Nostalgia Canaglia

Bene. Così devo andare a fare un giro sulla Riviera del Conero e poi a Camerino. infine a San Benedetto e poi ritorno. Queste sono le ultime tappe del mio giro. Bene, molto bene. Devo incontrare ancora parecchie persone da intervistare: le loro parole finiranno qui anche dopo il mio ritorno, ovvio.

Parto in quarta e in un battibaleno solo alla riviera del conero. cerco disperatamente di non pensare al fatto che questa sera, a Milano, suonano i Lamb e mi ero ripromessa di andarci. Mi consolo pensando che il 10 ottobre a Senigallia ci sarà quel fenomeno di Swayzak e questo conferma che non tutto è perduto nella scena notturna marchigiana.

Sì perché si potrebbe parlare anche un po’ della scena notturna marchigiana, volendo. Tanto per fare due chiacchiere mentre raggiungo Sirolo. Perché ho detto, ed è vero, che in questa zona è pieno di artisti, musicisti, dj davvero bravi, ma in generale la scena è… un pochino deprimente, ammettiamolo.

D’estate è pieno di concerti belli, sì. Ma il resto dell’anno… e poi anche d’estate, fino a qualche anno fa gli spettacoli erano di un altro livello: c’era un festival organizzato da Battiato (gente come Lou Reed, David Byrne, Laurie Anderson, Einsturzendeneubauten, e tanti altri, come Skin che ha suonato a Jesi) che non c’è più, ad esempio.

Vabè, lasciamo stare. Io non so voi, ma per quel che mi viene in mente i posti decenti dove andare sono troppo pochi ancora. Ma sarei contenta di essere smentita :-)

Detto ciò, eccomi a Sirolo. Il tempo non è esattamente uno splendore. Ormai è autunno, ed era ora. Il mare non è particolarmente agitato ma il vento batte sui pini che si rovesciano verso le spiagge sassose. Il paesello, come prevedibile, è praticamente smobilitato dopo l’estate. Per questo mi piace e faccio un giro in centro, ovvero nella piazzetta con i bar in mezzo, i ristoranti da un lato e la terrazza panoramica dall’altro. Una cartolina.

Qui attorno ci sono delle ville da spavento. Ci venni una volta con un… beh, lasciamo stare.

Mi ricordo quando ero piccola e con la mia famiglia venivamo qui vicino al mare: andavamo a Numana, perché ha la spiaggia più adatta ai bambini, con la sabbia e i servizi necessari, mentre quelle di Sirolo sono rocciose, piene di sassi che i bambini inciampano cascano e si lamentano e poi, a quei tempi, erano piene di “gente tutta nuda”.

spiagge di Conero

spiagge di Conero

A Numana, che praticamente è attaccata a Sirolo, si passeggiava il pomeriggio, ci si appoggiava al balcone da cui si vedeva il mare, si prendeva il eglato da Morelli, la gelateria in piazza che ancora fa faville, mi dicono. E la sera, udite udite, si andava al cinema della parrocchia!

Quanto tempo.

Però qui non è cambiato molto: queste cittadine di mare non è che siano esempi di dinamicità. Anzi: da qualche tempo vanno di moda i B&B e le sistemazioni rustiche, perciò se possibile si torna indietro, altro che rimodernare. Solo, fuori dalle case con le stanze in affitto (Zimmer Frei) a volte c’è scritto Free Wi-Fi.

vista di sirolo

vista di sirolo

Mi è venuta nostalgia, sarà tutto questo girare da sola. Perciò faccio un saluto a Sirolo, esco dalla porta spalancata nelle mura e proseguo a piedi fino a Numana: quando a uno viene nostalgia, va a piedi, altrimenti che nostalgia è? Troppo comodo abbandonarsi ai ricordi in automobile, no?

Numana è identica ad allora. E’ cambiato qualche negozio e c’è una pizzeria che non ricordo, ma sostanzialmente è la stessa. Bella o brutta non lo so: non sono la persona giusta, con tutte le estati che ho passato qui da bambina. Però, questo posso dirlo, ci si stava bene. Si giocava con la sabbia, e a gruppi di piccoli teppisti si risaliva nel piccolo centro dopo il bagno e si finiva sempre per giocare ai giardinetti, in cima al colle, da dove la vista è mozzafiato. Sono incredibili questi posti di mare. E’ come Ritorno al Futuro. Se fossi piombata qui a bordo di una DeLorean DMC-12 truccata da Doc Emmett Lathrop Brown avrei avuto le stesse identiche sensazioni.

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E chissà se sarei voluta tornare indietro. Anche gli odori sembrano gli stessi, il sale del mare che arriva fino alla piazzetta e quel lieve sentore di dolciumi dalla gelateria, ma soprattutto la gomma e la plastica dei gommoni e dei palloni dei negozi per turisti e delle tabaccherie-venditutto… sì, chissà se avrei accettato di tornare indietro…

Ciau Kyria

 

un commento a “Nostalgia Canaglia”

  1. […] Conero io ho scritto qui e il barone rampante, che usa le parole molto meglio di me, lo ha fatto […]

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