Dalla redazione

 

 

Oggi dalla redazione di VTM lo spettacolo è inconsueto.

Ci affacciamo sul porto di Ancona, stamattina attraversato dagli spazzaneve e non, come accade di solito, da muletti e personale di bordo. Non solo almeno. Al bar del porto, ci scommettiamo, va alla grande il punch. Proveremo, tra qualche ora, a verificarlo.

 

La neve che cade ha un effetto strano. Alla vista naturale sono piccolissimi fiocchi che, lo dice la gente, “attaccane, attaccane, questi, no come quelli grossi che non attaccane pe niente”.  Nella foto, si fa coltre che annebbia, avvolge, mistifica. Laggiù, da qualche parte, c’è un cantiere, si scorge la sagoma della sua famosa gru rossa e bianca, che tutta la città conosce.

Una nave di solito stracolma di ragazzi diretti alle assolate isole di Grecia si riempie di neve, la accumula forse per tenere in fresco le bottiglie di birra di quei giovani turisti, come in una goliardica pubblicità.

Somigliano, le sue bocche, a enormi garage per enormi sci fissati ai piedi di un gigante.

 

Dalla parte opposta partono, è il caso di dire forse, treni. Da una stazione che, come il cantiere che la fronteggia, è in dubbio di esistenza. La neve, in questo caso, pietosa, mette a riposo sino a nuovo ordine le membra del porto, in attesa del tempo migliore. I camion attendono il loro turno per portare merce, e tornare a casa. Dai comignoli non esce fumo, molti uffici sono deserti, la neve ha permesso a molti di rimanere sotto le coperte o andare a far pupazzi con i figli.

 

Paolo

3 febbraio 2012

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