Li conosciamo.
Li studiamo a scuola, li apprezziamo.
Ne godiamo l’ombra, ne gustiamo i frutti, ne ammiriamo la grandezza.
Ci appoggiamo a loro, li disegniamo sin da bambini, li scaliamo; li dipingiamo, li raccontiamo.
Dietro di loro ci nascondiamo; li incidiamo.
Li usiamo per rendere meno grigie le città. Troppo spesso, li abbattiamo per avere più spazio per i nostri affari, senza pensare che, senza di loro, non ci saremmo neanche noi. Figuriamoci gli affari…
Ci passiamo vicino mille volte. E gli vogliamo bene. Ma glielo diciamo?
Perdiamo un minuto del nostro tempo per farli sentire preziosi? No. Di solito no.
Ed è proprio quello che, qui, abbiamo intenzione di fare. Fermarci un attimo per dir loro che gli vogliamo bene. E abbracciarli, come si abbraccia un caro amico. Qualcuno cui teniamo. La cui sola esistenza ci rallegra.
Ecco la piccola grande sfida di viaggiareterraemare: Alberiamo.
Persone che si fermano per qualche minuto e abbracciano un albero: potrà essere il loro albero prediletto, quello sotto casa, compagno di 1000 giochi ed avventure; o un albero qualsiasi, incontrato un po’ per caso, quello cui passiamo vicino tutti i giorni ma non abbiamo mai notato. E ora lo abbracciamo, perché gli vogliamo bene. O un albero incrociato durante le vacanze, del quale abbiamo, chissà, mangiato un frutto proprio stamattina.
Melensi? Può essere. Ma dateci retta: avete mai abbracciato un albero? Avete mai forzato il vostro corpo sulla sua corteccia, adattandovi alle scanalature, alle rientranze, all’umido calore del suo legno? Ascoltando il fremere delle sue foglie? Sentendo la vita che fluisce nel suo tronco?
Noi si. E con noi altre persone il cui abbraccio qui racconteranno con le immagini e, se vorranno, le parole.
Volete essere una di queste persone? Uno di noi pazzi convinti che il territorio in cui viviamo, oltre che sfruttato e venduto, può essere soprattutto amato?
Sì?
Allora fatelo. Semplicemente. Abbracciate il vostro albero, scattatevi una fotografia mentre lo fate e diteci quel che avete provato, spedendoci il tutto a: info@viaggiareterraemare.it.
Inizia una storia buona. Fatene parte.
Paolo
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Mentre scattava le foto alla ragazza, tutto avvenne per magia: l’immagine si è composta così, da sola, davanti all’obbiettivo. Più o meno in questo modo Steve McCurry, professione fotoreporter, racconta la genesi di questa fotografia.
Lui, uno dei più grandi fotografi viventi, si aggrappa alla magia per spiegare l’assoluta bellezza dell’immagine che porta la sua firma. Perché, diciamolo, il mondo è pieno di magia. Lo è l’uomo, lo sono le cose animate e le inanimate. La natura tutta. Una magia dopo l’altra: è sufficiente cambiare il punto di vista abituale, spostarsi di qualche grado, accettare di sospendere il nostro abituale giudizio e… PAM … la Magia.
Non è che arriva la Magia. C’è già.
Ad esempio, io qui di mestere parlo di viaggi. Anzi, di terre. Studio fitto, mi informo, approfondisco e cerco, nel mio piccolo, di trasmettere qualcosa che vada al di là della brochure illustrativa. Assieme e grazie ai miei amici e compagni di viaggio.
Poiché questo spazio è supportato da un Tour Operator, Amatori, tutto sembra filare liscio.
Ma non è così. Perché c’è la Magia in circolazione. E se si parla di territori, di natura, di arte, di vita, di colori ed elementi… ce n’è tanta tanta di Magia! E come la trasmetto, allora? Magia 2.0. o alambicchi da stregoni medievali?
Ecco la scommessa della nostra nuova avventura a puntate che, se vi piacerà, seguirete: puntiamo alla Magia. Spostiamo il nostro abituale punto di vista e tuffiamoci in una piccola, grande ricerca del magico che ci circonda e che noi, solo noi, nascondiamo spesso ai nostri occhi. Perché il magico c’è…
Di cosa sto parlando? Di piccoli gesti inusuali che ci aiutano a vivere meglio ci regalano allegria, regalandone anche a quegli esseri magici che ci circondano e ne hanno sempre più bisogno.
Ancora qualche giorno, e tutto sarà chiaro: inizia un nuovo viaggio, e ci accompagneranno i nostri amici Kyria, il Barone Rampante… e qualche nuovo arrivato in carne ed ossa.
State pronti allora
Paolo
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E’ stato un lungo viaggio quello che abbiamo raccontato. Abbiamo chiesto a 4 personaggi di compierlo per noi, ognuno con il suo passato, i suoi gusti, i suoi sensi. Non erano persone: si trattava di figure inventate, ma non per questo i loro racconti sono meno veri. Al contrario, avevano tutta la libertà che che molti di noi non hanno. Per capirlo, ascoltate la loro opinione.
Ora, di questi strani amici restano non solo i post, ma anche altro: abbiamo deciso di tenerli con noi, sporadicamente qualcuno di loro ci racconterà delle sue sensazioni, dei luoghi che vede, di quel che combina. Si mescoleranno ad altri nuovi arrivi, in carne ed ossa, che andranno ad arricchire la lista degli autori di viaggiareterraemare.
Si parte per nuove avventure quindi: viaggiareterraemare inizia un cammino che sarà fatto a tratti di velocità da crociera e toccherà improvvise punte ed accelerazioni. Perché? Perché ci sforzeremo di coinvolgere e stravolgere, di mostrare i territori di Adriatico sotto diversi punti di vista, di organizzare eventi che in pochi si aspetterebbero.
Proprio gli eventi saranno il cuore di questo blog. Stiamo preparando attività svolte da più persone che, spero, mostreranno le terre di adriatico da prospettive di solito trascurate.
Buon viaggio allora, e aspettatevene delle belle. Le chiederemo anche a voi
Paolo
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Questo è lo spot della Regione Marche per promuovere il suo ricco territorio. Se ne è parlato un po’, in rete e altrove: molti hanno criticato la spesa, alcuni la scelta dell’attore, alcuni la sua maniera di recitare Leopardi.
Molti ne hanno approfittato per fare battaglia politica, prendendosela con la giunta che lo ha voluto e finanziato.
Infine, non poche persone si sono lamentate per l’assenza della propria città: i più indispettiti sono stati gli anconetani, visto che del capoluogo di regione non c’è traccia.
Personalmente, mi permetto solo di escludere la messa in discussione di un attore come questo:
Sulle altre questioni, invece, vorrei sentire dei pareri: li ho già chiesti ai nostri cari personaggi, ma mi piacerebbe sentire che ne pensa la gente, marchigiana e non, più o meno informata sui fatti.
La pubblicità sta cambiando, è vero. Anche la possibilità da parte di tutti di dire quel che ne pensano.
In attesa delle opinioni di Kyria e del Barone, voi cosa ne dite?

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Si trovano improvvisamente tutti nella stanza. Una grande sala riunioni affacciata sul porto di Ancona. Sta salpando un traghetto per la Grecia.
- Ehm – fa Kyria – come abbiamo fatto a finire qui tutti insieme all’improvviso?
- In che senso? – chiede Edy, ma fa in tempo a parlare che le scappa un gridolino e corre a nascondersi sotto il tavolo.
- – Che combini?
- Ma come che combina, non lo vedi? E’ nuda…
- Nuda? – il Doctor Timo fa per sporgersi sotto il tavolo, ma una secca manata della figlia Martina sulla guancia lo distoglie dalla tentazione.
- Certo che sono nuda. Stavo facendo la doccia, accidenti.
- …
- Io stavo sistemando l’acquario %&@# ho lasciato i canolicchi fuori
- Tieni i cannoli nell’acquario?
- I canolicchi, non i cannoli
- I canolicchi?
- Sì, sono…
- Ehm – la voce si fa strada da sotto il tavolo: è Edy – scusate, non vi sembra il caso di capire cosa stia succedendo, invece di parlare di … cannoli…
- Cannolicchi – la corregge Kyria
- Va bene, ok, cannolicchi. Ma insomma, che succede? – fa il barone Rampante, che sfoggia una mise di felpa grigia da pensionato della DDR. Lo guardano:
- Beh? Lavoro a casa, io. E comunque io lo so perché siamo qui – fa, saccente come al solito
- Lo sai? E che aspettavi a dircelo, che ti portassimo il thè?
- Sì, che aspettavi – fa Edy da sotto il tavolo. Il doctor Timo si impietosisce e si toglie l’impermeabile in stile Marlowe: tieni, metti questo e vieni fuori, dai – lo infila sotto il tavolo e la mano della ragazza, felina, lo afferra. Esce di lì.
- Lo sai che non somigli affatto alla Binochet?
- Mica l’ho scelta io la foto!

- Silenzio – intima Martina: la piccola si è seduta a capo della grande tavola. – Barone, perché siamo qui? – chiede, con un tono che non ammette esitazioni.
- Oh, beh. È semplice, siamo finiti qui perché si è parlato di noi, in giro per il web, e il nostro autore ha pensato di farci dire la nostra –
- E non poteva chiedercela, che so, via mail?
- Lo sapete come è fatto, a lui piacciono i colpi di scena. E comunque, sono due giorni che queste persone vere discutono del fatto che noi siamo inventati. Li leggo da ieri, e sapeste che rabbia non poter intervenire.
- Perché non potevi intervenire?
- Perché se intervengo su un blog devo prima scrivere all’amministratore che sono inventato. Come sempre. E allora non vale, no?
- Ma – fa Martina incuriosita, con la piccola mano sotto il piccolo mento – ma perché discutono?
- Perché siamo inventati e invece facevamo finta di essere veri
- Beh, in effetti – fa Edy, che non somiglia alla Binoche – non è sbagliato discuterne
- Ma stiamo scherzando? – sbotta all’improvviso Doctor Timo – semmai è il contrario, accidenti: sul web è pieno di gente vera che fa la falsa, e se la prendono con noi che siamo finti e facciamo i veri?
- Non è il caso di far filosofia – lo redarguisce la figlia dodicenne.
- …
- Voi che ne pensate? – riprende il Barone
- Io non saprei – fa Kyria – io sono la più giovane tra gli inventati a parte Martina… che però non è una protagonista… senza offesa eh
- Figurati
- Però, un po’ ha ragione il doctor Timo, no? Cioè, abbiamo fatto qualcosa di male?
- Io direi di si – interviene Edy, seria – in effetti ho riletto un po’ questo blog, e non si capisce proprio bene che siamo inventati…

- Ma è quello il bello – sbotta di nuovo il doctor Timo
- Papà! – fa Martina
- Sì dottore, datti una regolata – fa Kyria – non c’è bisogno di urlare
- Ok Ok , scusate, sarà che di discorsi degli umani ne ho sentiti tanti… uff
Il traghetto per la Grecia scompare all’orizzonte.
- Quello che l’autore vorrebbe dai noi – fa il Barone Rampante – è che prendessimo una posizione. Insomma, è giusto che noi personaggi inventati stiamo sui social network, o no?
- Oh beh…- fa Kyria – io ho messo nero su bianco che se mai mi avessero fatto vendere qualcosa o costretto a parlare di un prodotto commerciale me ne sarei andata
- E l’autore che ha detto? – chiede Martina
- Che per lui era giusto. Che anche lui aveva fatto lo stesso con l’azienda-
- E l’azienda che ha detto?
- Che per loro va bene, che era già deciso non si sarebbe parlato di lavoro. Cioè, loro hanno i loro siti, e la pagina su facebook.
- …
- …
Edy si mette seduta, attenta a non scoprirsi. Il Barone si siede semplicemente sul bordo del tavolo, come fosse ancora un ragazzo che occupa le Università.
Il doctor Timo alza la mano, come uno scolaretto. Ma a parlare è Martina.
- Ma allora? Se erano tutti d’accordo, che è successo?
- Bambina mia – fa il Doctor Timo, te lo spiego io che è successo. E te lo spiego io perché il nostro simpatico autore ci ha fatti apparire qui tutti assieme senza nemmeno sognarsi di venire anche lui… perché noi glielo avevamo detto
- Come sarebbe glielo avevamo detto?
- Ha ragione – fa il Barone – ricordate? Gli avevamo detto: guarda, scrivi chiaramente sul Manifesto che siamo inventati! Non si capisce bene. Ma quel sapientone niente
- Senti chi parla di sapientoni
- Aaaaah, ancora sta storia perché ho qualche follower in più di te, dai Kyria! Tu metti della musica indecente su blip, chi vuoi che ti si fili?
- Adriano
- Ma Adriano è una persona vera? Sei sicura?
- Certo che è vero. E gli piace Richie Hawtin.

- Contenti voi.
- Sentite, io vorrei tornare nella mia doccia. Che dobbiamo fare?
- Io ho preparato un documento – fa il Barone, evidentemente davvero infervorato come un presidente di assemblea universitaria.
- Un documento?
- Sì –
- Ma…
- Senti Kyria – fa Edy – lascialo parlare, basta che ce ne andiamo. Io nella doccia e tu ai tuoi cannoli
- Canolicchi
- Sì vabbè, canolicchi
- Allora, ecco il documento:
I sottoscritti personaggi inventati Barone Rampante, Doctor Timo, Edy Sedgwick e Kyria sollecitano l’azienda Amatori, finanziatrice del blog su cui hanno scritto sino ad ora e su cui sono previste loro apparizioni sporadiche in futuro, denominato Viaggiareterraemare, a chiarire immediatamente sul blog stesso la loro natura di personaggi inventati.
Essi non hanno infatti alcuna intenzione di essere considerati veri.
- Non ci pensiamo nemmeno. Ma siamo matti? Avete visto in che mondo vivono?
- Ahahahah, hai ragione Kyria
- Sì, ok. Ma perché dovrebbero darci retta?
- Perché gli conviene.
- In che senso?
- Lo sapete no: in rete, le voci girano… e poi, se non lo fanno, noi scompariamo
- Ma se l’autore se la prende?
- Chi, quello? Ma dai – fa Kyria
- Allora firmiamo? – fa Edy, che inizia ad avere la pelle d’oca per il freddo.
- Si dai, firmiamo.
Uno dopo l’altro, come quattro moschettieri usciti dal cilindro di un mago di serie C, i personaggi firmano il loro documento e, come d’incanto, uno dopo l’altro svaniscono: il Barone Rampante finisce dritto davanti al suo pc, Kyria con il braccio immerso nell’acquario, Edy sotto la doccia che, nel frattempo, è diventata fredda e la fa strillare, e il Doctor Timo e Martina in sala, a sistemare legna per il camino.
- Accipicchia – fa Martina guardandosi attorno – è meglio di Jumper!!
A bien tot… speriamo
Edy, Kyria, Barone, Dr. Timo … e Martina
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Stiamo preparando nuove avventure, di cui presto avrete notizia. Ma nel frattempo, dobbiamo ammettere una cosa: un viaggio, un singolo viaggio, non finisce mai.
I nostri amici hanno creato legami tra di loro, si sono conosciuti e, intanto, hanno messo ordine nelle rispettive memorie: il viaggio continua a fermentare dentro la loro testa, i ricordi si solidificano, le sensazioni si riaffacciano all’improvviso.

Quindi, abbiamo pensato di dare una mano al Barone, a Kyria, al Doctor Timo e ad Edy: perché non finite questa esperienza da casa vostra? Come? Affidandovi ai Sensi:
quale cosa durante questo viaggio ricordate di più di aver
Toccato
Gustato
Sentito / Ascoltato
Visto / Osservato
Odorato?
Chiudete gli occhi, pensateci e… rispondete se vi va. Non è una classifica: non si tratta di scegliere le cose migliori, ma di ascoltare i propri sensi.
Non è così, in fondo, che i ricordi di un luogo assalgono tutti all’improvviso? Attraverso i sensi…
Bene, attendo le loro risposte mentre prepariamo, qui, qualche altra iniziativa.
Paolo
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Insomma ognuno dopo il suo viaggio ha la propria idea. “Potevate rivolgervi a dei pubblicitari di professione” dirà qualcuno… e perché, forse che dei pubblicitari di professione potrebbero risolvere questo?
Siamo sempre più convinti che tutta la strada da fare bisogna farla in compagnia: tutti insieme: chi costruisce, chi aggiusta, chi compra e chi vende, chi assaggia e chi critica, chi scrive e chi legge. E se è vero che oggi, nel mercato, esistono 1000 trucchi in più, beh, è anche vero che ci si casca sempre meno… si possono fare cose molto spettacolari:
Ma il senso di quel che sta accadendo è che se una cosa è buona, funziona. Cioè, come una volta.
Per questo qui si è deciso di coinvolgere i nostri amici: per scoprire nuove strade e osservare i territori che trattiamo tutti i giorni attraverso sguardi nuovi. Cioè, sguardi come quelli di una volta, quando si mangiava bene in un ristorante e lo si consigliava ad altri amici (2spaghi); si leggeva un buon libro e lo si prestava (anobii); si osservava un bel tramonto e si sentiva il bisogno di condividerlo (twitter); si alzava il volume dello stereo per far sentire il proprio pezzo preferito (blip.fm); si stava in piazza a chiacchierare e farsi notare (facebook).
Ora, dopo il viaggio dei nostri amici, stiamo preparando questo spazio per nuove esperienze. Abbiamo chiesto la loro partecipazione sporadica, chiederemo anche quella di altre persone attive sul web. Giocheremo, e scopriremo angoli di mondo.
Qua e là, ci capiterà di riflettere su quel che sta succedendo nel mondo della comunicazione: perché ci siamo dentro. Ma non è che sia poi tutta questa novità:
Stiamo arrivando!
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(chi cena da solo…)
Quindi ho invitato a cena i partecipanti al viaggio. Non solo per salutarli come si deve ed ascoltare le loro sensazioni vis a vis, ma anche per capire quali potrebbero essero gli spunti migliori per viaggiareterraemare.
Perché questo spazio così nuovo è ideato per essere elastico, mutevole e pronto a raccogliere stimoli dall’esterno.
Per quel che mi riguarda, sono felice di come i ragazzi abbiano risposto alle mie aspettative, e credo che anche da Amatori, quelli per cui lavoro, siano contenti, e magari lo è anche lo staff di e-xtrategy, che ha progettato questo “blog”".
Ma non è certo il caso di fermarsi qui, non vi pare?
Ci sarà occasione di pensarci: nel frattempo, gustiamoci la cena…
Paolo
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Naturalmente, hanno tutti detto sì. Ho chiamato i nostri 4 intrepidi (?) viaggiatori per invitarli a cena. Un incontro al termine del viaggio, una maniera informale per raccogliere le loro impressioni, un punto di partenza per avere idee sul modo giusto di viaggiare e di parlare di viaggi on line.
Ah, anche l’occasione per una scorpacciata, ovvio.
Appuntamento sabato sera, allora, con tutti i partecipanti, bimbe comprese.
Parleremo delle terre che i 4 hanno visitato, della Vallesina, di portonovo, del conero, dei sibillini e, dall’altra parte, delle città croate come Split e Sibenik e dei parchi come Plitvice.

Ma parleremo anche di cosa significhi viaggiare e affrontare il tema del viaggio oggi, quando tutto sembra finire volenti o nolenti nella rete: turismo 2.0. è lo slogan che gira nel nostro settore, ultimamente. Per capire meglio cosa significhi, credo sia bene parlare con chi non è addetto ai lavori, ma ama viaggiare.
Per non complicare le cose più del dovuto: viaggiare è anzitutto un istinto, un desiderio, una cosa molto, molto semplice da pensare. Lasciamo che sia così…
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I nostri Fantastici 4 dovrebbero ormai essere rientrati nelle loro dimore: dai ieri non abbiamo loro notizie, salvo qualche fugace apparizione sui social network che preferiscono. Naturalmente era previsto: il ritorno ha richiesto spostamenti continui e, soprattutto, ci sono da fare quelle cose che comporta un rientro a casa: disfare le valigie, fare la lavatrice, stendere i panni, andare a prendere il proprio cane, cambiare le lenzuola, aprire le finestre per arieggiare, farsi una doccia nel proprio box (o nella propria vasca) dopo aver passato settimane a farla negli alberghi, eccetera eccetera.
Per questo, ci siamo presi qualche giorno di tregua dopo i resoconti giornalieri dei ragazzi.
Kyria è andata a casa della sua amica a riprendere il suo amato bashj; doctor Timo probabilmente starà controllando il proprio orto, sconcertato (l’orto) dal clima ancora mite; Edy, probabilmente, conoscendola, sta allungando l’esperienza e cenerà fuori con il suo amico Mirko, per sentirsi ancora un poco in viaggio. E il Barone Rampante controlla nel frigorifero se c’è qualcosa di non andato a male
Ma siamo solo all’inizio…. Ho l’impressione che, ormai, considerino questo spazio virtuale un po’ loro, e non sarà facile liberarsene
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