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Mezzavalle rules

Quelli che sponsorizzano questo blog, Amatori, alla riunione mi aveva proposto di fare un giro in barca lungo la riviera del conero, prima di imbarcarmi per la Croazia.

- Potrebbe essere una prospettiva interessante – hanno detto.

Avevano ragione, ma ho detto che, avendo a disposizione poche ore, avrei preferito scendere con le mie gambe a Mezzavalle, dove non andavo da molto tempo. Visto che siamo liberi di fare quel che preferiamo, nessuno ha protestato.

spiaggia

Scelgo quindi il sentiero più breve, e più ripido per arrivare a Mezzavalle. Quando venivo qui, 6 o 7 anni fa, la spiaggia era meno frequentata di quanto sia ora: colpa delle tante barche che la gente si è comprata e con le quali può arrivare qui comodamente, senza bisogno di affrontare lo “stradello“.

Lo “stradello” è una cicatrice ripidissima lungo il monte, fiancheggiata da staccionate in legno e sezionata da scoli per l’acqua sempre in legno; da un lato è spesso aperto e si affaccia sul mare. Dall’altro rovi, piante, foglie, rami ti carezzano i capelli. Mentre scendi, pensi già a quanto sarà faticoso risalirlo, ma se curvando guardi oltre ti accorgi che ne varrà la pena.

Vado spesso al mare, e non mi interesso molto della spiaggia: mi piace nuotare. Ho sempre pensato a Portonovo come una spiaggia speciale, così nascosta dal monte e sul monte costruita, con la falesia a due passi dai bagnanti, i sassi lisci e tondi, le onde che si mangiano la terra ad ogni cambio di stagione. Ma ho sempre pensato a Mezzavalle come al prototipo di spiaggia.

E’ divisa da Portonovo da un lembo d’acqua che sarebbe facile colmare con un molo di cemento, o con una passerella lunga… e però non succede, perché da queste parti vogliono che Mezzavalle rimanga quel che è. E cos’è?

Una spiaggia lunga un paio di chilometri senza un ombrellone, senza una sdraio, senza un lettino, senza uno stabilimento, con la vegetazione che le si rovescia addosso dal monte e, ai due lati, la falesia che si immerge al mare come un animale. Colori di piante, qualche capanno male in arnese con la sua canoa, un bagno in cemento come unica risorsa e un bar ristorante dai prezzi sfacciatamente monopolistici. Il resto è mare e monte.

Come ho detto, sono aumentate le barche, e quindi capita in giornate come questo sabato di fine settembre, particolarmente assolato, di vedere un po’ di traffico in mare. Non è il massimo, ma vale comunque la pena: la roccia qui è di una bellezza straordinaria, e c’è spazio a sufficienza per rimanere isolati dal resto della gente.

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Una volta venni qui in maggio e scoppiò un temporale. C’erano onde alte, entro i limiti concessi dal mare adriatico, e l’acqua si era mangiata tutta la spiaggia sino alle pendici del monte: dovevo camminare su un fazzoletto di terra rimasta.

Un’altra volta, prima di entrare in acqua, mi accorsi di qualcosa che il mare aveva portato. Mi chinai e la raccolsi. Era un pupo da biliardino con la maglia della Jugoslavia.

Questa sera devo prendere un traghetto. Per ora mi distendo qui un paio d’ore, con lo sciabordìo del mare nelle orecchie.

So long, Barone Rampante


Che stress

BASHJ

Prima di tutto, uno che si fa chiamare Barone Rampante dovrebbe avere un po’ più di personalità. Invece è rimasto tutto il tempo zitto, seduto davanti a tutti quei libri, e ci guardava nemmeno fosse il rosso di CSI Miami. A parte questo, e a parte sto posto incredibile tutto affreschi e libri e finestre sul porto, che non ci sono mai stata e nemmeno sapevo esistesse anche se vivo proprio qui, è filato tutto liscio. Lo pensavo più noioso: il gestore del blog, o moderatore, ha fatto un discorsetto breve:

- potete scrivere e parlare di quel che volete. Il viaggio è tutto vostro. Se avete dubbi potetre chiamarmi in qualsiasi momento, ma non credo ci saranno problemi. Potete anche deviare un po’ dall’itinerario…

(bene, ho pensato, perché tutti questi paesini e rocche, senza offesa, belli eh, però magari alla lunga un po’ una si annoia)

La ragazza come pseudonimo ha il nome di una tizia amica di Warhol. Ma se devo dirla tutta, è la sola cosa che la lega al pop. Però ha uno sguardo bello, dà sicurezza. Peccato che sarà dall’altra parte dell’adriatico… con la fortuna che mi ritrovo, se incontro uno di questi mi becco lo stempiato con famiglia al seguito.

Vedremo, intanto stasera pappa doppia per Bashj, prima di portarlo dagli amici, buahh

Ciao Ciao, Kyria


Incontro e Avvio

Siamo arrivati nella grande stanza piena di libri quasi tutti assieme. Il “moderatore” del blog cui parteciperemo ci ha detto che è una biblioteca.

- Che c’entra una biblioteca per un tour Operator? – ha chiesto la ragazza platinata che poi ho saputo chiamarsi Kyria.

- Niente – ha detto lui

- Ah beh.

Silenzio

Ci hanno presentato usando i nostri pseudonimi. Il moderatore (Paolo) ci ha consegnato un kit turistico: macchina fotografica, notebook, chiavetta usb, una valigietta anonima e senza logo, una scheda telefonica.

Una cosa semplice: il tizio che si fa chiamare Dr. Timo non ha smesso mai di leggere i titoli dei libri; anche Edy guardava gli scaffali, ma sembrava un po’ preoccupata. Quella che si fa chiamare (o si chiama) Kyria è la più preoccupata, ma tiene un piccolo broncio, fa tenerezza quasi, fa la dura.

Alla fine ce ne andiamo: Paolo (il moderatore) sarà sempre in contatto con noi. Per il resto, come ha detto lui

- dipende tutto da voi (noi)…

E vabè

So Long, Barone Rampante


4 Cani per Strada

valigia

Ma potrei chiamarli gatti, per la loro curiosità. O tigri, per la sfida che hanno accettato: già non ero sicuro di cosa stessi facendo io qui, e quando chi ci offre questo blog, Amatori Tour Operator, mi ha illustrato il gioco… beh, non credevo di trovare tanto facilmente 4 matti, e adatti per lo più, che vi si prestassero.

Benvenuti a loro, quindi, recuperati dalle maglie del World Wide Web. E benvenuti a voi che assistete e, mi auguro, parteciperete al gioco.

Le regole sono semplici: 4 personaggi sono stati selezionati in giro per i social network e sono stati convinti, chi più chi meno facilmente (ma questo lo vedremo) a fare un Viaggio ognuno sulle due sponde dell’adriatico. Potete scoprire chi sono e dove andranno cliccando sui loro profili qui a destra.

Gli ho dato tutto il necessario per comporre il loro diario sulle pagine di questo blog. Un vero diario di viaggio, non una semplice descrizione dei luoghi: con le impressioni, le sensazioni, i timori e gli entusiasmi che ogni viaggio porta. Per conoscere il territorio meglio di quanto normalmente possa fare un tour operator, e per conoscere l’animo di un viaggiatore in movimento.

- Possiamo parlare male di luoghi che non ci piacciono? hanno chiesto. Sì.

- Dobbiamo parlare bene di Amatori Tour Operator per forza? No, non dovete nemmeno parlarne.

Ognuno di loro, ho notato, è un bel tipetto. Approfondirò più avanti questa considerazione… o lo faranno loro…

Dal 16 settembre saranno liberi viaggiatori senza guida: se lo crederanno necessario, potranno cambiare direzione, destinazione e, naturalmente, umore.

Ora, sono andati a casa a prepararsi: chi deve affidare un cane, chi deve dirlo alle figlie, chi lo spiegherà agli amici. Dopo di che, resterà solo il loro Viaggio Web 2.0.


Presentazioni

futurismo rivisitato

Il fatto è che viaggiare è una cosa di cui non si può fare a meno. È vedere, sentire e sapere. Per questo amiamo il nostro lavoro e per questo siamo sicuri di conoscere solo una minima parte di quello che “vendiamo”. Oggi, la tecnologia ci aiuta: è possibile creare uno spazio comune per raccogliere informazioni e sensazioni, ma anche far conoscere luoghi e persone.

Amatori Tour Operator ha deciso di percorrere questa strada: sceglieremo con cura i nostri attori, ma non gli metteremo in mano nessun copione: saranno loro a scriverlo giorno dopo giorno, senza costrizioni. Questo spazio è libero: Amatori Tour Operator lo ha allestito come un impresario farebbe con il suo teatro.

Perciò, smettiamo subito di esprimerci al plurale: io sono Paolo e mi occuperò per Amatori di queste pagine. Interverrò se necessario, sceglierò le luci giuste, ascolterò con attenzione. Benvenuti.


 

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