#29 La cartolina di Matteo

Pietra dura in primo piano, resti di un’architettura di sterminio che fu ultimo arrivo per famiglie e ghetti.
Oggi non è marciapiede ma inizio e promessa.

Sulla pietra petali e foglie, lacrime che natura ha versato su questo luogo.

Dietro la rosa salpano binari.
Oggi le rotte dell’uomo sulla pelle della terra non servono, locomotiva cede il passo al nostro camminare in equilibrio sul binario, al saltellarci all’interno o a una corsa tra pietre perdute.

Rotaia segue un avvallamento del terreno e copre l’orizzonte: la corsa è infinita, l’arrivo scompare non appena il piede scavalca gentilmente rosa e si avvia verso casa.

Oltre orizzonte che non c’è sbiadiscono gli edifici di guardia: da quella porta non entrerà più nessuno, da essa solo si uscirà con la fiducia che camminare tra i capelli scompigliati delle colline polacche dischiude la possibilità di dare senso nuovo alle cose, come rosa poggiata su binari.

Matteo Osimani

 

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