Perdersi e trovarsi

Strani i giorni del rientro. Siamo partiti da quasi tre settimane e abbiamo gironzolato per le terre della regione, rimanendo comunque sempre vicini a casa, essenzialmente. Eppure, proviamo a volte la sensazione di aver viaggiato lontano, di aver visitato luoghi sconoscuti, anche se in realtà li conoscevamo: scrive Saramago, con parole migliori delle mie, che in fondo non hai mai già visto un luogo, perché un luogo è sempre diverso: puoi vederlo con la pioggia, con il sole, la sera, al mattino; e in un mattino diverso dall’altro, con un tramonto più infuocato del precedente… e così via.

Per questo, visitando luoghi che conoscevo bene, dove mi recavo e reco per lavoro o dove sono stato a consumare un pranzo, li ho visti sotto una luce nuova, perché il viaggio era diverso, la famiglia si sentiva in vacanza, le giornate procedevano in maniera differente. Mi ricordo molti anni fa, quando non avevo ancora le bambine e invitavo nella mia vecchia casa, in città, alcuni amici di fuori per l’estate. Con loro, che non conoscevano la zona, scoprivo per la prima volta angoli vicini, luoghi che sfioravo ogni giorno senza vederli, palazzi in cui non avevo mai pensato di entrare.

Ecco come è strano viaggiare: se ognuno di noi, mi dico, pensasse sempre, ogni giorno, di viaggiare, allora vivrebbe ogni minuto nella maniera più appropriata, e felice.

Questi pensieri si sono instaurati nella mia mente anche osservando Kyria, la ragazza che come me ha l’incarico di girovagare e scrivere le proprie impressioni in questo blog. Pur essendo entrambi a pochi km dalle proprie case, e pur ammettendo entrambi una certa nostalgia (per il mio orto io, per i suoi animali lei), ci siamo sentiti complici per il semplice fatto di star viaggiando. Anche se non insieme. E così l’intera mia famiglia, che l’ha quasi soffocata, minuto dopo minuto, in un abbraccio inaspettato.

Scrive Proust, anche lui, decisamente, con parole migliori delle mie, che un viaggio non è visitare luoghi nuovi, ma avere uno sguardo nuovo. In questo caso, mai frase fu più azzeccata.

licini

Si potrebbe dire, misurando le distanze, che abbiamo semplicemente fatto una lunga scampagnata. Ma non è così. E lo spiega con la consueta lucidità Martina parlando proprio con Kyria, mentre sediamo sul prato dopo pranzo:

– A me quando prendo l’autobus per la scuola mi pare di attraversare tanti continenti, e quando scendo e prendo la stessa strada non mi sembra mai la stessa.

-Infatti – ha risposto la mia socia di blog – basta poco per fare un viaggio Martina. Basta davvero poco…

Ed ha guardato intensa i monti là davanti.

Doctor Timo

 

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