Alla scoperta di terre vicine e spesso sconosciute
I Balcani sembrano ormai sdoganati dall’idea che, a ridosso del conflitto degli anni Novanta, l’immaginario collettivo si era costruito. I tour operator iniziano a rendersi conto che possono mettere sulle loro copertine il termine Balcani senza per questo ottenere reazioni contrastanti.
Questo è ovvio, ed è meraviglioso: i paesi interessati dal conflitto sono cresciuti e si mostrano al mondo con tutte le loro meraviglie naturali, artistiche, culturali, con una voglia fortissima di stare assieme e divertirsi, con quell’originalità espressiva che è solita essere figlia di periodi terribili e passati.
Ma c’è modo e modo di liberarsi dai legacci del passato. Il peggiore, è ignorarli. Il migliore guardarli da vicino, saggiarli, capirli. Persino visitare luoghi bellissimi per rintracciare momenti dolorosi della storia. Capire attraverso le ferite inflitte alle città qualcosa in più dell’uomo che le ha vissute e vive.
Anche questo è il tema di un libro che si occupa di luoghi bellissimi come Sarajevo, Mostar, Belgrado in maniera diversa e difficile.
Scoprire i Balcani significa anche questo.
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Conoscete Anthony Bourdain? E’ un cuoco, ma non uno qualunque. Nel suo programma televisivo, No reservations, visita i luoghi del mondo attraverso le cucine, i locali meno convenzionali, le tradizioni e le innovazioni. assaggia di tutto, e più che giudicare commenta con uno spiccato sense of humor.
Di recente, Anthony ha visitato l’Istria, per registrare una puntata che andrà in onda presumibilmente nel marz0 2012. Ha così deciso di omaggiare una terra che si sta conquistando uno spazio preciso nel gotha delle cucine mondiali.
La cucina istriana è famosa per alcune materie prime, tra le quali spiccano uno splendido tartufo, già esaltato da un bell’articolo del Washington Post, e gli eccellenti vini. Ma oggi essa vanta un vero e proprio movimento di cuochi che nulla hanno da invidiare a molti colleghi di paesi dalla più rinomata tradizione. Si stanno anche diffondendo guide specifiche e siti dedicati.
Quindi, la raccomandazione natalizia di VTM è, amici cari, non perdetevi le specialità istriane, è sufficiente una piccola deviazione per raggiungere ristoranti che vi rimarranno nel cuore. E portatevi a casa un po’ di ricette, in attesa della puntata croata di No Reservations
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Ogni anno si svolge a Varazdin il Trash Film Festival. Uno non si immagina che in questo posticino ameno che dista 80 km da Zagabria, ricco di tesori artistici barocchi e rococò, si risvegli l’mo trash della gioventù locale così tanto da dar vita ad un festival di livello internazionale.
I temi dei film accettati in concorso sono: azione, science-fiction, arti marziali, horror… il premio, l’ambita statuina come si direbbe a Hollywood, è la riproduzione dorata e scintillante di… una motosega..
L’edizione 2011 prevedeva un premio speciale del pubblico, che è andato al film dello spagnolo C. Altabasa: Manuale pratico dell’amico immaginario – a viaggiareterraemare è piaciuto molto!
Il festival continua a crescere grazie ad opere come questa
Gli altri vincitori del festival:
Arti Marziali: Zmajeva Ostrica (Z. Mikletic); Azione: Mercenarios e Psicopatas (M. Blanco); Science-fiction: Sigismund (R. Jacevic); Horror: Veriga Mesa (T. Gorkic)
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Un bell’articolo su Dubrovnik ci ricorda che non è facile includere la città in un giro della Croazia, viste le distanze dagli altri centri del Paese, ma che vale la pena comunque visitarla, anche a discapito di mete interessanti che si trovano più a nord.
L’articolo ricorda anche come città di questo calibro abbiano attraversato distruzioni e guerre, colpendo come poche altre l’immaginario collettivo: ricordate il ponte di Mostar abbattuto? O pensiamo alla città belga di Bruges, che scampò i bombardamenti durante la Seconda Guerra Mondiale in virtù della sua bellezza.
Dubrovnik non è una città come le altre: paragonabile solo a Venezia per ricchezza in Adriatico e per capacità diplomatiche, seppe fuggire al dominio della Serenissima pagando prima all’Ungheria e poi agli ottomani per la propria indipendenza. Un comportamento scaltro, che le ha permesso di crescere e prosperare sia economicamente che culturalmente – e a divenire simbolo assoluto della libertà in Occidente.
Somiglia a un pugno che si allunghi in mare, forte e fiero. Ma ci dice anche che dalla distruzione ci si solleva solo accettando aiuti altrui, e che la bellezza è una difesa dai mali della guerra tanto quanto le mura petrose nell’antico medioevo. Dopo aver abolito la schiavitù per prima in Europa, continua insomma a darci lezioni.
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“Uno alla volta, salite uno alla volta! Signora, si appoggi a me, mi dia il suo braccio. La barca è leggera, fate attenzione”
“Come ondeggia, fortunatamente il mare è calmo. …ma perché non partiamo?”
“Sta aspettando che arrivi altra gente, così guadagna un po’ di più. Ecco, a parte questi due che salgono ora, non credo arrivi qualcun’ altro per un po’. Dovremmo partire.”
“Che emozione, arriveremo in barca al centro storico per il mio compleanno, in barca a remi poi! Spero non mi arrivi qualche schizzo d’ acqua e mi rovini il vestito”
“Gli altri ci raggiungono dopo allora?̕”"No, sono già al caffè nella piazza davanti alla chiesa che ci aspettano per un Martini. Poi ceneremo in quel ristorante laggiù, con la vista sul mare!̕” “Bellissimo! Vedremo anche questo signore e la sua barca mentre ceniamo!̕” “Certo, lui fa avanti e indietro fino a mezzanotte.̕”
“Scendete dal centro prima, appoggiatevi al mio braccio.”
“Sono cinque Kune a testa. Grazie, grazie, fate attenzione, grazie!̕”
“Dai, se facciamo in tempo riprendiamo la barca dopo cena, ma a quanto corrispondono cinque Kune?̕”
“A meno di un Euro.”
Boat-ride man of Zadar, 2011.
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