In Famiglia

Quindi le cose stanno così: vengo per una domenica riflessiva e solitaria e per un pranzo a base di rosso piceno, il mio vino marchigiano preferito. Pregusto una sdraiata sul prato ed una passeggiata e mi ritrovo con la famiglia tipo a pranzo. papà, mamma, figlia adolescente e figlioletta. Manca solo Bart Simpson.

La ragazzina mi blinda subito chiedendomi del tatuaggio, mi fa vedere il suo sotto gli occhi preoccupati del padre e si informa sulle varie tecniche di decorazione del corpo che conosco: mi chiede del piercing, delle orecchie e, di nascosto dal padre, della tinta per capelli. Si prospetta una giornata interessante! Il Doctor Timo mi è simpatico, devo dire, e soprattutto mi è simpatica la moglie. Ha un portamento di grande eleganza, a prescindere dagli abiti che porta. Tipo Grace Kelly, per capirci, che potevi anche metterle addosso un sacco della spazzatura e sempre regina sarebbe rimasta :-)

Insomma, la ragazzina mi chiede un sacco di informazioni e il padre la rimbecca, ma si vede che tra loro è come un gioco: si vede che lui è contento di avere una figlia intraprendente, e lei lo stuzzica per essere ripresa…

Il ristorante è rustico al punto giusto, quella via di mezzo tra radical chic e campagnolo che devo dire non mi entusiasma. Ma compensano le donne che servono, che devono essere madre e figlia e sono davvero veraci e simpatiche. E anche pazienti, direi. I quadri alle pareti sono così e così, le composizioni di fiori secche sono molto belle. Il problema è che, essendo pieno, le voci rimbombano e si fa fatica a sentire il vicino. Ma tutti questi difetti scompaiono, se devo essere sincera, di fronte alla bellezza di questo posto ed alla vista.

esterno del posticino

esterno del posticino

– Allora Kyria, tu che fai nella vita?

Mi interpella così, la signora Timo. Oddio, la capisco, è un pro forma, una domanda classica che fa una persona adulta ad una giovane. Però che cavolo, avrebbe potuto anche chiedermi:

– ti piace il pollo – oppure

– quale è l’ultimo libro che hai letto

Che fai nella vita è… come dire… un po’ impegnativo… se uno vuole essere sincero ed esaustivo, si intende.

Quindi glisso, tanto chi chiede cose simili si riferisce sempre al lavoro no?

– Ah beh, lavoro in libreria, ma sono in una pausa di contratto – rispondo allora.

– Capisco – fa il Doctor Timo – ma a parte il lavoro, che ti piace fare?

FREGATA

O forse no:

– Devi aver letto molti libri allora – mi salva la ragazzina innamorata dei miei tatuaggi.

– Veramente no, non troppi – rispondo caustica – vedi Martina, lavorare in libreria non significa leggere libri. Più che altro significa spolverare

Il signor Timo non sembra felice della mia tendenza a disilludere la figlia e cambia repentinamente argomento

– Oh, si si, ok. Ma dimmi, come sta andando questo viaggio? Sei stata in bei posti? Il tuo itinerario era notevole e l’idea delle interviste mi è parsa… buona, no?

Capisco che vogliono mettermi a mio agio, ma non sanno che riempiendomi di domande e di attenzioni otterranno l’effetto contrario (mi conosco ormai). O, meglio, io credo che non lo sappiano:

– Avrete tutto il tempo di raccontarvi le vostre avventure di viaggio quando tornerete caro. Non vogliamo sembrare invadenti con la nostra ospite, vero?

Altro che Grace Kelly. Questa è meglio di nonna Papera!

– Ma no ma no – dico, prima di tirare fuori il mio asso nella manica:

logoeinsturz

– E di questo che ne dici? – faccio a Martina, sollevando i pantaloni sino al ginocchio e mostrando il simbolo degli einsturzendeneubauten che ho tatuato lungo l’intero polpaccio!!

Il sorriso del Signor Timo ha qualcosa di Jack Nicholson…

Ma la moglie ride: sì, è una bella famiglia :-) E comunque, è la sola completa che conosco…

Kyria

 

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