Dritta Estiva #2: Fotografia

Se Kyria vi parla dell’arte di Ericailcane ad Ancona, io provo a dare un’altra dritta. Come sapete, qui non si compra e non si vende proprio niente. Si tratta di consigliare qualcosa di diverso per l’estate appena iniziata, da questa o dall’altra parte dell’Adriatico. Ecco allora la mia prima dritta.

C’è un fotografo, Robert Marnika. È croato e vive a Bologna, dove ha il suo studio. È bravo; è proprio bravo: non sono un esperto, né un critico ma le sue foto mi piacciono.

Otto anni fa, Robert ha avuto una bella idea: organizzare un corso fotografico sull’isola di Sestrunj, nell’arcipelago di Zadar. L’isola, dalla particolare forma allungata è un luogo particolare: a mezz’ora di traghetto da Zadar, non interessa il grande turismo stagionale ed è la meta prediletta da molti croati che, negli anni, sono andati a vivere all’estero.

Tra questi, anche Robert.

La sua fotografia incontra, lui giovanissimo, la guerra della ex Jugoslavia: le sue immagini iniziano a girare il mondo.

Nel 1993 si trasferisce in Italia e, da allora, la sua carriera non conosce soste. Si occupa di mostre altrui ed espone in importanti contesti personali e collettivi. Intanto, porta avanti la sua idea: il workshop sull’isola croata, una maniera diversa di far fotografia, conoscersi, migliorare ed esplorare.

Non so voi. A me pare un’idea bellissima.

Perciò, la mia prima dritta dell’estate è questa: il workshop di Robert a Sestrunj: date un’occhiata qui per capire meglio di che parlo.

So long, Barone


A Zonzo

Sono un personaggio e scrivo quello che mi pare. Gli autori non possono scrivere quello che gli pare. Devono trattare, scendere a compromessi. Io no.

Siamo in 4 ad essere inventati, qui. Questo ci permette di parlare dei territori di Marche e Balcani con la massima libertà e da diversi punti di vista. Lo scorso anno ci hanno fatto fare un viaggio.

Quest’anno accompagniamo un po’ di amici ad abbracciare gli alberi, ma non solo (poiché siamo inventati, possiamo tranquillamente fare diverse cose assieme senza andare in confusione, questo è un vantaggio anzichenò).

Ora che sembra (sembra…) arrivata la bella stagione, parliamo anche un po’ delle Marche, e dei Balcani. Andiamo in giro, ascoltiamo, chiacchieriamo, assaggiamo. Direte che essendo inventati avremmo potuto farlo anche con la pioggia. Vi sbagliate: anche noi personaggi ci bagniamo. E un’altra cosa: noi non diciamo mai bugie :-)

Se vi va di darci una mano e raccontare anche voi qualche luogo caro, siete i benvenuti: potete scriverci, mandarci foto, video, canzoni, quel che volete, via. Altrimenti, non importa: noi inventati descriveremo la realtà. Voi reali ci immaginerete là.

Barone


Sandra a Pag

Sandra manda questa splendida foto, chiedendo se “valgono anche le palme”. Vale ogni albero, naturalmente, e questa foto vale doppio, perché è scattata sull’isola di Pag. L’isola carsica è uno spettacolo lunare, nella foto, sullo sfondo, si intravede la particolarità del suo paesaggio.

Grazie, Sandra!

so long, barone


Ivo lo Schivo

Ho parlato di Ivo qui, per cercar di spiegare di quale particolare persona si trattasse. Ed ecco, poi, che arriva questa immagine, che meglio rende di molte parole la sua statura (non solo quella fisica :-D )

Grazie Ivo!

So Long, il Barone


Alberi & Bimbi

Si trovano alberi meravigliosi appena nell’entroterra di Ancona. Si trovano case isolate e alberi fatti di nervi, ritorti su se stessi, dalla forte personalità. Che un po’ ti dici… ma lo abbraccio? Non si offenderà? Perché ti sembrano come quelle persone un po’ schive al contatto fisico, un po’ riservate, serie. Allora, come si fa con le persone di una certa età, vai sul sicuro: mandi avanti i bambini con gli alberi che ti sembrano più socievoli:

E gli alberi attorno, come d’incanto, gli viene da ridere, perché i bambini piacciono agli alberi. E pensano che nonostante tutto non gli dispiacerebbe

essere abbracciati un po’. Persino gli ulivi nerboruti lo pensano, con le loro foglie argentee e verdi e il tronco che s’avvita su se stesso fortissimo, più forte d’un busto di pugile.

Ad esempio,  questo qui:

E allora facciamo il giro di tutti gli alberi: lo fa il piccolo Giulio, e l’albero naturalmente gli ricorda di portare anche la mamma:

So long

Barone


L’albero di Ivo

Il mio amico di Twitter @ivocingolani mi ha mandato questa fotografia. E’ l’albero che ha abbracciato qualche giorno fa, mentre poi si è dedicato, dice, a stringere un platano. @ivocingolani è una persona particolare e deliziosa, che vive a contatto con la natura e , in ottemperanza agli insegnamenti di Crosby Stills & Nash non ha esitato ad affiancare il figlio super-teconologico sui social network.

Ivo è, quindi, quello che ogni giorno cerchiamo di raggiungere: il simbolo di un rapporto equo con la natura e con la tecnologia, la sintesi di velocità e lentezza, comunicazione e quiete. Per questo mi piace che l’albero sia solo, questa volta:

“io ho abbracciato questo”

nella pace della natura. Senza pubblico, senza spettatori. Con affetto.

Grazie @ivocingolani

So long

Barone Rampante


Mi piace

Mi piace mi piace mi piace. Questa nuova idea sembra ritagliata addosso a me e a quello che ho sempre pensato e onestamente non vedo l’ora che arrivi il primo weekend di sole per iniziare a metterla in pratica.

D’accordo, Paolo mi ha detto di non parlarne subito.

Ma sono sicuro piacerà anche a chi avrà la voglia di seguirla e, chissà, di portarla avanti assieme a noi.

Non distraetevi quindi…

ciao, il Barone


Sullo Spot

gal_hoffman_dustin_5

Rispondo alla richiesta di Paolo fatta nel post precedente cercando di essere sintetico. Ho pensato molto allo spot sulle Marche (l’anteprima è visibile nel post qui sotto), insomma, in fondo è la mia regione. Ho letto anche un po’ delle polemiche che si trovano on line. E mi sono fatto un’opinione.

Anzitutto, non prendo parte alle discussioni marcatamente politiche: molta gente, è vero, ha usato lo spot per un più generico attacco politico alla giunta regionale. Mi è sembrato un atteggiamento un po’ demagogico, la discussione non mi interessa più di tanto.

Invece è interessante l’aspetto tecnico: non ne capisco molto, ma lo spot, soprattutto nel montaggio, non sembra proprio eccelso… mi piacerebbe sentire qualche addetto ai lavori al riguardo

Le lamentele delle città escluse mi fanno pensare che qui nelle Marche le persone non sono mai contente. Capisco un po’ di campanilismo, e capisco anche che, ad esempio, Ancona possa essere una bella città, ma in uno spot di due minuti, dovendo scegliere… insomma, è come se si girasse uno spot sull’Italia: i torinesi si lamenterebbero se rimanessero esclusi a favore di Roma, Firenze, Venezia, la Sicilia, Siena, il golfo di Napoli…. forse sì, ma capirebbero anche che non significa che Torino non sia bella (tra parentesi, io adoro Torino). A me non dispice la scelta fatta: ovvio che si sia puntato sull’attore, e quindi che molti secondi siano girati in teatro. Mah.

torino

Anche i leopardiani incalliti si sono arrabbiati per la recitazione di Dustin Hoffman… e persino Mina si è detta demoralizzata: dice che in Italia abbiamo attori all’altezza. E’ senza dubbio vero, ma per il mercato straniero gli attori che la grande cantante cita (Fantastichini, Popolizio, Proclamer, Melato, Albertazzi) potrebbero competere con Hoffman? E poi, per come la vedo io, non è necessario che un italiano faccia pubblicità all’Italia, uno spagnolo alla Spagna e così via: perché? Al giorno d’oggi, mi sembra un atteggiamento un po’ etnocentrico.

La pubblicità è una cosa strana, a volte se il testimonial è giusto, è più importante lui dell’oggetto promosso. Con tutti i rischi connessi.

Quel che invece mi fa pensare è se esiste una politica turistica nelle Marche. Voglio dire, la pubblicità può anche funzionare, ma fa parte di una strategia, di un complesso di azioni, o no? E’ il tassello di un mosaico, o un’improvvisa deflagrazione senza capo né coda? Credo sia questo il nocciolo della questione.

Le Marche hanno studiato una linea di crescita turistica, o si affidano a singoli eventi slegati tra loro, così come una squadra di calcio si affiderebbe al fuoriclasse di turno per sopperire alla mancanza di gioco?

So long, Barone Rampante


I Miei Sensi

Qualche tempo fa Paolo, il nostro “speaker”, ci chiese di parlare delle emozioni sensoriali provate nel corso del viaggio. Di quello che maggiormete colpì la nostra vista, l’udito, l’olfatto e via dicendo. Un argomento interessante: al giorno d’oggi, forse il cervello è un po’ troppo ingombrante, non trovate? Gli input sono così tanti che quando vediamo, che so, un paesaggio collinare la nostra mente inizia a somigliare a quei blog dove spuntano ovunque popup senza attendere un comando: hai letto qualcosa sulle colline? PUF, spunta il popup… le foto di Giacometti? PUF, un altro. L’economia rurale? ARIPUF. E così via. Ma, soprattutto, il cervello ci dice immediatamente che dobbiamo:

1) Fotografare quel paesaggio;

2) condividere quel paesaggio

Il che è sacrosanto (altrimenti non sarei qui), ma magari, prima, lasciamo viverlo ai nostri sensi. Insomma, vediamo di equilibrare il rapporto cervello-cuore, no?

psicanalisicuorecervello

Con un po’ di ritardo, quindi, rispondo allo spunto lanciato da Paolo. Non ho fotografie, né video, né disegni. La mia è una lista semplice, come quelle della spesa:

La vista: durante il viaggio ho visto uno sperone di roccia che somigliava a un braccio fratturato. Stava dritto su una spalla del Monte Sibilla e lentamente, molto lentamente, veniva circondato da una nebbia fitta. Avete presente il film Fog di Carpenter (non il remake). Ero seduto sull’erba umida, dopo la salita, e non riuscivo a staccare gli occhi da quelle dita di nebbia che si allungavano per afferrare lo sperone. Ero ipnotizzato: la lentezza della scena mi stregava. Finché lo sperone, senza un lamento, è scomparso nell’abbraccio.

Il Tatto: mi piace toccare le cose. Da sempre. Da bambino toccavo ogni superficie, ogni oggetto, ogni tessuto e materiale. Per questo, mi prendevo anche delle sberle. Quindi non è facile scegliere, ma il giorno che passai a Mezzavalle ho incontrato un enorme sasso a forma di testa di cavallo (più o meno…) e lì vicino stava un altro sasso meraviglioso, striato, rosato e silenzioso. Corrotto dal mare, assolato e un po’ goffo, non troppo affusolato, il sasso chiamava la mia mano. Vi poggiai il palmo, ne percorsi le asperità e fu quasi come parlarci. Diceva cose interessanti.

L’udito: senza aggettivi: il suono dell’acqua nel parco di Plitvice alle 7 del mattino.

Il Gusto: questo è facile, anche se un po’ proustiano. Da poco arrivato in Croazia, non resisto alla tentazione di sorseggiare un bicchiere di Maraschino. La cosa mi proietta in un istante a quando, ancora bambino, me lo facevano assaggiare in famiglia, tra una fase e l’altra della preparazione di un dolce.

Maraschino

L’Olfatto: a questo punto scadrò direttamente nel banale. Vorrei parlare di mirra, o spezie esotiche, o afrore di una bettola di periferia, fumo di un sigaro scadente, che so, una cosa alla Chandler. E invece, che bisogna dire, se non dell’odore del mare che ha quasi riempito ogni momento del mio viaggio? Non sono abituato al Mare, preferisco passare il tempo all’interno, nelle valli e sui monti. Ma poi questa cosa quasi sacra che occupa gran parte del pianeta si presenta in tutte le sue forme: entra negli occhi, ma soprattutto nel naso. E si respira, e bisogna, prima o poi, tornare a resporarlo. Sì, il mare è l’odore per eccellenza. Altroché.

Hanno partecipato però al concorso anche, tra gli altri:

il manoscritto de l’Infinito di Leopardi (vista), la sigaretta da esportazione di un tizio che aspettava con me dal benzinaio a Zadar (olfatto), il profumo alla vaniglia di una signora in fila avanti a me in banchina (olfatto), il fatto di non poter toccare stalattiti e stalagmiti delle grotte di Frasassi, che faceva prudere le dita (tatto), il pollo arrosto che non sarebbe speciale, se non lo mangiassi nel mezzo del parco (gusto)…….. e molto altro :-)


i Protagonisti

Mi intrometto un momento, non me ne voglia il nostro Paolo…. lo sapete che qui http://www.riminiwebmarketingevent.it/ si parlerà anche un po’ di noi?

Me lo ha detto proprio Paolo: mi chiama e mi fa: dobbiamo fare un intervento al Rimini Web Marketing Event... così mi sono informato. Non me ne intendo molto, ma in pratica si tratta di un grosso evento che riunisci cervelli informatici, cervelli di marketing e operatori di vari settori.

Ci sarà un tale Vaccaro ( io non lo conosco, visto che non mi occupo di certe cose, ma ha un bel blog e mi piace quel che scrive…) che parlerà di come utilizzare i social media nel campo del turismo e pare che alla fine concederà un po’ di spazio alla nostra esperienza… giudicata a quanto sembra degna di menzione. Quindi, più o meno, si parla di noi 4. Domenica mattina alle 10 e 40.

Personalmente, sono un po’ spaventato da tutta la bagarre che si è scatenata con questi social media: sarà la mia ormai veneranda età, ma prima di gridare alla rivoluzione ce ne vuole. Però, mi piace la piega che le cose hanno preso: si va indietro per andare avanti… si lavora un po’ come nel rugby…

Insomma, se lo si volesse spiegare ad un bambino, non sarebbe così difficile come è sentirlo ai convegni: una volta risolto questo paradosso, tutto andrà meglio, no?

Non solo mi sono divertito, ma questa nuovo modo di stare sul web mi piace: andiamo a Rimini dunque, a sentire cosa si dice del nostro viaggetto, del progetto che ci ha coinvolto e, anche, a capire cosa abbiamo fatto di tanto speciale…. :-)

logo_rwme

Non siamo diventati famosi ok… ma c’è ancora tempo :-)

Un saluto

Barone Rampante


 

Tutti i contenuti del blog Viaggiare Terra e Mare (dove non diversamente specificato)
sono pubblicati sotto Creative Commons 2.5 Italia License.

Viaggiare Terra e Mare un progetto di Amatori Tour Operator - P.I. 02251850422