Il viaggio

Il Viaggio è stato il nostro primo evento: 4 personaggi, 4 viaggi tra Marche e Balcani, 20 sensi, 4 maniere di raccontare. Ecco tutti i post del Barone Rampante, di Kyria, Edy e del Dr. Timo.

MONASTERO DI OSTROG

 

Terza tappa in Montenegro, andiamo a Ostrog ( “luogo fortificato” in slavo antico), un monastero ortodosso posizionato a strapiombo contro una parete di roccia verticale sulla rupe di Ostroka Greda, a 900 metri di altezza. Dedicato a San Basilio di Ostrog (Sveti Vasilije Ostroški), vescovo erzegovino cui si attribuiscono miracolosi poteri taumaturgici, è uno dei luoghi di culto più visitati nei Balcani. Fondato dallo stesso Basilio, che si spostò qui nel XVII secolo in seguito all’invasione turca della zona di Trebinje, si tratta di un vero e proprio miracolo architettonico (non a caso è anche detto “il miracolo di San Vasilije”) e sembra nascere direttamente dalla roccia. Anche se la strada che porta al monastero è un po’ dissestata (non ci sono mezzi pubblici che vi arrivano, ma solo pullman turistici) merita sicuramente una visita per la sua posizione impressionante (il vero spettacolo è la vista del monastero dal sentiero a valle) ed è considerato una tappa quasi obbligatoria per chi si trova in Montenegro. Credenti da ogni parte del mondo vi giungono pellegrinaggio (scalzi) poiché tre diversi credi (ortodosso, cattolico e musulmano) riconoscono le proprietà guaritrici delle reliquie di San Basilio. Dietro la chiesa si trova una piccola sorgente naturale, si dice anch’essa dalle proprietà curative. Ricordatevi che per entrare è richiesto un abbigliamento decoroso, quindi niente minigonne, pantaloncini corti e canottiere!

Il complesso del monastero è costituito dal Monastero Superiore e quello Inferiore. La costruzione più impressionante è quella del Monastero Superiore (Gornji Manastir), con due piccole chiese sotterranee inserite nella roccia ripida: in una di queste si conservano i resti di San Basilio, morto nel 1671 e canonizzato subito dopo. L’aspetto attuale del monastero è frutto della ricostruzione avvenuta tra il 1923 e il 1926, dopo che un incendio aveva distrutto gran parte del complesso. Fortunatamente il fuoco non interessò la parte dove si trovano le due piccole chiese sotterranee, che rappresentano la parte storico-artistica più importante dell’intero chiostro. Attorno alle chiese  si trovano le celle dei monaci.

Il sito si visita facilmente in giornata, ma se volete fermarvi per la notte, a valle, prima che inizino i  tornanti che portano al monastero, c’è un piccolo villaggio dedicato interamente ai pellegrini con bar, hotel e ristoranti (i prezzi sono turistici). Per dormire ci sono altre due possibilità: ai piedi del monastero c’è una modesta pensione che offre camerate separate per uomini e donne, oppure, se le temperature lo permettono, è  possibile accamparsi direttamente fuori dal monastero (sembra che sia una pratica abbastanza diffusa tra i pellegrini).

Alcuni anni fa il monastero è stato al centro della cronaca internazionale perché indicato come uno dei possibili rifugi del “super-latitante” Radovan Karadžić. L’ex leader bosniaco, poi catturato a Belgrado e attualmente sotto processo al tribunale dell’Aja per crimini di guerra e genocidio, aveva infatti battezzato suo nipote proprio a Ostrog e alcuni avevano ipotizzato che avesse potuto sfruttare la posizione isolata del luogo per la sua latitanza (durata ben tredici anni). I monaci hanno sempre negato qualsiasi legame con la vicenda.

Nelle vicinanze potete fare una tappa a Niksic, seconda città più grande del Montenegro dopo la capitale Podgorica.E’ qui che si produce la Niksicko Pivo, la birra più amata e bevuta del Montenegro. Pur essendo una destinazione poco turistica, (a parte Carev most, antico ponte romano all’uscita della città, non troverete monumenti di grande interesse) Nicksic è famosa per la proverbiale ospitalità dei suoi abitanti ed inoltre il centro città vanta un’atmosfera vivace, tipica di una cittadina studentesca, con vari locali sicuramente più economici rispetto ai bar pieni di turisti delle zone balneari.. E’anche una città culturalmente attiva, come dimostra l’organizzazione di incontri letterari, concerti, spettacoli teatrali ed eventi per bambini, soprattutto in estate. La città, con i suoi campi da tennis, i suoi sentieri per ciclisti ed il centro ricreativo vicino al lago artificiale Krupac, è anche un luogo ideale per gli amanti dello sport, sia in inverno che in estate.


CHIARA #1: BUDVA VIRTUAL TRIP

La mia avventura virtuale comincia dal Montenegro. Cercando di destreggiarmi tra i milioni di informazioni e le infinite possibilità offerte da Internet, capirò se è davvero possibile conoscere luoghi in cui non siamo mai stati semplicemente navigando nello spazio virtuale. Il turismo e il viaggiare restano un’esperienza reale, che nessun database potrà mai sostituire, ma quello che ci chiediamo è: possiamo descrivere un luogo, magari invogliare qualcuno ad andare a visitarlo, senza abbandonare la nostra scrivania? Con gli strumenti che il web ci mette a disposizione credo proprio di si, e succede più spesso di quanto si pensi: credete che tutti quelli che scrivono di viaggi vadano davvero nei luoghi di cui parlano?…  In fondo, basta armarsi di curiosità, pazienza, senso critico, onestà e qualcosa sicuramente verrà fuori. Dopo aver spulciato guide, riviste specializzate, blog di viaggio e chi più ne ha più ne metta, mi accingo quindi a parlarvi del Montenegro e di una sua cittadina in particolare, Budva.
Con la sua natura incontaminata e le splendide spiagge questo paese non avrebbe nulla da invidiare alla vicina e ben più popolare Croazia, eppure resta ancora sconosciuto ai più. Il fatto che non sia stato ancora toccato da un turismo di massa lo rende una meta appetibile per chi ha voglia di immergersi in una natura e in una cultura ancora poco addomesticate. Il Montenegro è uno stato democratico, sociale ed ecologico. Così sancisce la costituzione montenegrina, che nel 1991 proclama il Montenegro come primo Stato ecologico del mondo. Indipendente solo dal 2006, questo paese sta investendo molto sul turismo sostenibile, valorizzando non solo la costa e il mare, ma anche le regioni più interne del paese, e mira a diventare una delle nuove destinazioni di punta del turismo balcanico. Non a caso la redazione di Lonely Planet lo ha inserito al secondo posto tra le Top 10 destinations del 2013 asserendo:

La natura è stata benevola e creativa come Picasso con il suo territorio..

Budva è una delle mete più gettonate per chi approda in Montenegro e forse proprio per questo è stata una delle poche località ad aver subito un’espansione edilizia non troppo regolamentata; è comunque considerata un ottimo punto di partenza per visitare l’intero territorio montenegrino e per questo ho deciso di iniziare da qui il mio virtual tour. Questa antica città, in cui si mescolano tracce di cultura illirica, ellenica, romana e slava, sembra aver conservato pressoché intatto il suo aspetto medioevale. Situata su una piccola penisola collegata alla terraferma da una striscia di sabbia e circondata da imponenti mura medievali, Budva è famosa per la sua Città Vecchia (Altstadt), completamente restaurata dopo un forte terremoto che l’ha colpita nel 1979. Già dalla spiaggia si intrecciano le vie strette e tortuose che si arrampicano sui costoni di roccia fino ad arrivare al vero e proprio centro storico, piccolo ma ricco di piazzette, statue, chiostri, negozi e piccoli locali in cui sorseggiare piacevolmente qualcosa all’aperto. Oltre alla Fortezza Cittadella, meritano una visita le numerose chiese che costellano la città, tra cui la Chiesa della Santissima Trinità, la Basilica di San Giovanni e la Chiesa di Santa Maria di Punta. Mentre vi inerpicate sulle stradine in salita non dimenticatevi di fermarvi ogni tanto per ammirare il panorama mozzafiato che si apre tra uno scorcio e l’altro, davvero unico nel suo splendore, come testimoniano le foto di alcuni fortunati viaggiatori.

 

 

Non dimentichiamoci che Budva è anche e soprattutto una città balneare, circondata da numerose spiagge paradisiache, fra le quali spicca quella di Becici, lunga 2 km e considerata tra le più belle dei Balcani, e quella sabbiosa di Mogren, anch’essa tra le più attraenti della costa montenegrina. Forse in agosto c’è il rischio di trovarle un po’ affollate ma basta spostarsi di pochi km per trovare angoli tranquilli. A circa 4 km dal centro città si trova la spiaggia di Jaz, famosa invece per la sua movida e per aver ospitato i concerti dei Rolling Stones, Lenny Kravitz e Madonna.

Nonostante l’aspetto, per quanto riguarda il divertimento Budva è tutt’altro che antica e in estate si anima con l’arrivo di migliaia di turisti (soprattutto russi) che potranno godersi un’intensa vita notturna tra bar, ristoranti, locali e casinò. Il centro è piuttosto animato fino all’una di notte, dopo di che la musica si spegne in tutti i locali e ai veri nottambuli non resta che spostarsi nelle discoteche. Il Trocadero offre musica balcanica; se cercate qualcosa di più internazionale ci sono il Club Sparta e il Top Hill (all’aperto, si trova a circa 3km dal centro ed è raggiungibile in taxi o in autobus), specializzati in musica house e commerciale. Se invece volete soltanto rilassarvi e bere qualcosa in compagnia senza fare le ore piccole, il giardino dell’Hacienda (musica cubana) o il pub irlandese Petto sono quello che fa per voi.

I mesi estivi ospitano anche diversi appuntamenti culturali e vivaci Festival all’aperto. Si inizia a giugno con il Music Festival Budva, festival di musica mediterranea che viene organizzato ogni estate davanti alle antiche mura della Città Vecchia. Sempre a giugno la centrale Slovenka Plaza fa da location al Busker Festival, raduno di artisti di strada provenienti da tutto il mondo. Si prosegue con uno dei festival più noti, il Festival Budva Città Teatro, che dura due mesi (luglio e agosto), con numerosi spettacoli e rappresentazioni teatrali. Ricordiamo infine il Petrovac Jazz Fest, che si tiene a fine agosto per gli amanti del jazz, blues e della musica etnica.

Per quanto riguarda il cibo, la città offre diverse soluzioni economiche e di buon livello. Un menu di pesce costa in media sui venti euro, quelli a base di carne circa la metà. Se volete proprio risparmiare non mancano vari botteghini dove comprare ottimo street food (gyors, hamburger, carne alla brace ecc) per pochi euro. Nel cuore della città vecchia si trova il Konoba Demizana (3 Slovenska Obala), dall’ambiente intimo e accogliente, specialità pesce alla griglia. Gli amanti della pizza non resteranno delusi da Sambra, in Trg. Palmi. Il lungomare pullula di graziosi ristorantini che si affacciano direttamente sulla spiaggia, tra questi segnaliamo lo Jadran, specialità pesce, e La Bocca, con un ampia scelta di piatti (anche vegetariani). Per provare l’autentica cucina montenegrina, dovete allontanarvi un po’ dalla zona turistica: non lontano dal lungomare si trova il Kuzina (Zrtava Fasizma), ottimo ristorante frequentato da gente del posto, che offre cucina tipica della zona a un buon prezzo .

Prima di concludere la vostra visita a Budva concedetevi una breve sosta sull’isola di Sveti Nicola, la meta per escursioni più frequentata della città, comodamente raggiungibile in taxi boat. Coperta da una rigogliosa vegetazione e ricca di baie ed insenature nascoste, quest’isola è la meta perfetta per chi cerca un po’ di relax a contatto con la natura.


La Punta della Lingua ad Ancona

Dalla prima edizione a oggi La punta della lingua è divenuto un evento di livello internazionale che ha come centro la poesia, quel particolarissimo momento in cui l’ordine e il disordine dell’uomo si armonizzano attraverso la parola.

Con la direzione artistica di uno dei maggiori autori di poesia in circolazione, Luigi Socci, il quale da anni si dedica indefesso alla realizzazione di un festival tanto appagante quanto faticoso, e spinto dall’ardore dell’associazione culturale Niew View il cui cuore è il vulcanico Valerio Cuccaroni, il festival ha continuato a crescere, interessare, innovare, proporre nuove sfide e punti di vista, giocare con il rapporto tra ambiente e versi, poeti e non poeti, città e arte.

Il programma che qui è possibile leggere per esteso nel 2012 risponde alle aspettative e dopo la grandiosa manifestazione dello scorso anno, eccezionale per ospiti e per locations, ecco che scendono in Ancona voci eccellenti della poesia come Billy Collins, definito dal New York Times “il poeta più popolare d’America”, Federica Fracassi con uno spettacolo su monologo della grande Patrizia Valduga, Aldo Nove e il musicista Alessio Bertallot, l’ineguagliabile Mariangela Gualtieri (nella foto), Toni Servillo e molti altri.

Il festival è un vero patrimonio per un territorio sempre avaro di eventi di questo genere.

 


Cartoline di Parole #13: Alessandra

L’arancione fugge via fino al bianco, nel cielo,a toccare la palla arancio fuoco che si immerge lentamente nell’orizzonte del mare.
Sulla superficie, nell’acqua, il cerchio di un pesciolino invisibile, in primo piano una barca, ferma.
Acqua immobile, tutto immerso ne’infinito mare di colori.
Non è una cartolina ma è la foto della bellezza.

Alessandra Gatto


Sullo Spot

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Rispondo alla richiesta di Paolo fatta nel post precedente cercando di essere sintetico. Ho pensato molto allo spot sulle Marche (l’anteprima è visibile nel post qui sotto), insomma, in fondo è la mia regione. Ho letto anche un po’ delle polemiche che si trovano on line. E mi sono fatto un’opinione.

Anzitutto, non prendo parte alle discussioni marcatamente politiche: molta gente, è vero, ha usato lo spot per un più generico attacco politico alla giunta regionale. Mi è sembrato un atteggiamento un po’ demagogico, la discussione non mi interessa più di tanto.

Invece è interessante l’aspetto tecnico: non ne capisco molto, ma lo spot, soprattutto nel montaggio, non sembra proprio eccelso… mi piacerebbe sentire qualche addetto ai lavori al riguardo

Le lamentele delle città escluse mi fanno pensare che qui nelle Marche le persone non sono mai contente. Capisco un po’ di campanilismo, e capisco anche che, ad esempio, Ancona possa essere una bella città, ma in uno spot di due minuti, dovendo scegliere… insomma, è come se si girasse uno spot sull’Italia: i torinesi si lamenterebbero se rimanessero esclusi a favore di Roma, Firenze, Venezia, la Sicilia, Siena, il golfo di Napoli…. forse sì, ma capirebbero anche che non significa che Torino non sia bella (tra parentesi, io adoro Torino). A me non dispice la scelta fatta: ovvio che si sia puntato sull’attore, e quindi che molti secondi siano girati in teatro. Mah.

torino

Anche i leopardiani incalliti si sono arrabbiati per la recitazione di Dustin Hoffman… e persino Mina si è detta demoralizzata: dice che in Italia abbiamo attori all’altezza. E’ senza dubbio vero, ma per il mercato straniero gli attori che la grande cantante cita (Fantastichini, Popolizio, Proclamer, Melato, Albertazzi) potrebbero competere con Hoffman? E poi, per come la vedo io, non è necessario che un italiano faccia pubblicità all’Italia, uno spagnolo alla Spagna e così via: perché? Al giorno d’oggi, mi sembra un atteggiamento un po’ etnocentrico.

La pubblicità è una cosa strana, a volte se il testimonial è giusto, è più importante lui dell’oggetto promosso. Con tutti i rischi connessi.

Quel che invece mi fa pensare è se esiste una politica turistica nelle Marche. Voglio dire, la pubblicità può anche funzionare, ma fa parte di una strategia, di un complesso di azioni, o no? E’ il tassello di un mosaico, o un’improvvisa deflagrazione senza capo né coda? Credo sia questo il nocciolo della questione.

Le Marche hanno studiato una linea di crescita turistica, o si affidano a singoli eventi slegati tra loro, così come una squadra di calcio si affiderebbe al fuoriclasse di turno per sopperire alla mancanza di gioco?

So long, Barone Rampante


 

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