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	<title>Viaggiare Terra e Mare &#187; grotte di frasassi</title>
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	<description>Il Viaggio tra Terra e Mare</description>
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		<title>I Miei Sensi</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Dec 2009 11:26:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Barone Rampante</dc:creator>
				<category><![CDATA[Terra e Mare]]></category>
		<category><![CDATA[carpenter]]></category>
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		<description><![CDATA[Qualche tempo fa Paolo, il nostro &#8220;speaker&#8221;, ci chiese di parlare delle emozioni sensoriali provate nel corso del viaggio. Di quello che maggiormete colpì la nostra vista, l&#8217;udito, l&#8217;olfatto e via dicendo. Un argomento interessante: al giorno d&#8217;oggi, forse il cervello è un po&#8217; troppo ingombrante, non trovate? Gli input sono così tanti che quando [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Qualche tempo fa Paolo, il nostro &#8220;speaker&#8221;, ci chiese di parlare delle emozioni sensoriali provate nel corso del viaggio. Di quello che maggiormete colpì la nostra vista, l&#8217;udito, l&#8217;olfatto e via dicendo. Un argomento interessante: al giorno d&#8217;oggi, forse il <strong>cervello </strong>è un po&#8217; troppo ingombrante, non trovate? Gli <strong>input </strong>sono così tanti che quando vediamo, che so, un paesaggio collinare la nostra mente inizia a somigliare a quei blog dove spuntano ovunque <strong>popup</strong> senza attendere un comando: hai letto qualcosa sulle colline? PUF, spunta il popup&#8230; le foto di Giacometti? PUF, un altro. L&#8217;economia rurale? ARIPUF. E così via. Ma, soprattutto, il cervello ci dice immediatamente che dobbiamo:</p>
<p>1) Fotografare quel paesaggio;</p>
<p>2) condividere quel paesaggio</p>
<p>Il che è sacrosanto (altrimenti non sarei qui), ma magari, prima, lasciamo viverlo ai <strong>nostri sensi</strong>. Insomma, vediamo di equilibrare il rapporto cervello-cuore, no?</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-766" title="psicanalisicuorecervello" src="http://www.viaggiareterraemare.it/wp-content/uploads/2009/12/psicanalisicuorecervello.jpg" alt="psicanalisicuorecervello" width="400" height="400" /></p>
<p>Con un po&#8217; di ritardo, quindi, rispondo allo spunto lanciato da Paolo. Non ho fotografie, né video, né disegni. La mia è una <strong>lista </strong>semplice, come quelle della spesa:</p>
<p><strong>La vista</strong>: durante il viaggio ho visto uno sperone di roccia che somigliava a un braccio fratturato. Stava dritto su una spalla del <a href="http://www.viaggiareterraemare.it/2009/09/verso-la-sibilla/" target="_self">Monte Sibilla</a> e lentamente, molto lentamente, veniva circondato da una nebbia fitta. Avete presente il film Fog di Carpenter (non il remake).  Ero seduto sull&#8217;erba umida, dopo la salita, e non riuscivo a staccare gli occhi da quelle dita di nebbia che si allungavano per afferrare lo sperone. Ero <strong>ipnotizzato</strong>: la lentezza della scena mi stregava. Finché lo sperone, senza un lamento, è scomparso nell&#8217;abbraccio.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="350" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/GB3mVy4fEjE" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="350" src="http://www.youtube.com/v/GB3mVy4fEjE"></embed></object></p>
<p><strong>Il Tatto</strong>: mi piace toccare le cose. Da sempre. Da bambino toccavo ogni superficie, ogni oggetto, ogni tessuto e materiale. Per questo, mi prendevo anche delle sberle. Quindi non è facile scegliere, ma il giorno che passai a <a href="http://www.viaggiareterraemare.it/2009/09/mezzavalle-rules/" target="_self">Mezzavalle</a> ho incontrato un enorme sasso a forma di testa di cavallo (più o meno&#8230;) e lì vicino stava un altro<strong> sasso meraviglioso</strong>, striato, rosato e silenzioso. Corrotto dal mare, assolato e un po&#8217; goffo, non troppo affusolato, il sasso chiamava la mia mano. Vi poggiai il palmo, ne percorsi le asperità e fu quasi come parlarci. Diceva cose interessanti.</p>
<p><strong>L&#8217;udito:</strong> senza aggettivi: il suono dell&#8217;acqua nel <a href="http://www.viaggiareterraemare.it/2009/10/acqua-vs-vista/" target="_self">parco di Plitvice</a> alle 7 del mattino.</p>
<p><strong>Il Gusto: </strong>questo è facile, anche se un po&#8217; <strong>proustiano</strong>. Da poco arrivato in Croazia, non resisto alla tentazione di sorseggiare un bicchiere di <strong>Maraschino</strong>. La cosa mi proietta in un istante a quando, ancora bambino, me lo facevano assaggiare in famiglia, tra una fase e l&#8217;altra della preparazione di un dolce.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-767" title="Maraschino" src="http://www.viaggiareterraemare.it/wp-content/uploads/2009/12/Maraschino-.JPG" alt="Maraschino" width="200" height="200" /></p>
<p><strong>L&#8217;Olfatto: </strong>a questo punto scadrò direttamente nel banale. Vorrei parlare di mirra, o spezie esotiche, o afrore di una bettola di periferia, fumo di un sigaro scadente, che so, una cosa alla <strong>Chandler</strong>. E invece, che bisogna dire, se non dell&#8217;odore del mare che ha quasi riempito ogni momento del mio viaggio? Non sono abituato al <strong>Mare</strong>, preferisco passare il tempo all&#8217;interno, nelle valli e sui monti. Ma poi questa cosa quasi sacra che occupa gran parte del pianeta si presenta in tutte le sue forme: entra negli occhi, ma soprattutto nel <strong>naso</strong>. E si respira, e bisogna, prima o poi, tornare a resporarlo. Sì, il mare è l&#8217;odore per eccellenza. Altroché.</p>
<p><strong>Hanno partecipato però al concorso anche, tra gli altri:</strong></p>
<p>il manoscritto de l&#8217;Infinito di <strong>Leopardi </strong>(vista), la sigaretta da esportazione di un tizio che aspettava con me dal benzinaio a <strong>Zadar </strong>(olfatto), il profumo alla vaniglia di una <strong>signora </strong>in fila avanti a me in banchina (olfatto), il fatto di non poter toccare  stalattiti e stalagmiti delle grotte di Frasassi, che faceva prudere le dita (tatto), il <strong>pollo arrosto</strong> che non sarebbe speciale, se non lo mangiassi nel mezzo del parco (gusto)&#8230;&#8230;.. e molto altro <img src='http://www.viaggiareterraemare.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
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		<title>Prestissimo freschissimo</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Sep 2009 08:07:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Kyria</dc:creator>
				<category><![CDATA[Giro Tondo]]></category>
		<category><![CDATA[anikò]]></category>
		<category><![CDATA[genga]]></category>
		<category><![CDATA[gola della rossa]]></category>
		<category><![CDATA[grotte di frasassi]]></category>
		<category><![CDATA[moreno cedroni]]></category>
		<category><![CDATA[rocciatori]]></category>

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		<description><![CDATA[A parte il fatto che dopo colazione non funziona blip.fm e non posso postare il pezzo che volevo, è una buona mattina. Qui dove dormo, un posticino ameno, preparano una specie di continental breakfast niente male e se c&#8217;è una cosa della quale vado matta, beh, sono le marmellatine degli alberghi nei loro contenitori dorati [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A parte il fatto che dopo colazione non funziona <strong>blip.fm</strong> e non posso postare il pezzo che volevo, è una buona mattina. Qui dove dormo, un posticino ameno, preparano una specie di <strong>continental breakfast</strong> niente male e se c&#8217;è una cosa della quale vado matta, beh, sono le marmellatine degli alberghi nei loro contenitori dorati e circolari.</p>
<div id="attachment_526" class="wp-caption alignnone" style="width: 388px"><img class="size-full wp-image-526" title="colazione" src="http://www.viaggiareterraemare.it/wp-content/uploads/2009/09/colazione.jpg" alt="slurp" width="378" height="287" /><p class="wp-caption-text">slurp</p></div>
<p>Il cielo è terso, non sembra davvero che domani inizi ottobre. Ho lasciato <strong>Senigallia </strong>a malincuore, anzi, vi dirò un segreto: a Senigallia c&#8217;è anche il mio parucchiere di fiducia, Andrea, e quando desidero qualcosa di particolare vengo sempre qua&#8230; una cresta rossa, un filo di <strong>platino </strong>attorno alle orecchie&#8230; ho fatto in tempo a prendere una bresaola di tonno all&#8217;<strong>Anikò</strong>, la salumeria di pesce all&#8217;aperta inventata da Moreno Cedroni, e fare un passeggiata in notturna. Dopo le feste estive e il grande caos, Senigallia sembra una dama ottocentesca distrutta dal Ballo della sera.</p>
<div id="attachment_527" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-full wp-image-527" title="rotonda" src="http://www.viaggiareterraemare.it/wp-content/uploads/2009/09/rotonda.jpg" alt="la rotonda di Senigallia" width="300" height="225" /><p class="wp-caption-text">la rotonda di Senigallia</p></div>
<p>Ieri ho girato un po&#8217; l&#8217;interno: il mio itinerario diceva <strong>Grotte di Frasassi</strong>, ma ho pensato che alle Grotte sono stata un migliaio di volte e soprattutto che il <strong>Barone Rampante</strong> ci è stato poco fa e ha speso un mucchio di <a href="http://www.viaggiareterraemare.it/2009/09/dalla-nuca-allo-stomaco/" target="_self">belle parole</a>, alle quali non saprei cosa aggiungere (a parte che un <strong>geotritone </strong>me lo porterei volentieri a casa, magari assieme a un <strong>chirocefalo del lago di Pilato</strong> -)).</p>
<p>Così ho fatto una delle cose che preferisco quando viaggio: ho passato tre ore nella mia macchina, con lo <strong>stereo </strong>a volume medio-alto e ho imboccato tutte le strade che mi sembravano attraenti. Tra una curva e l&#8217;altra, incontro molti <strong>rocciatori </strong>che salgono o si preparano: qui la roccia si presta, e in giornate come queste dev&#8217;essere un spettacolo salire a mani nude.</p>
<div id="attachment_528" class="wp-caption alignnone" style="width: 384px"><img class="size-full wp-image-528" title="settore-astemi3" src="http://www.viaggiareterraemare.it/wp-content/uploads/2009/09/settore-astemi3.jpg" alt="appunti di rocciatori" width="374" height="497" /><p class="wp-caption-text">appunti di rocciatori</p></div>
<p>Mi sono ficcata dritta nella gola, letteralmente.</p>
<p>Il finestrino abbassato, l&#8217;aria che rinfrescava gradualmente. In una radura alla fine della strada, vicino una<strong> vecchia centrale elettrica</strong> che sembra una postazione militare, mi sono anche fermata e ho camminato tra gli sterpi e i ramoscelli, raccogliendo sassi e ascoltando torrenti. Poi sono risalita in macchina: tanta natura in una volta è un po&#8217; troppo, per una come me <img src='http://www.viaggiareterraemare.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> </p>
<div id="attachment_530" class="wp-caption alignnone" style="width: 453px"><img class="size-full wp-image-530" title="P2170103" src="http://www.viaggiareterraemare.it/wp-content/uploads/2009/09/P2170103.JPG" alt="archeologia industriale" width="443" height="331" /><p class="wp-caption-text">archeologia industriale</p></div>
<p>Voi cittadini, che so, di <strong>Milano</strong>, Torino o Roma, mi direte che sono matta a non apprezzare tutto questo verde e le montagne e la gola e i torrenti. Ma non è che non l&#8217;apprezzi, anzi. Io <strong>ADORO </strong>la natura.</p>
<p>Il fatto è che credo siano naturali anche le <strong>città</strong>, e in fondo quanto è diverso un quartiere da un bosco, una via pedonale da un torrente? Ma qui non ci sono città: solo <strong>borghi</strong>, paesi, rocche, castelli, <strong>mura medievali</strong>, spiagge&#8230; così qualche volta mi prende la malinconia e vorrei essere in mezzo a una selva di <strong>grattacieli</strong>, perché ho la sensazione di perdermi qualcosa&#8230; mi sento un po&#8217;&#8230;un geotritone, insomma</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="350" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/mSRyf5G2uI8" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="350" src="http://www.youtube.com/v/mSRyf5G2uI8"></embed></object></p>
<p>Ma non siamo tutti un po&#8217; così?  insomma, perché la maggior parte delle persone è attratta da quei punti di <strong>selva </strong>dove si nasconde una vecchia centrale elettrica, un rudere della civiltà, un segno del passaggio umano&#8230; non ci piace sempre riconoscerci, anche se nella nostra piccolezza? Mah, discorsi complicati.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-531" title="archeologia2" src="http://www.viaggiareterraemare.it/wp-content/uploads/2009/09/archeologia2.jpg" alt="archeologia2" width="358" height="268" /></p>
<p>Io alla fine sono arrivata a Genga, che è tipo il cuore del Parco della Gola della Rossa. Ho visitato gli uffici del Parco e preso un po&#8217; di depliant sulle escursioni. Ho chiesto indicazioni per il mio albergo, perché volevo fare una doccia prima di visitare la città&#8230; oddio&#8230; il paese. Il borgo.</p>
<p>Ciau, Kyria&#8230; ora mi finisco la confettura che mi sono portata dietro&#8230;</p>
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		<title>Dalla Nuca allo Stomaco</title>
		<link>http://www.viaggiareterraemare.it/2009/09/24/dalla-nuca-allo-stomaco/</link>
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		<pubDate>Thu, 24 Sep 2009 09:45:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Barone Rampante</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sempre Verde]]></category>
		<category><![CDATA[geotritone]]></category>
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		<description><![CDATA[Aveva ragione l&#8217;amico @maxfabrizi: dal monte Murano la vista è spettacolare. Arrivarci non è difficile: non è un monte impervio, anzi mi pare sia sfruttato dai ragazzini di Serra per farsi le ossa e le prime scappatelle. Con un altro monte, il Revellone, il Murano è guardiano della Gola della Rossa, passaggio naturale da una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Aveva ragione l&#8217;amico <strong>@maxfabrizi</strong>: dal monte Murano la vista è spettacolare. Arrivarci non è difficile: non è un monte impervio, anzi mi pare sia sfruttato dai ragazzini di Serra per farsi le ossa e le prime scappatelle. Con un altro monte, il Revellone, il Murano è guardiano della <strong>Gola della Rossa</strong>, passaggio naturale da una parte all&#8217;altra dell&#8217;Italia.</p>
<div id="attachment_375" class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-375" title="dal Murano" src="http://www.viaggiareterraemare.it/wp-content/uploads/2009/09/montana-300x225.jpg" alt="Murano" width="300" height="225" /><p class="wp-caption-text">Murano</p></div>
<p>Quello che colpisce arrivando qui è il passaggio silenzioso dalla collina al monte: elementi della prima si trovano nel secondo e viceversa, sono come <strong>insiemi che si compenentrano</strong>. E difatti, i paesi di montagna qui sembrano di campagna, quelli di campagna hanno qualcosa di montanaro.</p>
<p>Una camminata, anche se comoda, è quello che mi ci voleva.</p>
<div id="attachment_376" class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-376" title="sentiero" src="http://www.viaggiareterraemare.it/wp-content/uploads/2009/09/Cartina_8-300x217.jpg" alt="da Serra al Monte" width="300" height="217" /><p class="wp-caption-text">da Serra al Monte</p></div>
<p>Riposo in cima al monte, ai piedi della <strong>croce</strong>, e mi godo la vista appena sporcata dalla foschia prima di ridiscendere e prendere la strada verso le <strong>Grotte di Frasassi</strong>.</p>
<p><span id="more-374"></span></p>
<p>Qui è spettacolare anche in auto: da Serra alle Grotte si fa impervia la natura, anche se accondiscendente con l&#8217;uomo, che non sembra pretendere di dominarla. Il paesaggio assume le caratteristiche che saranno, poco più in là, dell&#8217;<strong>Umbria</strong>, l&#8217;aria rinfresca, si fanno vivi i torrenti tra le rocce. Qua e là appaiono borghi isolati, non lontani dalla strada e immersi nella bruma. Come <strong>PieroSara</strong>, che dovrebbe essere scritto proprio così, perché deve il suo nome a due innamorati. Come se Gradara si chiamasse PaoloFrancesca, praticamente.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-377" title="pierosara2" src="http://www.viaggiareterraemare.it/wp-content/uploads/2009/09/pierosara2.jpg" alt="pierosara2" width="250" height="197" /></p>
<p>Arrivo al parcheggio sotto le Grotte. E&#8217; un ampio piazzale diviso in due emicicli: macchine da un lato, bancarelle dall&#8217;altro. Vendono amari della zona, copie di stalattiti e stalagmiti, ma naturalmente anche spade di <strong>Gubbio</strong>, foto di <strong>papa Ratzinger</strong> e maglie con <strong>Che Guevara</strong>. Solite cose, insomma.</p>
<p>Da qui si aspetta il <strong>bus navetta</strong> o si va a piedi: vado a piedi. Le visite alla grotta sono cadenzate, naturalmente, ma non si aspetta molto. Salgo piano, lasciandomi distrarre dai rivoli d&#8217;acqua e dal suono delle foglie. E&#8217; una giornata <strong>clemente e silenziosa</strong>.</p>
<p>Una volta dentro la Grotta le cose cambiano, e io non ho le doti necessarie per descriverle. Saranno 10 o 11 volte che vengo qui, ma la sensazione è sempre quella di non voler uscirne. <strong>L&#8217;aria delle Grotte</strong> ti assale la pelle e ti trasforma in una via di mezzo tra uomo e rettile, per permetterti di girovagare tra le escrescenze della terra. Non sono cupe, non sono apocalittiche, anzi, sono quasi un <strong>compendio di pace</strong> ed equilibrio.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-378" title="GrotteFrasassi02" src="http://www.viaggiareterraemare.it/wp-content/uploads/2009/09/GrotteFrasassi02.gif" alt="GrotteFrasassi02" width="474" height="221" /></p>
<p>L&#8217;acqua fa il suo lavoro piano piano, da millenni.</p>
<p>Le <strong>dimensioni </strong>di ogni cosa, che qui dentro non riesci a percepire finché la guida non ti spiega che quella piccola stalagmite là davanti è alta un metro più di te, non spaventano. Impressionano, ma non spaventano. C&#8217;è come una sommessa quiete ovunque, e un senso di protezione: <strong>la terra non minaccia</strong>.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-379" title="grotte2" src="http://www.viaggiareterraemare.it/wp-content/uploads/2009/09/4881910_l.jpeg" alt="grotte2" width="326" height="244" /></p>
<p>La visita dura circa 3/4 d&#8217;ora e gli occhi si abituano, anche se, devo dire, c&#8217;è fin troppa illuminazione qui: ho visto <strong>altre grotte</strong> con luci scarne e, per quanto sembrasse pericoloso camminarvi, la suggestione valeva il rischio.</p>
<p>Le <strong>Grotte di Frasassi</strong>, però, sono tra le più belle <strong>al mondo</strong>. E&#8217; una cosa evidente anche a chi non conosce altre Grotte, a chi scende qui la prima volta: non ce ne possono essere molte, di altrettanto belle.</p>
<p>Così, quando esco, ho quella strana sensazione sulla pelle che mi assale sempre quando ho visitato <strong>qualcosa di starordinario</strong> e sto andando via: rallento, mi volto, ci penso, mi dico &#8220;un altro giro&#8221;. Alcune volte, si può. In questo caso, naturalmente, no. Bisogna permettere a tutti di scender nelle Grotte.</p>
<p>E pensare che il solo animale che ci vive, il <strong>geotritone</strong>, gli occhi non li ha. Deve essere straordinario sentire questo ambiente con il solo aiuto della pelle.</p>
<div id="attachment_380" class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-380" title="geotritone" src="http://www.viaggiareterraemare.it/wp-content/uploads/2009/09/geotritone-300x225.jpg" alt="geotritone" width="300" height="225" /><p class="wp-caption-text">il geotritone</p></div>
<p>So Long, Barone Rampante</p>
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