Acqua vs Vista

E’ proprio così: qui ti accorgi di quanto l’acqua sia vita. E non importa, in fondo, se non c’è il tranquillo clima estiva e non ci si abbronza girando per i sentieri: l’autunno inizia a colorare e riempire di sfumature le radure gli alberi ed i boschi, e si riflette sugli specchi d’acqua.L’ororosso delle foglie si mescola allo smeraldo di cascate, muschio, laghi.

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Ho passato ancora una giornata al Parco dei laghi di Plitvice, prima di partire alla volta del Velebit e verso la strada del ritorno. I sentieri si possono anche fare tutti in un giorno, sia nella parte bassa che in quella alta, usufruendo anche del traghetto. Ma rimanere qui, ripercorrere la strada fatta ieri e accorgersi che è cambiato tutto (il colore dell’acqua, il rumore delle foglie, le cascate…): ne è valsa la pena. Non sta mai ferma, la natura.

A parte per la notte (ho un albergo a Korenica, una ventina di km dal centro del parco, moderno come tutti gli alberghi di qui, riorganizzati dopo la guerra) non sono uscito mai dal parco. Nel mezzo c’è un grande chiosco dove si può mangiare pollo arrosto, quindi non c’è bisogno di uscire per andare al ristorante vicino all’ingresso. In pausa, ho finalmente aperto il computer, che d’altronde sono qui per scrivere qualcosa su questi luoghi, non posso dimenticarlo.

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La molla è scattata e lo schermo ha lentamente preso vita, in contemporanea con la musichetta di Windows, che mi ha fatto sobbalzare: seduto su un tavolaccio di legno pieno di incisioni fatte da coltellini svizzeri, con il rumore delle cascate in sottofondo e nessuno intorno perché per pranzo è ancora presto, la breve “sigla di apertura” di Windows mi è parsa invadente come le ruspe e le seghe elettriche nelle foreste di Amazzonia.

Non so se continui a comporre questi brevissimi brani Brian Eno, che fece quello per Windows 95… ma non è la loro qualità che metto in discussione, si sarà capito.Onore al grande Eno, ovvio, e per dimostrarlo posto una sua canzone qui sotto. Però, non se la prenda, chiudo tutto e ascolto la cascata.

In cielo si addensano le nubi, non abbastanza grigie sinora, ma spero arrivino presto le gocce dal cielo, perché questo mi manca ancora: vedere la pioggia alimentare i laghi colorati. Nel frattempo, una famiglia di (credo) austriaci si è seduta accanto a me, sulla panca sbeccata. Il figlio, un corpulento ragazzino dalle pappole rosse, traffica con un Nintendo.

So long, Barone Rampante


 

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