Agro Dolce

Itineriario Doctor Timo

L’intrusa

Mio padre dorme sulla poltrona che ha messo in cucina. Siamo tornati dalla cena e si è addormentato. Mia madre gli ha detto “non dovevi bere tutto quel vino”; mio padre ha sbuffato e ha detto “mi ci vuole solo un grappino“, ma si è addormentato prima con il capo inclinato. Lo capisco: portarci in giro tutto questo tempo non deve essere stato facile. Io lo riconosco che non siamo semplici da gestire, noi donne di famiglia!

Allora ho scritto la sua password (è un pezzo che l’ho copiata) e ho deciso di scriverne uno io di post.

Sono contenta di essere a casa, e anche di essere tornata a scuola, mi mancavano i miei amici. Però questo viaggio è stato bello, forse un po’ troppo lungo ma siamo stati bene. A me sarebbe piaciuto andare in America, e non in giro a 10 o 50 km da casa… ma non si può avere tutto.

Io pensavo che papà avrebbe parlato dei ristoranti, dei bar, delle cantine una ad una. Invece anche ieri alla cena tutti hanno ammesso di aver scritto cose un po’ vaghe, perché sembrava più importante far capire le sensazioni. Io però ho chiesto

“ma uno magari vuole leggere anche un consiglio su dove mangiare”

2spaghi

e Paolo, quello di Amatori che ci ha invitato e che sedeva a capotavola, mi ha indicato con il dito e ha detto:

“ecco il punto. si potrebbe trovare una via di mezzo?”

Allora tutti giù a parlare finché sono arrivate le tagliatelle, e tutti sono stati zitti, impegnati a riempirsi la bocca di funghi e pasta all’uovo. Tipico, ho pensato.

Sono stata contenta soprattutto di incontrae Kyria. Mi piacerebbe una amica come lei, anche se certe volte si incanta e sembra che sia su un altro pianeta, però è simpatica e fa ridere, fa battute come fosse cattiva ma alla fine non lo è. Papà mi ha spiegato che è “sarcastica”, ma mamma ha detto che no, è “ironica”.A me piace comunque.E poi ascolta roba tosta, mi ha prestato l’ipod e a momenti mi scoppiavano le orecchie.

Il tizio che si fa chiamare Barone Rampante è stato zitto a lungo e ha mangiato una quantità industriale di grissini, poi ha detto che secondo lui

“il bello di viaggiareterraemare potrebbe essere proprio questo: parla di sensazioni e luoghi, senza diventare una guida di ristoranti o una vetrina per determinati prodotti. Altrimenti rischia di finire per essere una collezione di Banner. Insomma, se a pagarlo c’è un Tour Operator… prima o poi può succedere… ”

La discussione si è accesa, almeno fino all’arrivo del secondo, che ha di nuovo zittito tutti. Però sono stati molto, molto carini: in mio onore, hanno scelto di ordinare secondi solo di verdure e sono arrivate teglie piene di melanzane, zucchine, pomodori etc. e grandi piatti di insalata con rucola e pinoli.

“Devi assaggiare questa” mi ha detto Paolo, e mi ha passato un piatto di spinaci crudi conditi con mandorle tostate e soia.

“Non è proprio un piatto marchigiano” ha commentato papà.

A me è piaciuto. Edy me ne ha preso una forchettata e anche a lei è piaciuto. Edy è molto più simpatica di quello che credessi, non ha la puzza sotto il naso. Leggendo quello che scriveva, e vedendo le canzoni che postava, mi sembrava un snob. Ma non è così.Però quello che scriveva un po’ mi annoiava… è un po’ sdolcinata no?

Durante il secondo ognuno ha parlato per qualche minuto del suo viaggio. Giusto così, per condividere qualche impressione. Quindi:

il BARONE RAMPANTE ha detto che ci ha messo un po’ a prenderci la mano e a viaggiare e scrivere, cercare i video e le foto, aggiungere post… e che in questo modo il tempo gli è volato anche troppo. Poi ha detto

“in tutta sincerità, non credevo che i parchi croati fossero così belli”

EDY ha detto che

“non è che i croati mi abbiano colpito per la gentilezza, però forse è una questione soprattutto di orgoglio, vista la ricchezza delle loro città e la storia da cui provengono. Si, mi è piaciuto molto girare in questo modo, ma devo dire che avevo un buon compagno. Da sola avrei avuto qualche problema a gestire il computer, le foto etc. etc”

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C’era anche il suo amico Mirko, ma non ha detto niente. Ha spiegato che lui non c’entrava niente e che i commenti bisognava chiederli ai protagonisti. Non c’è stato verso. E’ un tizio tutto riccio che pensa molto, si vede, e mi è piaciuto perché non ha mai cercato di essere gentile con nessuno, nemmeno con noi ragazze.

Oh, poi è toccato a KYRIA. Kyria è proprio tosta. Sì. Ha detto che vorrebbe continuare con le interviste, che secondo lei

“è la maniera giusta per capire un territorio”

Paolo le ha detto che sarebbe potuta essere una idea. E’ stato un po’ vago, credo debba parlarne con altre persone, non è che a questa cena abbia concluso chissà cosa.

Poi Kyria ha detto che è stato molto bello

“incontrare questa famiglia di matti e pranzare con loro verso la fine del viaggio. Mi ha dato una strana sensazione di compagnia. Insomma, prima non ci conoscevamo per niente, e non direi che ci piace la stessa musica o frequentiamo gli stessi bar, però è stato così… natura… pranzare assieme e chiacchierare”

Allora è intervenuto PAPA‘. Ha detto:

“è proprio questo uno dei sensi del viaggiare. Legarsi in maniera diversa dalla quotidiana, come ci fosse un segreto, una complicità”

E io ho pensato che anche papà quando vuole non è male.


Come dite?

La Dirigente Scolastica mi ha letteralmente messo dietro la lavagna e in ginocchio sui ceci per aver tenuto le mie figlie lontane da scuola tanto tempo. Questo era stamattina.

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Domenica mattina mia figlia Martina ha approfittato di una mia temporanea assenza per regalare il ciauscolo legalmente acquistato a Castelluccio a Rebecconi Giorgio, nostro vicino di casa nonché Notaio in pensione.

Domenica pomeriggio sul blocchetto che teniamo accanto al telefono c’era il numero di Morgan. Morgan non è il cantante-attore (fffiiuuu), ma il tatuatore di Martina… quindi, non so se essere contento o disperato…

Poche ore fa sua sorella mi ha chiesto quando saremmo nuovamente andati a pranzo in quel bel posto con quella simpatica ragazza “coi capelli bianchi”.

– Non sono bianchi – l’ha corretta Martina – sono platinati – e lei si chiama Kyria

E le brillavano gli occhi.

Sabato sera? Sabato sera mia moglie ha fatto il minestrone con le fave. Io mi sono detto: “beh, il ciauscolo lo mangerò domani”….

… dicevate?

Come è andato il ritorno a casa? Mah, vi dirò, bene, sì, proprio BENE, molto RILASSANTE…Home Sweet Home…

Quando si riparte??

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Perdersi e trovarsi

Strani i giorni del rientro. Siamo partiti da quasi tre settimane e abbiamo gironzolato per le terre della regione, rimanendo comunque sempre vicini a casa, essenzialmente. Eppure, proviamo a volte la sensazione di aver viaggiato lontano, di aver visitato luoghi sconoscuti, anche se in realtà li conoscevamo: scrive Saramago, con parole migliori delle mie, che in fondo non hai mai già visto un luogo, perché un luogo è sempre diverso: puoi vederlo con la pioggia, con il sole, la sera, al mattino; e in un mattino diverso dall’altro, con un tramonto più infuocato del precedente… e così via.

Per questo, visitando luoghi che conoscevo bene, dove mi recavo e reco per lavoro o dove sono stato a consumare un pranzo, li ho visti sotto una luce nuova, perché il viaggio era diverso, la famiglia si sentiva in vacanza, le giornate procedevano in maniera differente. Mi ricordo molti anni fa, quando non avevo ancora le bambine e invitavo nella mia vecchia casa, in città, alcuni amici di fuori per l’estate. Con loro, che non conoscevano la zona, scoprivo per la prima volta angoli vicini, luoghi che sfioravo ogni giorno senza vederli, palazzi in cui non avevo mai pensato di entrare.

Ecco come è strano viaggiare: se ognuno di noi, mi dico, pensasse sempre, ogni giorno, di viaggiare, allora vivrebbe ogni minuto nella maniera più appropriata, e felice.

Questi pensieri si sono instaurati nella mia mente anche osservando Kyria, la ragazza che come me ha l’incarico di girovagare e scrivere le proprie impressioni in questo blog. Pur essendo entrambi a pochi km dalle proprie case, e pur ammettendo entrambi una certa nostalgia (per il mio orto io, per i suoi animali lei), ci siamo sentiti complici per il semplice fatto di star viaggiando. Anche se non insieme. E così l’intera mia famiglia, che l’ha quasi soffocata, minuto dopo minuto, in un abbraccio inaspettato.

Scrive Proust, anche lui, decisamente, con parole migliori delle mie, che un viaggio non è visitare luoghi nuovi, ma avere uno sguardo nuovo. In questo caso, mai frase fu più azzeccata.

licini

Si potrebbe dire, misurando le distanze, che abbiamo semplicemente fatto una lunga scampagnata. Ma non è così. E lo spiega con la consueta lucidità Martina parlando proprio con Kyria, mentre sediamo sul prato dopo pranzo:

– A me quando prendo l’autobus per la scuola mi pare di attraversare tanti continenti, e quando scendo e prendo la stessa strada non mi sembra mai la stessa.

-Infatti – ha risposto la mia socia di blog – basta poco per fare un viaggio Martina. Basta davvero poco…

Ed ha guardato intensa i monti là davanti.

Doctor Timo


Famiglia allargata

Come un bravo padre di famiglia faccio le presentazioni mentre ancora siamo all’aperto, prima di invitare tutte le donne che ho con me (la mia famiglia + Kyria) a scendere lungo il sentiero che porta all’ingresso del ristorante. Parecchie automobili sono già arrivate e famiglie sono scese ridanciane pronte al pranzo domenicale a base di salmì.

poggio

– E’ periodo di castagne - dico senza troppa convinzione – anche se, con questo caldo, sono ancora piccoline

Inutile. Non mi ascoltano. Dietro di me il dialogo è il seguente:

– ma non fa male tatuarsi dietro il collo?

– No, non particolarmente.

– E il piercing sul naso fa male però

– Più che altro fa impressione all’inizio, ma non c’è tanto dolore, ti assicuro

– Ma che significa il tatuaggio dietro il collo?

– E’ un disegno primitivo. Di un popolo che si chiamava Camuno, abitavano in Valcamonica, nelle alpi.

– E’ bello.

– Grazie

– Mi piacerebbe…

ALT

– Ti piacerebbe un piatto di tagliatelle, vero?

Broncio di Martina. Sorriso della sua nuova eroina: Kyria, la ragazza piercing-al-naso-tatuaggio-che-non-fa-male

– Potresti dirle che almeno un po’ fa male! – le sussurro

Ride. Ovvio, devo sembrarle buffo.

– Ok ok, scusa, lo farò se me lo richiede.

– Grazie!

pitoto

Prendiamo posto ad un tavolo sufficientemente grande. Martina naturalmente si accaparra la sedia vicino alla ragazza platinata che, solo per i capelli, deve sembrarle una rockstar. Kyria si siede con cautela, osservando prima i movimenti e le scelte degli altri. Deve sentirsi lievemente fuori luogo. Mi accorgo che mi cerca con lo sguardo e con mia sorpresa mi ritrovo a rassicurarla con un sorriso paterno. Si siede. Martina la guarda: penso che tutti vorrebbero una sorella o un fratello maggiore,q ualche volta.

A parte il fatto che si sfila la maglia rimanendo in maniche corte e svelando un altro tatuaggio tra bicipite e tricipite, direi che va tutto bene… alzo la mano per iniziare ad ordinare.

castagne

Il ristorante è effettivamente affollato e l’acustica ne risente. I locali sono gradevoli però, con le pareti in mattoncini e composizioni floreali discrete sui tavoli. Il menù è un trionfo di piatti tipici. Saltiamo l’antipasto di salumi (sigh) e ci buttiamo sulle tagliatelle di farina di castagna con sugo di castagne triturate e misto di funghi locali… :-P e sugli gnocchi alla papera :-)

– E per secondo?

– Una bella grigliata? – faccio io

– Preferirei non mangiare carne - risponde Kyria.

A POSTO!

Abbiamo un nuovo idolo da appendere sulla parete della cameretta di Martina, che gongola colma di soddisfazione.

Questa volta, però, non mi spingono a rinunciare alla carne: da queste parti mi sembra quasi un delitto non azzannare qualche ossicino. Indeciso sino all’ultimo, infine scelgo lo spezzatino di cinghiale in salmì mentre il resto della truppa si accontenta di verdure grigliate, tagliere di formaggi e erbe di campo che sono “simili alla cicoria, ma si chiamano grugni“.

Osservo la mia “collega” di blog. Per quanto non dimostri più della sua età, ha uno sguardo particolarmente adulto, se così si può dire. Certo, mi direte che a 27 anni uno è adulto da tempo, ma vi sarà sufficiente dare un’occhiata in giro, ovunque voi viviate, per ridimensionare il vostro giudizio: forse una volta a 27 anni si era adulti. Oggi, ci vuole ancora qualche anno. Una volta certi confini erano più netti, no?

Martina la tempesta di domande. Sembra felice di risponderle, ma noto con sopresa, e piacere, che ogni tanto alza lo sguardo verso me, come cercasse approvazione, o temesse di esagerare con le confidenze.

– E quello che tatuaggio è? – sento

– E’ un tatuaggio islandese. Lo ho fatto tanto tempo fa, perché lo ha uguale Bjork. Indica la via di casa ovunque tu sia.

– Bello

– Grazie – si rivolge poi a mia moglie, che siede di fronte a loro – ha due figlie davvero sveglie signora – sorride. Sorride anche mia moglie.

Sì, d’accordo, è vero. Abbiamo due figlie sveglie.

A dopo, Doctor Timo


Indovina chi viene a pranzo

Prima del pranzo nell’agriturismo che abbiamo… che Martina ha scelto, ci godiamo un magnifico panorama dal prato che lo fronteggia: un prato curato e verde smeraldo, con comode poltrone e un affaccio sull’intera catena dei sibillini. La padrona dice

– Oggi il ristorante sarà un po’ affollato, ho molte prenotazioni

– Non importa – le rispondo – che c’è di buono nel menù?

roccamaia

Il sole mi batte forte sulla fronte mentre lei sciorina un elenco di Carne di pecora e cinghiale in salmì, grigliata mista, cinghiale arrosto, agnello alla brace

Martina mi fulmina con lo sguardo. La imploro con il mio, e devo fare proprio tenerezza, perché dice alla padrona:

– La carne la mangia solo lui, noi prenderemo un primo e le verdure – poi si rimette stesa sul prato sotto il sole.

Il ristorante è di sotto, bisogna percorrere un sentiero lastricato per arrivarci. Alcuni ospiti dell’agriturismi sfogliano giornali sulle sedie in vimini nel mezzo del prato. La vista è davvero pazzesca, siamo sotto la citata Roccamaia.

La padrona, dopo averci lasciato un po’ sconcertata, è andata a parlare con una giovane che fissa il panorama: la vedo di spalle, ha un tatuaggio proprio dietro il collo, penso a Martina e per poco svengo solo all’idea che possa farsi una cosa simile. La padrona scuote la testa e sembra che stia dicendo alla giovane che il ristorante è pieno. Quella fa spallucce: secca come è, non deve essere così disperata nel saltare un pasto. Deve essere abituata.

Poi si volta e per poco non mi viene un colpo. Il viso sotto quei capelli chiari chiari (platinati, si dice, credo) e corti lo conosco. E’ quella Kyria che scrive nel blog. Che bella sorpresa, non pensavo di incontrarla… Richiamo la padrona che mi raggiunge:

– Se per la signorina non c’è posto – le dico – può essere nostra ospite.

Martina si volta da terra e mi guarda un po’ strano:

– E perché? Chi è quella?

– Ssst… Martina, sii educata… è una “collega”, è quella ragazza di cui vi parlavo che scrive nel blog di Amatori

– Quella? Ma avevi detto che non era carina!

– Davvero?

Ridono, moglie compresa. Sono sempre stato un po’ imbranato nel descrivere le persone.

La padrona va verso Kyria che si volta e mi saluta con un cenno della mano. sembra intimidita, ma soprattutto sorpresa. Il problema è come distogliere lo sguardo di mia figlia dai suoi tatuaggi….

Speriamo aiuti il pranzo


 

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