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	<title>Viaggiare Terra e Mare &#187; montefeltro</title>
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	<description>Il Viaggio tra Terra e Mare</description>
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		<title>Rocc(h)e</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Sep 2009 08:08:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Barone Rampante</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Per quanto mi faccia piacere, mandarmi a San Leo non è del tutto corretto: cosa potrei dire? Per di più piove, e il cielo fosco rimanda direttamente ai versi di Dante Alighieri che, nel Purgatorio, per sottolineare come una salita sia ardua la paragona proprio a quella di San Leo&#8230; Dante &#8211; San Francesco &#8211; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per quanto mi faccia piacere, mandarmi a <strong>San Leo</strong> non è del tutto corretto: cosa potrei dire? Per di più piove, e il cielo fosco rimanda direttamente ai versi di <strong>Dante Alighieri</strong> che, nel Purgatorio, per sottolineare come una salita sia ardua la paragona proprio a quella di San Leo&#8230;</p>
<p><strong>Dante &#8211; San Francesco &#8211; Cagliostro:</strong> ospite il primo (ma perché in esilio da Firenze), premiato con il Monte della Verna il secondo, prigioniero il Terzo. Tutti a San Leo.</p>
<p>Oggi la salita non pare così ardua. Ma la <strong>rocca</strong>, attorno alla quale serpeggia il paese da poco consegnato alla Romagna, continua a impressionare. Ci credo che fosse inespugnabile. Ci credo che il papa la volle per prigione. E ci credo che è la passione di maghi, <strong>alchimisti</strong>, appassionati di <strong>esoterismo </strong>e di misteri, anche insospettabili sperimentatori come <strong>Umberto Eco</strong>. Accidenti, basta guardarla (foto di repertorio, per rendere l&#8217;idea <img src='http://www.viaggiareterraemare.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> ):</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-302" title="S.LEO" src="http://www.viaggiareterraemare.it/wp-content/uploads/2009/09/S.LEO.gif" alt="S.LEO" width="422" height="422" /></p>
<p>Il tempo poco clemente mi permette di stare in pace mentre giro, fradicio ma con il cappuccio, attorno alla rocca e soprattutto alla <strong>zona sacra</strong> di San Leo. Si respira un&#8217;atmosfera rara. L&#8217;odore di pioggia esalta l&#8217;antichità delle mura; la foschia fa il resto. <strong>La Pieve del IX secolo</strong>, che si considera la culla della religione in queste terre, mentre fuori cadono le gocce mi accoglie dentro come un viaggio nel tempo.</p>
<p>Ci sono luoghi che, a prescindere dalle tue convinzioni, ti trasmettono immediatamente qualcosa di <strong>sacro</strong>.Può trattarsi di una chiesa, o di una moschea, o di una sinagoga: alcuni di questi edifici sembrano perfettamente allineati con la santità. Per quel che mi riguarda: la <strong>Medina </strong>di Cordoba; la Cattedrale di <strong>Chartres</strong>; la Pieve di San Leo. <strong>Ma qui si tratta dell&#8217;insieme</strong>: la rocca, la Pieve ed il Duomo, che ha una singolare struttura &#8220;a due piani&#8221;; il monte, le casette, il Paese, l&#8217;aria, il paesaggio. Il mistero. Si è nel mezzo di un romanzo di Eco, in effetti. Anche se la piazzetta si è adeguata al traffico turistico.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-303" title="san-leo-pieve" src="http://www.viaggiareterraemare.it/wp-content/uploads/2009/09/san-leo-pieve.jpg" alt="san-leo-pieve" width="316" height="237" /></p>
<p>Più su, la rocca sta come un soldato in armatura: sicuro di sé, in attesa. Nel tempo è stata usata, sfruttata e trasformata, ma la sostanza è sempre una continuità impressionante <strong>con la roccia</strong> che la tiene, come la fortezza fosse una mano ferma e il monte il braccio. C&#8217;è una sottile nebbiolina, al momento, e accentua l&#8217;aria torva della struttura.</p>
<p><strong>Dante fu ospite qui</strong>. Era esiliato, ma aveva buoni rapporti con molti signori della penisola e non ebbe difficoltà a trovare asilo un po&#8217; qui un po&#8217; là. San Leo dovette piacergli, non c&#8217;è dubbio.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-306" title="dante" src="http://www.viaggiareterraemare.it/wp-content/uploads/2009/09/dante1.jpg" alt="dante" width="130" height="195" /></p>
<p>San Francesco, qui, in maniera un po&#8217; movimentata, dopo un temporale e seguendo una fiamma miracolosa, incontrò il Conte di Chiusi, che gli donò il Monte della Verna.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-307" title="Giotto- San Francesco predica agli uccelli" src="http://www.viaggiareterraemare.it/wp-content/uploads/2009/09/Giotto-San-Francesco-predica-agli-uccelli1.jpg" alt="Giotto- San Francesco predica agli uccelli" width="314" height="236" /></p>
<p>Cagliostro, alchimista mago e massone del Settecento, si dice che da qui non se ne sia mai andato: il fantasma s&#8217;aggira per la rocca, e viene ogni tanto evocato&#8230; mi piacciono i fantasmi e provo ad attirarlo sulle mura, ma non accade nulla.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-308" title="cagliostro" src="http://www.viaggiareterraemare.it/wp-content/uploads/2009/09/cagliostro.jpg" alt="cagliostro" width="168" height="243" /></p>
<p>Solo un rivolo di vento, e un ruscelletto di pioggia residua dall&#8217;angolo di un tetto.</p>
<p>So long, Barone Rampante</p>
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		<title>Sassi</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Sep 2009 10:35:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Barone Rampante</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mi sono perso, ieri, nel parco del Sasso Simone e Simoncello e gli ho voluto bene, perché un Parco che si chiama così si fa volere bene, e due pseudo-monti che si chiamano umilmente Sassi fanno tenerezza. Credo sia il parco meno conosciuto nelle Marche. E&#8217; un peccato: ha qualcosa di unico in effetti, un&#8217;aria [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi sono perso, ieri, nel parco del Sasso Simone e Simoncello e gli ho voluto bene, perché un Parco che si chiama così si fa volere bene, e due pseudo-monti che si chiamano umilmente <strong>Sassi </strong>fanno tenerezza. Credo sia il parco meno conosciuto nelle Marche. E&#8217; un peccato: ha qualcosa di unico in effetti, un&#8217;aria un po&#8217; western.</p>
<p><img class="alignnone size-medium wp-image-290" title="mapl" src="http://www.viaggiareterraemare.it/wp-content/uploads/2009/09/mapl-300x272.jpg" alt="mapl" width="300" height="272" /></p>
<p>Il <strong>Montefeltro </strong>è diverso dal resto della Regione: è selvatico, ma in maniera elegante, innocua. E&#8217; aspro, ma ha un retrogusto di comodità. Insomma, somiglia a un <strong>tartufo</strong>.</p>
<p>Non conosco questo <strong>Parco</strong>, perciò improvviso, ma so che ci vorrebbero un po&#8217; di giorni per affrontarlo: la vegetazione è fitta e, all&#8217;inizio dell&#8217;autunno, particolarmente colorata. Le <strong>indicazioni </strong>non sono proprio ovunque: è una cosa che capita nelle Marche, non è che siamo proprio specialisti nel fornire itinerari ai turisti&#8230; Ma trovo il cartello per il <strong>parco faunistico</strong>, dove tengono animali in libertà, e per la cerreta, che è un&#8217;area protetta ed elevata.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-291" title="ParcoSassoSimone1" src="http://www.viaggiareterraemare.it/wp-content/uploads/2009/09/ParcoSassoSimone1.jpg" alt="ParcoSassoSimone1" width="310" height="274" /></p>
<p>Era ieri, quindi <strong>domenica</strong>. Oggi, che un poco piove, scrivo da <strong>San Leo</strong>: al momento sono in differita&#8230;Insomma era domenica e c&#8217;era gente, visto anche il <strong>tempo propizio</strong>: mi piacciono i parchi frequentati, anche se ogni tanto sembra tutto un po&#8217; troppo organizzato, e preferirei non vedere la <strong>Natura </strong>come si visita un Museo. Qui, poi, l&#8217;aria selvatica si respira forte: ovunque, persino nei borghi, nelle rocche, nelle mura che sembrano prolungamenti naturali delle rocce, come appunto a San Leo, da dove scrivo.</p>
<p>Ad ogni modo, dopo aver parcheggiato ho scelto il percorso numero 1 del Parco, che parte da <strong>Miratoio</strong>, un paesino già di per sé spettacolare e tutto in pietra. Si va verso il Sasso Simone e c&#8217;è una grande vista sui calanchi che lo fiancheggiano, finché si entra nel <strong>Bosco</strong>. Che è la parte migliore del percorso, tanto sono belli gli alberi, soprattutto <strong>cerri</strong>. Le radici grandi, affusolate e potenti fanno da tappeto autunnale, e il cielo appare e scompare tra i rami. Finché si esce: ma viene voglia di tornarci dentro, al bosco.</p>
<p><img class="size-full wp-image-292 alignnone" title="HPIM1688" src="http://www.viaggiareterraemare.it/wp-content/uploads/2009/09/HPIM1688.JPG" alt="HPIM1688" width="399" height="299" /></p>
<p>Non pensavo al <strong>Sasso Simone</strong> in questo modo: credevo fosse meno impervio, e variegato. Ignoranza mia, è evidente. Dopo il bosco è una successione che pare interminabile di rocce, sassi, frane, frutti di erosione, fossili, scaglie e sfere pietrose fino a iniziare la salita e a un faggio enorme, attorno al quale, mio malgrado, c&#8217;è già parecchia gente.</p>
<p><strong>Ci si saluta</strong>. In montagna (e nei parchi) come dice <strong>Erri de Luca</strong>, c&#8217;è maggiore solidarietà: ci si aiuta e ci si saluta.</p>
<p>E si prosegue verso la <strong>nuca del Sasso</strong>, dal quale si distende la Regione intera. Mi siedo in un angolo, accanto a un ragazzino in pile rosso che guarda attraverso un binocolo hi-tech in direzione del Conero.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-293" title="sasso simone" src="http://www.viaggiareterraemare.it/wp-content/uploads/2009/09/sasso_simone_simoncello.jpg" alt="sasso simone" width="343" height="337" /></p>
<p>Chiudo gli occhi e inspiro profondamente la terra che somiglia a un tartufo: sto su un Sasso.</p>
<p>So long, Barone Rampante</p>
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		<title>Il Castello Recuperato</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Sep 2009 16:41:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Barone Rampante</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Scritto da me, che mi faccio chiamare Barone Rampante, un titolo del genere forse è un po&#8217; troppo calviniano, lo ammetto. Ma non ce ne sono di migliori: sto procedendo molto lentamente verso la Rocca di San Leo, zigzagando, fermandomi nei bar e anche concedendomi qualche passeggiata. - Potete fare quello che vi pare &#8211; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-253" title="pietrarubbia" src="http://www.viaggiareterraemare.it/wp-content/uploads/2009/09/pietrarubbia41.jpg" alt="pietrarubbia" width="339" height="231" /></p>
<p>Scritto da me, che mi faccio chiamare Barone Rampante, un titolo del genere forse è un po&#8217; troppo calviniano, lo ammetto. Ma non ce ne sono di migliori: sto procedendo molto lentamente <strong>verso la Rocca di San Leo</strong>, zigzagando, fermandomi nei bar e anche concedendomi qualche passeggiata.</p>
<p>- Potete fare quello che vi pare &#8211; hanno detto, no?</p>
<p>Per ora sono di stanza in un agriturismo della zona: un posto  carino, con pareti di pietra e travi a vista. E&#8217; zigzagando che finisco a <strong>Pietrarubbia</strong>,<strong> il castello recuperato</strong>. Non saprei come altro definirlo: Pietrarubbia è un comune ma, se andate a vedere su Wikipedia (io l&#8217;ho fatto, come sempre) è un &#8220;comune sparso&#8221;. Che come definizione fa abbastanza ridere, e potrebbe andare di diritto anch&#8217;essa nelle pagine di un romanzo di <strong>Calvino</strong>. Cos&#8217;è un comune sparso? Ci si immagina che qualcuno abbia aperto la mano all&#8217;improvviso e sventagliato in terra, come tanti semi, edifici, fabbriche, negozi e cittadini: ecco, il comune sparso.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-254" title="pietrarubbia2" src="http://www.viaggiareterraemare.it/wp-content/uploads/2009/09/pietrarubbia.jpg" alt="pietrarubbia2" width="450" height="313" /></p>
<p>Ma, si sa, molto spesso i termini giuridici e geografici sono buffi. Perciò, <strong>non sottilizziamo</strong>.</p>
<p>Pietrarubbia era un castello importante, ai tempi dei <strong>guelfi e dei ghibellini</strong>. Poi, pian piano di queste terre ci si disinteressò: un po&#8217; di ritocchi nel periodo rinascimentale, quando i Montefeltro rifecero tutti i loro castelli o quasi, e poco d&#8217;altro. <strong>Si</strong> <strong>spopolava</strong>: avete presente quando i borghi si spopolano&#8230; sembrano scivolare via, divenire una strada o, al massimo, un punto di riferimento sulla strada. Era, dunque, il Castello Abbandonato.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-255" title="guidone" src="http://www.viaggiareterraemare.it/wp-content/uploads/2009/09/guidone.jpg" alt="guidone" width="198" height="294" /></p>
<p>Vorrei foste qui: è un posto davvero affascinante, lo ammetto. Quando mi hanno indicato l&#8217;itinerario, ero contento di visitare il parco del <strong>Sasso Simone e Simoncello</strong> (dove mi trovo ora), ma anche un po&#8217; scettico nei confronti di alcune mete: Pietrarubbia, che posto è? mi chiesi.</p>
<p>E&#8217; un Castello Recuperato, ecco cos&#8217;è. Un comune sparso, d&#8217;accordo, ma nemmeno tanto sparso. Chiedo un paio di indicazioni per arrivarci, è un <strong>weekend</strong> di beltempo, incontro numerosi ciclisti sulla strada e parcheggio lontano, per farmela un po&#8217; a piedi.</p>
<p>A <strong>Pennabilli</strong>, molte delle cose buone si devono a <strong>Tonino Guerra</strong> (anche alcune delle meno belle, in effetti: non è che siano tutti capolavori); <strong>Pietrarubbia</strong>, invece, è il Castello di <strong>Arnaldo Pomodoro</strong>, lo scultore. Non amo Pomodoro: oddio, molti anni fa vidi una sua mostra ai <strong>Giardini del Belvedere di Firenze</strong> e, beh, era davvero spettacolare, mozzavano il fiato le sue opere affacciate sull&#8217;Arno. Ma non amo Pomodoro: la mia idea di scultura è un po&#8217; più &#8220;artigianale&#8221;&#8230; de gustibus&#8230; Però, Pomodoro ha fatto in modo che Pietrarubbia non si fondesse con la strada, non diventasse in Castello Abbandonato, non scomparisse dalle Mappe: ne ha sollecitato il restauro e ha fondato qui il <strong>TAM, il Centro per la Trattazione dei Metalli</strong>. A Pietrarubbia, si impara a diventare scultori.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-256" title="pomodoro" src="http://www.viaggiareterraemare.it/wp-content/uploads/2009/09/pomodoro.jpg" alt="pomodoro" width="490" height="525" /></p>
<p>E si capisce che l&#8217;arte c&#8217;entra in questo paese recuperato, strappato alle grinfie del tempo e della storia: sarebbe stato un peccato, visto che da queste parti è nato proprio <strong>Guido da Montefeltro</strong>, che di arte se ne intendeva, e non solo di guerre e intrighi. Tutto è molto curato, cammino lento, attraverso l&#8217;abitato (si fa per dire) piano, non entro da nessuna parte e ne esco, anzi, per piombare nel parco che circonda Pietrarubbia: è un continuo: <strong>natura-castello-natura e, nel mezzo, l&#8217;improvviso emergere della Scultura</strong>.</p>
<p>Lode ad Arnaldo Pomodoro, dunque, e non solo ai Montefeltro.</p>
<p>So Long, Barone Rampante</p>
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		<title>Giorno Ricco</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Sep 2009 09:48:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Barone Rampante</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il tempo non è un granché. Ma il primo giorno è buono: PennaBilli è piena di cose da vedere. Non ci si annoia. E non è normale: passo dalla campana tibetana alle meridiane al museo del calcolo ai luoghi dell&#8217;anima&#8230; posto strano. Contadini, fornelli e panni stesi accanto a mille curiosi modi di vivere l&#8217;ambiente. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_191" class="wp-caption alignleft" style="width: 235px"><img class="size-medium wp-image-191" title="frutti dimenticati" src="http://www.viaggiareterraemare.it/wp-content/uploads/2009/09/pennabilli_frutti-dimenticati1-225x300.jpg" alt="frutti dimenticati" width="225" height="300" /><p class="wp-caption-text">frutti dimenticati</p></div>
<p>Il tempo non è un granché. Ma il primo giorno è buono: <strong>PennaBilli </strong>è piena di cose da vedere. Non ci si annoia. E non è normale: passo dalla campana tibetana alle meridiane al museo del calcolo ai luoghi dell&#8217;anima&#8230; <strong>posto strano</strong>. Contadini, fornelli e panni stesi accanto a mille curiosi modi di vivere l&#8217;ambiente. La maggior parte di quel che si visita è voluto o promosso da <strong>Tonino Guerra</strong>, ex sceneggiatore, poeta, scrittore e finalmente famoso per la pubblicità d&#8217;una catena di elettrodomestici.</p>
<p>La cosa più bella è <strong>L&#8217;Orto dei frutti dimenticati</strong>: raduna alberi una volta  tipici dell&#8217;appennino, colture dai profumi intensi e manufatti (tipo meridiane e porte); si sta bene qui. Non è un luogo da vedere, in effetti, ma da sentire. E&#8217; naturale, eppure artificiale. <strong>Unisce l&#8217;uomo alla campagna</strong>.E&#8217; domestico, in senso buono.</p>
<p>Giro per il paese tra apette truccate e una macelleria affollata. Caffè al bar. Me lo servono con un bicchierino d&#8217;acqua. Ancora luoghi dell&#8217;anima: c&#8217;è un rapporto stretto tra <strong>PennaBilli e il Tibet</strong>, la gente ne va fiera , il <strong>Dalai Lama</strong> è venuto qui. Ha piantato il gelso della Pace. Fuori del Paese, mi dice il barista, c&#8217;è anche una <strong>campana tibetana</strong>, lassù, indica nel nulla. Ci andrò.</p>
<p>- Ma davvero il Dalai Lama? &#8211; è una storia lunga, di secoli, mi dicono. Storia di un <strong>missionario di Penna in Tibet,</strong> molto aperto di vedute. PennaBilli e il Tibet, pensa un po&#8217;.</p>
<div class="wp-caption alignleft" style="width: 170px"><img class=" " title="Tibet &amp; Montefeltro" src="http://www.viaggiareterraemare.it/wp-content/uploads/2009/09/pennabilli_campanatibetana-225x300.jpg" alt="Tibet &amp; Vallesina" width="160" height="216" /><p class="wp-caption-text">Tibet &amp; Montefeltro</p></div>
<p>Deve essere <strong>gente saggia</strong> qui. Alterna la campagna al piccolo commercio, e alterna la poesia alla logica più pura: luoghi dell&#8217;anima, sì, ma anche <strong>Museo del Calcolo</strong>. Si sa mai. Il Museo è divertente e non solo per ragazzi, ma credo i ragazzi ci si divertano da matti. Io rimpiango un po&#8217; l&#8217;Orto, che ho lasciato troppo presto.</p>
<p>Insomma una cittadina un po&#8217; naif. Ci trovo <strong>Giuggiolo</strong>, Uva Spina, e esemplari di <strong>Computer Apple del 1983</strong>; grazia romagnola, schiettezza marchigiana.Niente male come prima tappa, la ripasserò con calma.</p>
<p>So Long, Barone Rampante</p>
<div id="attachment_190" class="wp-caption aligncenter" style="width: 202px"><img class="size-medium wp-image-190" title="Mateureka" src="http://www.viaggiareterraemare.it/wp-content/uploads/2009/09/pennabilli_mateureka3-225x300.jpg" alt="Apple 1983" width="192" height="256" /><p class="wp-caption-text">Apple 1983</p></div>
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