La Favola del Gelso Magico #1

Gli alberi di gelso nelle marche sono come generali di un’armata scalcinata. Rimasti soli nei campi, utili secondo alcuni solo a fare ombra. relegati lontano dai nervosi, fruttiferi ulivi.

Avevano affollato le campagne, quando i piccoli bachi erano essenziali. Poi, le cose cambiano. Qualche contadino ne ha tenuto uno: per ripararsi dal sole. Per riposarci sotto.

Ma il gelso è anche una favola triste e bella:

due giovani babilonesi, Piramo e Tisbe, si amavano alla follia. Un giorno la bella Tisbe andò a bere da una sorgente accanto alla quale si trovava un gelso, i cuoi frutti bianchi arrivavano a terra. Una tigre, rossa del sangue della vittima precedente,  la vide, ma la fanciulla riuscì a nascondersi in una grotta. Nella fuga, lasciò cadere a terra il proprio velo e la tigre, furiosa, lo fece a pezzi con artigli e morsi.

Tintoretto: Tisbe e Piramo

Piramo, poco dopo, giunse sul posto e vedendo il velo stracciato dalla tigre pensò che la sua amata fosse stata uccisa dalla belva. Disperato, sguainò la propria e si trafisse il cuore. Tisbe allora accorse, e riuscì a fargli aprire gli occhi un’ultima volta. Poi lui morì ed anche lei si uccise e il gelso, intriso del sangue degli amanti, da allora produsse frutti vermigli. Le more del gelso.

Una storia triste (vi ricorda qualcosa vero?), ma che si addice a questa pianta che viene dall’Oriente e che tanto ha contato nella vita di questa terra.

E il gelso, o moro, è anche una magia. Di questo, però, si parlerà nel prossimo post!! E lo vedrete!

Valeria e il suo gelso magico vi aspettano


La Zia nel Parco

La Zia e lo Zio hanno sfidato le bufere di pasquetta e sono andati in un posto che si chiama Roccamaia, al confine con il Parco dei Monti Sibillini. E’ un piccolo paese sopra Pievebovigliana, dal quale si gode una splendida vista sui Monti.

Alla Zia piace passeggiare nella natura e tra gli alberi e lì è pieno di alberi enormi e c’è persino una camminata tutta orlata di castagni. Quando è stagione, un mucchio di persone cammina e si china per raccogliere le castagne e se le infila nella pancia della giacca.

Lo Zio ha come sempre dietro la sua macchina fotografica. La Zia il suo sorriso. Gli alberi sono talmente grandi che si sente un animaletto quando li abbraccia. Nella porzione di tronco che riesce a tenere sente la vita, l’energia di quel signore dalle radici enormi, mentre dall’alto proviene il frinire delle prime foglie.

Lo Zio cerca di prendere l’albero nella foto, ma se lo prendesse tutto La Zia scomparirebbe. Allora sceglie di fare un po’ e un po’ :-D

La Zia, con i piedi un po’ in discesa per il declivio sopra le radici, appoggia la guancia all’albero. Quasi quasi, si farebbe un sonnellino con quel cuscino vivo.


Silvia & il Pioppo

è stato un amore a prima vista… neanche ho guardato la casa sono andata subito sotto i suoi piedi… e ne sono rimasta affascinata…!! Neanche volevo sapere se mi avrebbero messo un bagno in casa… io avevo già deciso di  trasferirmi lì…..

non m’intendo di alberi e forse lui è un semplice pioppo marchigiano ma mi dà il senso di protezione e serenità

e poi è un grande musicista…basta un alito di vento che inizia a strimpellare… e lui sa che adoro la musica !!
ai suoi piedi abbiamo piantato dei piccolissimi tulipani tutti colorati ….
e ieri ho pulito il dondolo per sedermi di fianco a lui …
in questo periodo sta’ mettendo le foglioline, è simpaticissimo…

Sono entusiasta di scrivere del mio Sig. Pioppo… speriamo che non m’invada di batuffolini bianchi… al limite ci ballero’ sopra a piedi nudi … starnutendo!!!

Silvia

#Alberiamo1: Silvia:



Alberiamo

Li conosciamo.

Li studiamo a scuola, li apprezziamo.

Ne godiamo l’ombra, ne gustiamo i frutti, ne ammiriamo la grandezza.

Ci appoggiamo a loro, li disegniamo sin da bambini, li scaliamo; li dipingiamo, li raccontiamo.

Dietro di loro ci nascondiamo; li incidiamo.

Li usiamo per rendere meno grigie le città. Troppo spesso, li abbattiamo per avere più spazio per i nostri affari, senza pensare che, senza di loro, non ci saremmo neanche noi. Figuriamoci gli affari…

Ci passiamo vicino mille volte. E gli vogliamo bene. Ma glielo diciamo?

Perdiamo un minuto del nostro tempo per farli sentire preziosi? No. Di solito no.

Ed è proprio quello che, qui, abbiamo intenzione di fare. Fermarci un attimo per dir loro che gli vogliamo bene. E abbracciarli, come si abbraccia un caro amico. Qualcuno cui teniamo. La cui sola esistenza ci rallegra.

Ecco la piccola grande sfida di viaggiareterraemare: Alberiamo.

Persone che si fermano per qualche minuto e abbracciano un albero: potrà essere il loro albero prediletto, quello sotto casa, compagno di 1000 giochi ed avventure; o un albero qualsiasi, incontrato un po’ per caso, quello cui passiamo vicino tutti i giorni ma non abbiamo mai notato. E ora lo abbracciamo, perché gli vogliamo bene. O un albero incrociato durante le vacanze, del quale abbiamo, chissà, mangiato un frutto proprio stamattina.

Melensi? Può essere. Ma dateci retta: avete mai abbracciato un albero? Avete mai forzato il vostro corpo sulla sua corteccia, adattandovi alle scanalature, alle rientranze, all’umido calore del suo legno? Ascoltando il fremere delle sue foglie? Sentendo la vita che fluisce nel suo tronco?

Noi si. E con noi altre persone il cui abbraccio qui racconteranno con le immagini e, se vorranno, le parole.

Volete essere una di queste persone? Uno di noi pazzi convinti che il territorio in cui viviamo, oltre che sfruttato e venduto, può essere soprattutto amato?

Sì?

Allora fatelo. Semplicemente. Abbracciate il vostro albero, scattatevi una fotografia mentre lo fate e diteci quel che avete provato, spedendoci il tutto a: info@viaggiareterraemare.it.

Inizia una storia buona. Fatene parte.

Paolo


 

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