Le barche

Ci sono ancora nella campagna delle Marche posti come questo. Si trovano per lo più sul retro di vecchie case coloniche abbandonate, con le porte scalcinate, le stalle vuote, i catenacci arrugginiti. Qualche contadino utilizza quelle zone a modo di rimessa. C’è di tutto.

Pneumatici di trattori rovesciati, carretti di legno popolati da insetti, plastiche spesse due dita accartocciate. Botti di rovere consumate dalla pioggia, cesti, cestini, secchi, secchielli, forconi pale vanghe rastrelli e vecchie pinze. Attrezzi di ogni foggia. C’è la rimessa in muratura per un grosso maiale soprannominato Johnny, ha gli occhi azzurri coperti dalle orecchie. Ci sono, anche, gattini che saltellano felici tra una maceria, una radice ei mattoni della casa abbandonata.

E ci sono questi bancali in legno con sopra tanto tanto fieno. La gente qui le chiama Le Barche, come se questa campagna, ancora, fosse un mare.

 

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