, dei sibillini e, dall’altra parte, delle città croate come Split e Sibenik e dei parchi come Plitvice.

adriatico

Ma parleremo anche di cosa significhi viaggiare e affrontare il tema del viaggio oggi, quando tutto sembra finire volenti o nolenti nella rete: turismo 2.0. è lo slogan che gira nel nostro settore, ultimamente. Per capire meglio cosa significhi, credo sia bene parlare con chi non è addetto ai lavori, ma ama viaggiare.

Per non complicare le cose più del dovuto: viaggiare è anzitutto un istinto, un desiderio, una cosa molto, molto semplice da pensare. Lasciamo che sia così…


Ho, farò

Ho un amico più amico di prima, abbiamo fatto della strada assieme, ci siamo salutati nei corridoi degli alberghi prima di andare a dormire e gli ho prestato uno dei miei due spazzolini perché, mio Dio, si era dimenticato il suo :-)

Ho visitato due nazioni: sarei dovuta andare fino alla terza, il Montenegro, ma non ho fatto in tempo. Ho visitato la nazione più verde d’Europa, la Slovenia, ed una piccola nazione che ha sette patrimoni dell’Umanità Unesco al suo interno.

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Ho scoperto angoli, baie, spiagge, rocce ma anche chiese, edifici, piazze che ricordano così da vicino Venezia che, se ci pensi, ti ritrovi immersa nel Rinascimento, ancora. Ti aspetti dame, pittori e intrighi, affreschi e cortigiane.

Ho mangiato un sacco di pesce. Bevuto Spritz rossi e bianchi. Mi sono fatta fare dei massaggi. Ho cenato a lume di candela, talvolta rimpiangendo di avere a disposizione solo un buon amico, e sono certa che anche lui avrà pensato lo stesso, tanto era un incanto la scena che dividevamo. Ma alla fine, meglio così forse…

Sono stata fuori molti giorni ed ora che sono tornata ho soddisfatto la nostaglia di casa, ma sono invasa da quella del viaggio: la sola nostalgia che non si può curare, se ce l’hai. La nostalgia dei posti in cui non sei.

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Mi chiederanno di raccontare anche altre cose: come era la gente, ancora due parole sulle città che ho visto, come si è mangiato e se erano gentili negli hotel. Magari alla fine chiederò di farne un altro, di viaggio per questo strano blog, chissà: magari lo farò.

Ora ho una strana sensazione. Piove, finalmente, già è strano non sentire Mirko da due giorni e pensare ai panni stesi ad asciugare che dovrò, per forza, rificcare in lavatrice.

Ho camminato attraverso strade che non conoscevo, sentendo alle mie spalle frasi in una lingua che non conoscevo e non capivo. E questo è quanto, in effetti, volevo.

Chiamerò Mirko per cenare fuori. Gli chiederò cosa scriverebbe lui, dei luoghi visitati.

Edy


 

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