Lo staff di Amatori e quello di Marche di Gusto si lanciano alla scoperta del territorio: noi li accompagniamo…
Avete presente quella cosa delle domeniche di gusto? Queste qui
Ecco. La gita di domenica 21 piace al Barone ma piace anche a me. Funziona così:
si parte da Ancona alle 10. Lungo la strada si arriva a Montefiore dell’Aso per visitare un’azienda vinicola, la Centanni. Qui, si degustano vini e salumi. Gnam.
poi si arriva ai sibillini, a Montevettore. Qui una guida del CAI ci porta a spasso nel parco. Conoscete il parco dei monti Sibillini? E il monte vettore? E il lago di Pilato? Storie di streghe, antichi romani, maledizioni, segreti, leggende e aria pulita.
Dopo la passeggiata ed i racconti si arriva al Forno di Michele. Qui invece si mangiano cose squisite al calduccio, magari facendosi anche due risate.
Io me la sento di fare pubblicità a questa cosa, perché, beh, è una buona idea.
Siete con me?
Kyria
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Allora questa cosa delle gite il Barone Rampante me l’ha trasmessa. Mi fa: vai tu alla prima, che io non posso. Gli faccio: Ma 50 euri. Mi dice: In effetti. Però vale la pena e se ci pensi mica è tanto.
Non lo so se è tanto. Per me non è poco. Però questa prima gita mi pare proprio bella e considerato che non pago niente in più, tipo la benzina o il pranzo, beh, ci sto. Non devo nemmeno portarmi tante cose…
La gita mi pare bella per la natura, prima di tutto. Perché il barone mi ha raccontato del santo, dell’abbazia di Valdicastro eccetera eccetera ma a me interessavano i dintorni. Che sono pieni di boschi. Mi piacciono i boschi: una volta, ai tempi dei monaci, si curavano i boschi come i campi, anzi, più dei campi. E c’erano alberi che si importavano perché i frutti erano buoni, come il castagno.
Così la Valdicastro è cresciuta nei lecci, nei faggi, nei castagni, e in tutti quegli animali che ci si trovano bene, nei boschi: la lepre, la volpe, il lupo, fino in alto in alto, lo sparviero e l’aquila reale. Chissà che non vedrò uno sparviero, allora sì, sarò contenta. Una volta ho conosciuto un tizio che faceva il falconiere.
Mi ha spiegato che il rapporto tra predatori dell’aria e uomo è molto stretto perché fa comodo ad entrambi. Mi ha raccontato, infatti, che il rapace ha iniziato a sorvolare le strade battute dagli uomini, tipo i pellegrini medievali, perché i loro passi e la confusione spingevano le lepri ed altri animaletti (poverini) a muoversi e fuggire: il rapace così li vedeva e li poteva rincorrere e cacciare. Insomma, non era tanto l’uomo a usare il falco, quanto il rapace a usare l’uomo. Ma sto divagando.
A me la domenica piace andare in giro in effetti. Questa me la faccio quindi. C’è la Valdicastro e poi si va all’azienda Fazi e Battaglia, in Vallesina. E’ l’azienda che fa il vino nella bottiglia ad anfora, quella che appare in molti film americani. Ma non fa solo quello. Io non mi sono mai fidata troppo delle etichette così famose: vediamo se mi fan cambiare idea… vi saprò dire…
Se volete venire, beh, rapidi però che è tardi:
Kyria
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