Terra e Mare

Post di Amatori

Cartoline di Parole #13: Alessandra

L’arancione fugge via fino al bianco, nel cielo,a toccare la palla arancio fuoco che si immerge lentamente nell’orizzonte del mare.
Sulla superficie, nell’acqua, il cerchio di un pesciolino invisibile, in primo piano una barca, ferma.
Acqua immobile, tutto immerso ne’infinito mare di colori.
Non è una cartolina ma è la foto della bellezza.

Alessandra Gatto


Spot o non Spot?

Questo è lo spot della Regione Marche per promuovere il suo ricco territorio. Se ne è parlato un po’, in rete e altrove: molti hanno criticato la spesa, alcuni la scelta dell’attore, alcuni la sua maniera di recitare Leopardi.

Molti ne hanno approfittato per fare battaglia politica, prendendosela con la giunta che lo ha voluto e finanziato.

Infine, non poche persone si sono lamentate per l’assenza della propria città: i più indispettiti sono stati gli anconetani, visto che del capoluogo di regione non c’è traccia.

Personalmente, mi permetto solo di escludere la messa in discussione di un attore come questo:

Sulle altre questioni, invece, vorrei sentire dei pareri: li ho già chiesti ai nostri cari personaggi, ma mi piacerebbe sentire che ne pensa la gente, marchigiana e non, più o meno informata sui fatti.

La pubblicità sta cambiando, è vero. Anche la possibilità da parte di tutti di dire quel che ne pensano.

In attesa delle opinioni di Kyria e del Barone, voi cosa ne dite?

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I Miei Sensi

Qualche tempo fa Paolo, il nostro “speaker”, ci chiese di parlare delle emozioni sensoriali provate nel corso del viaggio. Di quello che maggiormete colpì la nostra vista, l’udito, l’olfatto e via dicendo. Un argomento interessante: al giorno d’oggi, forse il cervello è un po’ troppo ingombrante, non trovate? Gli input sono così tanti che quando vediamo, che so, un paesaggio collinare la nostra mente inizia a somigliare a quei blog dove spuntano ovunque popup senza attendere un comando: hai letto qualcosa sulle colline? PUF, spunta il popup… le foto di Giacometti? PUF, un altro. L’economia rurale? ARIPUF. E così via. Ma, soprattutto, il cervello ci dice immediatamente che dobbiamo:

1) Fotografare quel paesaggio;

2) condividere quel paesaggio

Il che è sacrosanto (altrimenti non sarei qui), ma magari, prima, lasciamo viverlo ai nostri sensi. Insomma, vediamo di equilibrare il rapporto cervello-cuore, no?

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Con un po’ di ritardo, quindi, rispondo allo spunto lanciato da Paolo. Non ho fotografie, né video, né disegni. La mia è una lista semplice, come quelle della spesa:

La vista: durante il viaggio ho visto uno sperone di roccia che somigliava a un braccio fratturato. Stava dritto su una spalla del Monte Sibilla e lentamente, molto lentamente, veniva circondato da una nebbia fitta. Avete presente il film Fog di Carpenter (non il remake). Ero seduto sull’erba umida, dopo la salita, e non riuscivo a staccare gli occhi da quelle dita di nebbia che si allungavano per afferrare lo sperone. Ero ipnotizzato: la lentezza della scena mi stregava. Finché lo sperone, senza un lamento, è scomparso nell’abbraccio.

Il Tatto: mi piace toccare le cose. Da sempre. Da bambino toccavo ogni superficie, ogni oggetto, ogni tessuto e materiale. Per questo, mi prendevo anche delle sberle. Quindi non è facile scegliere, ma il giorno che passai a Mezzavalle ho incontrato un enorme sasso a forma di testa di cavallo (più o meno…) e lì vicino stava un altro sasso meraviglioso, striato, rosato e silenzioso. Corrotto dal mare, assolato e un po’ goffo, non troppo affusolato, il sasso chiamava la mia mano. Vi poggiai il palmo, ne percorsi le asperità e fu quasi come parlarci. Diceva cose interessanti.

L’udito: senza aggettivi: il suono dell’acqua nel parco di Plitvice alle 7 del mattino.

Il Gusto: questo è facile, anche se un po’ proustiano. Da poco arrivato in Croazia, non resisto alla tentazione di sorseggiare un bicchiere di Maraschino. La cosa mi proietta in un istante a quando, ancora bambino, me lo facevano assaggiare in famiglia, tra una fase e l’altra della preparazione di un dolce.

Maraschino

L’Olfatto: a questo punto scadrò direttamente nel banale. Vorrei parlare di mirra, o spezie esotiche, o afrore di una bettola di periferia, fumo di un sigaro scadente, che so, una cosa alla Chandler. E invece, che bisogna dire, se non dell’odore del mare che ha quasi riempito ogni momento del mio viaggio? Non sono abituato al Mare, preferisco passare il tempo all’interno, nelle valli e sui monti. Ma poi questa cosa quasi sacra che occupa gran parte del pianeta si presenta in tutte le sue forme: entra negli occhi, ma soprattutto nel naso. E si respira, e bisogna, prima o poi, tornare a resporarlo. Sì, il mare è l’odore per eccellenza. Altroché.

Hanno partecipato però al concorso anche, tra gli altri:

il manoscritto de l’Infinito di Leopardi (vista), la sigaretta da esportazione di un tizio che aspettava con me dal benzinaio a Zadar (olfatto), il profumo alla vaniglia di una signora in fila avanti a me in banchina (olfatto), il fatto di non poter toccare stalattiti e stalagmiti delle grotte di Frasassi, che faceva prudere le dita (tatto), il pollo arrosto che non sarebbe speciale, se non lo mangiassi nel mezzo del parco (gusto)…….. e molto altro :-)


Darsi da Fare

Allora, eccoci qui. Mi hanno invitato ad aggiornare i miei giretti per le Marche. In effetti ho parlato con molta gente. Sì. Ma non ho girato molto. Però devo aggiornare questo spazio, finché ci sono, su un po’ di cose: avevo parlato delle Marche come di una regione non solo da visitare, ma da conoscere anche nelle persone. E per iniziare avevo citato un po’ di gente, promettendo nuove interviste. Le interviste arriveranno, intanto, dei ragazzi già sentiti, il postodellefragole ha realizzato un nuovo, bellissimo video per gli Offlaga Disco Pax. Il protagonista del video, quel ragazzo decisamente sciolto che vedete, si chiama Lizard :-D

Lode anche, in attesa di poterla intervistare, alla anconetana Lucia Mascino, una grande attrice, sul serio, ve lo dico io: Lucia è nelle sale con un film molto discusso, ne avrete sentito parlare…

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Oh… non è che vogliamo fare i provinciali e vantarci di tutto quel che viene fatto nelle Marche: solo che, per quel che mi riguarda, sono convinta che la linfa di una regione si debba riconoscere anche in queste cose. E poi, chiedersi perché magari, come abbiamo fatto qui

A questo proposito, faccio ancora un po’ di adulazione… Qualche tempo fa ho intervistato su questo blog Michele Monina : è stata una bella passeggiata e una gran chiacchierata. Ora, Michele è uscito nelle librerie con un mucchio di libri… non voglio fare pubblicità ma, diciamolo, se i libri fossero usciti al momento dell’intervista eccome se ne avrei parlato, quindi credo di poterlo fare ora.

Uno dei suoi libri è su Vasco Rossi

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Ehm, probabilmente lo avrei letto caro Michele, ma per ora, lo ammetto, devo aspettare che mi passi l’isteria per aver sentito una mattina in un bar la versione di Creep dei Radiohead storpiata in quel modo… uhmmm, spero non me ne vorrai… passerà. Onore a Vasco, naturalmente, anche se non è proprio nelle mie corde.

Però, siccome ti conosco come critico musicale, non ho dubbi sulla riuscita del libro.

Invece, quello che mi intriga di più è questo:

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Di cui qui si parla davvero bene. Ma non è finita, il buon marchigiano Michele, confermando suo malgrado la nomea della gente di questa terra, stakanovista e iperattiva, cocciuta e avvezza alla fatica, oltre che occuparsi dei suoi pargoli è riuscito a concludere anche una fatica su un quasi conterraneo

valentinoInsomma, posso tranquillamente concludere che:

1) la gente di qui non sta con le mani in mano;

2) ho iniziato intervistando le persone giuste :-D

3) vivo in una terra fertile, alla fine…

Il buon Michele mi ha promesso aggiornamenti sulle sue attività. Non capisco bene come troverà il tempo anche di aggiornarmi, ma casomai accadesse, questo blog lo saprà…

Ora, altri incontri mi aspettano, e non tarderanno ad apparire.

Intanto, per quanto non disdegni, qualche volta, le cover, mi godo l’originale, ihihihihi:

E appena posso, un altro giro per le Marche :-)

Kyria


Sincerità e Web: la parola agli Inventati

Si trovano improvvisamente tutti nella stanza. Una grande sala riunioni affacciata sul porto di Ancona. Sta salpando un traghetto per la Grecia.
- Ehm – fa Kyria – come abbiamo fatto a finire qui tutti insieme all’improvviso?
- In che senso? – chiede Edy, ma fa in tempo a parlare che le scappa un gridolino e corre a nascondersi sotto il tavolo.
- – Che combini?
- Ma come che combina, non lo vedi? E’ nuda…
- Nuda? – il Doctor Timo fa per sporgersi sotto il tavolo, ma una secca manata della figlia Martina sulla guancia lo distoglie dalla tentazione.
- Certo che sono nuda. Stavo facendo la doccia, accidenti.
- …
- Io stavo sistemando l’acquario %&@# ho lasciato i canolicchi fuori
- Tieni i cannoli nell’acquario?
- I canolicchi, non i cannoli
- I canolicchi?
- Sì, sono…
- Ehm – la voce si fa strada da sotto il tavolo: è Edy – scusate, non vi sembra il caso di capire cosa stia succedendo, invece di parlare di … cannoli…
- Cannolicchi – la corregge Kyria
- Va bene, ok, cannolicchi. Ma insomma, che succede? – fa il barone Rampante, che sfoggia una mise di felpa grigia da pensionato della DDR. Lo guardano:
- Beh? Lavoro a casa, io. E comunque io lo so perché siamo qui – fa, saccente come al solito
- Lo sai? E che aspettavi a dircelo, che ti portassimo il thè?
- Sì, che aspettavi – fa Edy da sotto il tavolo. Il doctor Timo si impietosisce e si toglie l’impermeabile in stile Marlowe: tieni, metti questo e vieni fuori, dai – lo infila sotto il tavolo e la mano della ragazza, felina, lo afferra. Esce di lì.
- Lo sai che non somigli affatto alla Binochet?
- Mica l’ho scelta io la foto!

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- Silenzio – intima Martina: la piccola si è seduta a capo della grande tavola. – Barone, perché siamo qui? – chiede, con un tono che non ammette esitazioni.
- Oh, beh. È semplice, siamo finiti qui perché si è parlato di noi, in giro per il web, e il nostro autore ha pensato di farci dire la nostra –
- E non poteva chiedercela, che so, via mail?
- Lo sapete come è fatto, a lui piacciono i colpi di scena. E comunque, sono due giorni che queste persone vere discutono del fatto che noi siamo inventati. Li leggo da ieri, e sapeste che rabbia non poter intervenire.
- Perché non potevi intervenire?
- Perché se intervengo su un blog devo prima scrivere all’amministratore che sono inventato. Come sempre. E allora non vale, no?
- Ma – fa Martina incuriosita, con la piccola mano sotto il piccolo mento – ma perché discutono?
- Perché siamo inventati e invece facevamo finta di essere veri
- Beh, in effetti – fa Edy, che non somiglia alla Binoche – non è sbagliato discuterne
- Ma stiamo scherzando? – sbotta all’improvviso Doctor Timo – semmai è il contrario, accidenti: sul web è pieno di gente vera che fa la falsa, e se la prendono con noi che siamo finti e facciamo i veri?


- Non è il caso di far filosofia – lo redarguisce la figlia dodicenne.
- …
- Voi che ne pensate? – riprende il Barone
- Io non saprei – fa Kyria – io sono la più giovane tra gli inventati a parte Martina… che però non è una protagonista… senza offesa eh
- Figurati
- Però, un po’ ha ragione il doctor Timo, no? Cioè, abbiamo fatto qualcosa di male?
- Io direi di si – interviene Edy, seria – in effetti ho riletto un po’ questo blog, e non si capisce proprio bene che siamo inventati…

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- Ma è quello il bello – sbotta di nuovo il doctor Timo
- Papà! – fa Martina
- Sì dottore, datti una regolata – fa Kyria – non c’è bisogno di urlare
- Ok Ok , scusate, sarà che di discorsi degli umani ne ho sentiti tanti… uff
Il traghetto per la Grecia scompare all’orizzonte.
- Quello che l’autore vorrebbe dai noi – fa il Barone Rampante – è che prendessimo una posizione. Insomma, è giusto che noi personaggi inventati stiamo sui social network, o no?
- Oh beh…- fa Kyria – io ho messo nero su bianco che se mai mi avessero fatto vendere qualcosa o costretto a parlare di un prodotto commerciale me ne sarei andata
- E l’autore che ha detto? – chiede Martina
- Che per lui era giusto. Che anche lui aveva fatto lo stesso con l’azienda-
- E l’azienda che ha detto?
- Che per loro va bene, che era già deciso non si sarebbe parlato di lavoro. Cioè, loro hanno i loro siti, e la pagina su facebook.
- …
- …
Edy si mette seduta, attenta a non scoprirsi. Il Barone si siede semplicemente sul bordo del tavolo, come fosse ancora un ragazzo che occupa le Università.
Il doctor Timo alza la mano, come uno scolaretto. Ma a parlare è Martina.
- Ma allora? Se erano tutti d’accordo, che è successo?
- Bambina mia – fa il Doctor Timo, te lo spiego io che è successo. E te lo spiego io perché il nostro simpatico autore ci ha fatti apparire qui tutti assieme senza nemmeno sognarsi di venire anche lui… perché noi glielo avevamo detto
- Come sarebbe glielo avevamo detto?
- Ha ragione – fa il Barone – ricordate? Gli avevamo detto: guarda, scrivi chiaramente sul Manifesto che siamo inventati! Non si capisce bene. Ma quel sapientone niente
- Senti chi parla di sapientoni
- Aaaaah, ancora sta storia perché ho qualche follower in più di te, dai Kyria! Tu metti della musica indecente su blip, chi vuoi che ti si fili?
- Adriano
- Ma Adriano è una persona vera? Sei sicura?
- Certo che è vero. E gli piace Richie Hawtin.

adriano
- Contenti voi.
- Sentite, io vorrei tornare nella mia doccia. Che dobbiamo fare?
- Io ho preparato un documento – fa il Barone, evidentemente davvero infervorato come un presidente di assemblea universitaria.
- Un documento?
- Sì –
- Ma…
- Senti Kyria – fa Edy – lascialo parlare, basta che ce ne andiamo. Io nella doccia e tu ai tuoi cannoli
- Canolicchi
- Sì vabbè, canolicchi
- Allora, ecco il documento:

I sottoscritti personaggi inventati Barone Rampante, Doctor Timo, Edy Sedgwick e Kyria sollecitano l’azienda Amatori, finanziatrice del blog su cui hanno scritto sino ad ora e su cui sono previste loro apparizioni sporadiche in futuro, denominato Viaggiareterraemare, a chiarire immediatamente sul blog stesso la loro natura di personaggi inventati.
Essi non hanno infatti alcuna intenzione di essere considerati veri.

- Non ci pensiamo nemmeno. Ma siamo matti? Avete visto in che mondo vivono?
- Ahahahah, hai ragione Kyria
- Sì, ok. Ma perché dovrebbero darci retta?
- Perché gli conviene.
- In che senso?
- Lo sapete no: in rete, le voci girano… e poi, se non lo fanno, noi scompariamo
- Ma se l’autore se la prende?
- Chi, quello? Ma dai – fa Kyria
- Allora firmiamo? – fa Edy, che inizia ad avere la pelle d’oca per il freddo.
- Si dai, firmiamo.
Uno dopo l’altro, come quattro moschettieri usciti dal cilindro di un mago di serie C, i personaggi firmano il loro documento e, come d’incanto, uno dopo l’altro svaniscono: il Barone Rampante finisce dritto davanti al suo pc, Kyria con il braccio immerso nell’acquario, Edy sotto la doccia che, nel frattempo, è diventata fredda e la fa strillare, e il Doctor Timo e Martina in sala, a sistemare legna per il camino.
- Accipicchia – fa Martina guardandosi attorno – è meglio di Jumper!!

A bien tot… speriamo

Edy, Kyria, Barone, Dr. Timo … e Martina


 

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