Cartoline di Parole #12: Luca

Scendendo verso sud il mare dovrebbe essere a destra. Invece no, a un punto del tragitto sono accerchiato dalle acque. Un gioco di specchi con il cielo, ogni piano lucido potrebbe essere un mare, un fiume, un lago, o forse solo la superficie dell’inferno. C’è sempre un monte o una casa che sbuca dietro l’orizzonte, sia a destra che a sinistra. Isole ed oasi si mostrano all’improvviso e svaniscono risucchiate dal profilo profondo di un’insenatura che poi lascia spazio ad una montagna brulla. Ovunque appare un paesaggio a metà, abbandonato sul più bello. Avvicino il naso al finestrino per scorgere due campanili in fila e per un primitivo senso di casa, inizio a ripetermi “è qui che devo fermarmi”, scendi e ricomincia da quella chiesa. Fatti un Dio, trovati una moglie, costruisciti una casa. E m i addoloro per quanto poco ho cercato nella vita, per non averti qui con me.

Luca Coppari

 

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