Ogni paese e città, regione e nazione – ogni pianeta probabilmente – ha luoghi segreti. Sono luoghi della natura, ad esempio i crateri dei vulcani all’interno dei quali si sviluppano ecosistemi che nemmeno immaginiamo e pascolano animali sconosciuti, o luoghi dell’uomo, strade abbandonate, parchi circondati dal cemento, antichi archi di chiostri abbandonati.
Sono i luoghi che facevano impazzire Hugo Pratt, avventuriero non solo su carta capace di mandare il suo Corto Maltese negli angoli meno conosciuti del Mare Salato, o, peggio, di Venezia.
Qua e là, sulla rete, si trovano questi angoli più o meno conosciuti. A proposito di Ancona, il capoluogo delle Marche, se ne scrive qui, immortalando un vero angolo di paradiso incastonato nel centro della città dorica.
Stiamo cercando i luoghi segreti delle città, delle campagne, del mare nelle Marche. Instancabili giriamo lungo strade e sentieri, sperando lo facciano anche i nostri lettori che potrebbero aver voglia di parlare dei loro luoghi segreti. Nel qual caso, è sufficiente mandarci una mail a info@viaggiareterraemare.it.
Luoghi da condividere, ma non luoghi 2.0.
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Il porto di Ancona è un uncino: il manico sta nel centro città. La punta curva in mezzo al mare.
E’ un porto: ci sono le navi, le gru, il cantiere navale che sembra un villaggio, le chiatte e tutto il resto. Il porto è una città e quando ci scendi dalla piazza del teatro ti sembra di aver attraversato chissà quale confine.
Se ti va di fare una passeggiata, ti conviene andare alla lanterna. Lo dicono anche i cartelli, un po’ nascosti tra un camion e un furgone doganale.
Tu segui comunque la strada fino all’arco. Passerai accanto al ristorante da Irma. Se è ora di pranzo, fermati ed ordina le tagliatelle, si mangia all’aperto, sotto un grezzo pergolato da operai di cantiere. Gran bel posto. Prosegui.
Per primo vedi l’arco di Traiano. L’imperatore lo fece costruire per celebrare la partenza da Ancona per le sue campagne di conquista. L’arco, ripulito e restaurato, campeggia all’ingresso del cantiere e fa un effetto strano: è bellissimo e potente, eppure sembra spaurito, pallido, piccino accanto ai mostri meccanici che ha a ridosso.
Poco dopo l’arco di Traiano e quello Clementino entri a destra attraverso un’apertura che si rivolge ad est. A rimanere fermi qui una giornata intera, in questo punto esatto, si vedrebbe l’alba sul mare da un lato e il tramonto dall’altro. Però bisognerebbe portarsi da mangiare.
Da mangiare lo puoi portare, qui, ai gatti. Ce n’è un centinaio, sugli scogli. La gente gli ha costruito baracche di legno dove dormire, e arrangiato spazi per le ciotole che corrispondono ai ristoranti degli umani. Con tettoia, con veranda, terrazzati, tre coperti, quattro, le bevande sono incluse.
I gatti ti vengono incontro. Uno ha la coda mozza, due si fanno dispetti, altri sonnecchiano senza intenzione di ruffianarsi troppo, tanto il cibo qui è abbondante.
Via via vai avanti. Si aprono paesaggi di sempre più mare, le colline sullo sfondo, navi che partono. Grecia. Balcani. Croazia. Crociere. Via via vai avanti. Gatti, due panchine per gente che si ferma, un muro su cui, la sera, si allenano i rocciatori. Fino alla sede futuristica degli ormeggiatori, che sembra un gelato verde conficcato nel cemento, e al corridoio che porta alla lanterna.
Il corridoio è una lingua stretta di molo che penetra in mare nemmeno si volesse staccare dal resto della terra. Lo percorri lentamente: è molto largo, più di un marciapiede, ma avere l’acqua che si muove dai due lati fa un effetto strano.
E’ la punta della città. Da qui il mare, l’orizzonte, la terra coltivata e, alle tue spalle, la città che apre le proprie ali attorno al porto. Sulla punta, un vecchio signore sta seduto assieme a un cagnolino che gli gira attorno. Guarda. Carezza. Guarda. Ecco, chissà chi è. Un vecchio pescatore, un ormeggiatore, un operaio del cantiere. Un capitano, un ammiraglio, uno che puliva le navi da crociera.
Sta lì, mentre il mare gli si muove attorno.
Una passeggiata al porto di Ancona è anche tutto questo.
Tutto quello che il mare e l’uomo si possono essere dati, e tolti.
Buona passeggiata a chi vorrà fare un’esperienza ricca di sale.
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Aprite bene gli occhi e le orecchie, perché questa è davvero grossa e ne ha scritto anche l’autorevolissimo WIRED.
Si chiama GEO-TRACKS e nessuno dovrebbe perdersela, dico sul serio. Cos’è? Avete presente la geo-localizzazione, quella cosa che tutti cercano di sfruttare per fare più affari o aumentare la pubblicità? Ecco, c’è chi ha pensato bene di usarla per un’esperienza artistica e nello stesso tempo paesaggistica.
In pratica, voi andate al negozio Apple di Ancona, in Corso Mazzini 10. Lasciate un documento e vi viene consegnato in Iphone. Sull’Iphone scegliete uno degli itinerari proposti nel centro della città (per conto mio, vi suggerisco quello che arriva alla Lanterna, avamposto rosso in mezzo al mare del porto). A questo punto l’Iphone vi mostra l’itinerario passo passo ma, soprattutto, vi accompagna con una colonna sonora appositamente composta e assemblata per quell’itinerario. Non solo: vi segue anche negli spostamenti.
Insomma, un’esperienza, davvero. Voi camminate con le vostre cuffiette in dotazione e mentre ammirate i luoghi e apprendete strade e paesaggi di un centro storico affascinante ascoltate una musica realizzata e scelta esattamente per quegli spazi, per il palazzo davanti al quale vi trovate, per il monumento che state ammirando (spettacolare all’Arco di Traiano…).
Ho avuto la fortuna di parlare con Paolo Bragaglia, compositore e ideatore della faccenda. Una chiacchierata veloce, e un concetto estremamente profondo e, per me, importante. E’ ora, dice il Bragaglia, che queste grandi novità tecnologiche vengano utilizzate per cose che non necessariamente abbiano a che fare con il mercato, gli affari, i soldi, le vendite. Qui, usiamo il gps per l’arte.
Beh. Sacrosanto, non credete?
Allora, ricapitolo per i più distratti: andate al negozio Apple e chiedete di Geotracks. La cosa dura fino a ottobre, ma io vi raccomando di andarci prima possibile, con queste belle giornate, e magari di farlo al tramonto, quando sul centro di Ancona e sul porto il sole si fonde alla linea dell’orizzonte cone un grande disco rosso.
Non ve ne pentirete.
Kyria
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Che siccome ormai sono di casa qui, mi hanno chiesto di fare un giro alla loro prima escursione. Loro di quelli che finanziano questo indie-blog, Amatori, e dei partner per l’iniziativa, un’agenzia che si chiama Duemme.
L’iniziativa non è male: propongono delle escursioni per le Marche agli ospiti degli alberghi: si fa un aperitivo ogni lunedì all’Hotel Residence il Conero 2 e si parte il martedì e il giovedì per il Conero e Ancona e per la Vallesina e Montecarotto e Serra de’Conti, che è un posticino delizioso con un museo da urlo.
Ora, come sapete qui non si fa pubblicità e già questa estate è abbastanza piena di cose da fare, diciamocelo, per chi vive qui e non intende perdersi nemmeno un concerto (a proposito… per chi non lo sapesse a Urbino il 31 suonano i Kings Of Convenience, così, tanto per dire
), una mostra (che so, quella di Manara alla Mole Vanvitelliana di Ancona), uno spettacolo di teatro (l’Amleto con regia di Valentina Rosati sempre alla Mole, che ne dite?).
Però ho parlato con Vittoria, la ragazza che partecipa all’iniziativa e mi ha dato le foto della prima escursione, vale la pena darci un occhio, no?
Sul Conero io ho scritto qui e il barone rampante, che usa le parole molto meglio di me, lo ha fatto qui.
Dal Conero l’escursione è passata ad Ancona: un giro classico, per vedere la città dove “il sole sorge e tramonta sul mare” (chennoia sentire questa tiritera per noi del luogo, ragazzi). Io, per quel che mi riguarda, avrei aggiunto qualcosa di movimentato, che so, una capatina all’installazione di Ericailcane, magari. Però capisco che chi qui non è mai stato preferisca conoscere gli angoli suggestivi della città.
Che vi devo dire: certe volte è uno spettacolo anche per me, che ci giro di continuo con tanto di cane al seguito e tutto il resto. Ma soprattutto questa cosa delle escursioni mi è piaciuta perché uno invece di stare in albergo o sempre lì intorno a bazzicare, beh, non solo si fa un giro ma interagisce con gli altri, si conoscono, si fan chiacchiere, si scambiano fotografie.
Quindi, ok, non per far pubblicità, ma bravi, una gran bella idea.
Magari la prossima escursione si farà in notturna, per il concerto di questi fenomeni qua: 31 luglio, Urbino, KOF:
Saludos
Kyria
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