Il Viaggio è stato il nostro primo evento: 4 personaggi, 4 viaggi tra Marche e Balcani, 20 sensi, 4 maniere di raccontare. Ecco tutti i post del Barone Rampante, di Kyria, Edy e del Dr. Timo.
L’arancione fugge via fino al bianco, nel cielo,a toccare la palla arancio fuoco che si immerge lentamente nell’orizzonte del mare.
Sulla superficie, nell’acqua, il cerchio di un pesciolino invisibile, in primo piano una barca, ferma.
Acqua immobile, tutto immerso ne’infinito mare di colori.
Non è una cartolina ma è la foto della bellezza.
Alessandra Gatto
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Questo è lo spot della Regione Marche per promuovere il suo ricco territorio. Se ne è parlato un po’, in rete e altrove: molti hanno criticato la spesa, alcuni la scelta dell’attore, alcuni la sua maniera di recitare Leopardi.
Molti ne hanno approfittato per fare battaglia politica, prendendosela con la giunta che lo ha voluto e finanziato.
Infine, non poche persone si sono lamentate per l’assenza della propria città: i più indispettiti sono stati gli anconetani, visto che del capoluogo di regione non c’è traccia.
Personalmente, mi permetto solo di escludere la messa in discussione di un attore come questo:
Sulle altre questioni, invece, vorrei sentire dei pareri: li ho già chiesti ai nostri cari personaggi, ma mi piacerebbe sentire che ne pensa la gente, marchigiana e non, più o meno informata sui fatti.
La pubblicità sta cambiando, è vero. Anche la possibilità da parte di tutti di dire quel che ne pensano.
In attesa delle opinioni di Kyria e del Barone, voi cosa ne dite?

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Non sono brava a distinguere tra i miei sensi, quindi non sarà facile accontentare Paolo: la sua richiesta di descrivere le cose che ci hanno colpito, una per ogni senso, è davvero complicata per me.
Il fatto è che mi capita, spesso, di vedere i suoni, o ascoltare i colori, e so che queste cose le fa il cervello, ma in poco tempo tutti i miei 5 sensi sono allertati, svegli, attivi sulla medesima sensazione.

Ad esempio, quando mi trovavo a Hvar. Nell’entroterra, sulle alture dalle quali si scorgeva il mare. L’azzurro del mare si respirava salato, e nelle narici era decisamente azzurro. Non poteva essere di un altro colore. E le foglie degli ulivi che riflettevano argentee la luce, erano nello stesso tempo tanti sonagli immaginari: tintinnavano come campanelline, e sollecitavano il mio udito.
Ma non solo. C’era la piccola ghiaia dei sentieri che percorrevo, il terriccio polveroso che sfregavo con le mie scarpe rigorosamente da tennis ma che avevo la netta sensazione di toccare… e quello era il tatto, anche se non mi sono mai chinata a raccoglierne un pugno, ma anche l’udito (frsh frsh) e la vista quando abbassavo il capo nel vento.
Tutti insieme i miei sensi. Non posso negare che gli ulivi nervosi abbiano anche una voce, per chi vuole ascoltarli.
E voi?
Edy
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