Cartoline di Parole #9: Jonata

Sui luoghi della memoria stanno le pietre disposte a cerchio come il nostro confine. Sulla strada che si interrompe prima di arrivare, figure in nero, anfore in velluto, salutano il corteo degli sfuggiti.
Le automobili, scaricate con le corde, sono un carico irrituale per questo porto antico. C’è odore di nafta, e all’improvviso pure di mirto. La frontiera è appena conquistata. Dal belvedere si apre la laguna: la chiglia nera, a sei rematori, porta la vista in un fondo che ancora non si vede. L’aria, col sale disciolto, avvolge d’ambra le vecchie stazioni e la prima ruga, come pagina chiusa sulla scena della rovina.

Jonata Sabbioni

 

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