#18 La cartolina di Chiara

Cambogia. Mercato coperto di Phnom Penh. L’umidità è ovunque, penetra fin dentro le ossa, rende vischioso ogni gesto, perfino la volontà ne risulta annacquata. Qui non si cammina, piuttosto si annaspa, fin quando si inciampa nel sorriso cambogiano che ho scoperto originare dall’imbarazzo non già da un sentimento di simpatia.
I cambogiani sorridono come i Budda di Angkor, imperturbabili giganti di pietra che oggi ricordano i tempi d’oro che hanno disegnato la storia antica di questo popolo nonostante il regime di Pol Pot.
Tra gli odori di zuppe di pollo e pesce speziati che definiscono l’identità olfattiva dell’Asia, in mezzo a bancarelle la cui mercanzia è appena intuibile sotto i nugoli di mosche e insetti, quel sorriso ti arriva dentro marchiandoti in maniera indelebile, più dell’umidità, più di ogni altra esperienza che puoi fare. E ti chiedi il perché di così tante ferite e di questa profonda povertà.

Chiara Canonici

 

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