La Zia nel Parco

La Zia e lo Zio hanno sfidato le bufere di pasquetta e sono andati in un posto che si chiama Roccamaia, al confine con il Parco dei Monti Sibillini. E’ un piccolo paese sopra Pievebovigliana, dal quale si gode una splendida vista sui Monti.

Alla Zia piace passeggiare nella natura e tra gli alberi e lì è pieno di alberi enormi e c’è persino una camminata tutta orlata di castagni. Quando è stagione, un mucchio di persone cammina e si china per raccogliere le castagne e se le infila nella pancia della giacca.

Lo Zio ha come sempre dietro la sua macchina fotografica. La Zia il suo sorriso. Gli alberi sono talmente grandi che si sente un animaletto quando li abbraccia. Nella porzione di tronco che riesce a tenere sente la vita, l’energia di quel signore dalle radici enormi, mentre dall’alto proviene il frinire delle prime foglie.

Lo Zio cerca di prendere l’albero nella foto, ma se lo prendesse tutto La Zia scomparirebbe. Allora sceglie di fare un po’ e un po’ :-D

La Zia, con i piedi un po’ in discesa per il declivio sopra le radici, appoggia la guancia all’albero. Quasi quasi, si farebbe un sonnellino con quel cuscino vivo.


Ma guarda un po’

Ecco allora che mi avvito con la macchina lungo una salita. Dalla piazza fiorita di Pievebovigliana, dove c’è il bar Varnelli (a me l’anice fa un po’ schifo, lo ammetto, pur essendo marchigiana… decisamente meglio il pernod) risalgo verso Roccamaia, una rocca che si chiama come una mia amica ;-)

varnelli

non mi pagano per questo eh!!!

La salita è breve e a un bivio finisco dritta nel parcheggio del ristorante che ho scelto. Non è proprio un ristorante: ha anche delle stanze, non so bene se si tratti di un agriturismo o di una country house… in effetti non so bene che differenza ci sia tra un agriturismo e una country house. Però…

poggio

Però qui ti appoggi alla staccionata proprio sopra una siepe fatta solo di lavanda (ne prendo un bel mazzo e me lo infilo in tasca), rimani a guardare i monti davanti e non ti muovi più. Bello. Bellissimo. C’è un vento birichino, che entra nelle maniche mentre il sole irradia il viso. Bello. Proprio bello. Un incanto. Ma non viene nessuno, così devo entrare e chiedere se per caso hanno un tavolo per me.

- potrebbe aspettare un secondo che controllo? – mi risponde una ragazzina giovane, con una maglietta piena di orsacchiotti e l’aria sveglia di montagna.

- certo, aspetto fuori e mi godo il panorama

Mi riaffaccio al vento e verso i monti. Sì, oggi sto bene, una domenica per me, senza pensare alle domeniche perdute e a quelle mai avute. Non è facile, sapete, venir su così, senza pranzi di famiglia… ma va bè, bando alle malinconie. Viaggiare un po’ da soli, anche se vicino casa, aiuta a radunare i pensieri e le sensazioni. Perciò, oggi, mi metterò al mio tavolo da sola e ordinerò un piatto di tagliatelle ai porcini e un litro di vino rosso, poi dormirò sul prato :-) Figlia dei fiori, insomma

- Signorina, mi dispiace – mi avvicina la padrona - ma siamo pieni al ristorante.

E’ una signora graziosa e casual, si vede che è di qui e non vuole sembrare di altrove.Ha pantaloni Rifle, e una felpa senza griffe.

- Nemmeno un angolino? – chiedo

Scuote la testa. Ma io ho fame!

- Mi spiace, davvero. Abbiamo due tavolate e il ristorante sotto non è grande.

Questo mi scoccia, molto. Avete presente quando uno si costruisce l’idea della propria giornata, e poi si accorge che non sarà così? (praticamente sempre, lo so, lo so)

D’un tratto però la padrona (almeno credo sia la padrona, qui tutto dà l’idea che sia una gestione familiare) mi dice “Scusi” e si allontana. Qualcuno l’ha chiamata. Poi torna.

- Dice il signore che può essere loro ospite… starete un po’ stretti ma…

Il signore? Stai a vedere che ho incocciato in un maledetto marpione domenicale… mi volto con cautela, pronta a fare qualsiasi faccia mi convenga fare… :

E invece

Mi prendesse un colpo! E’ quello stempiato del Dottor Timo, ah ah ah.

Mi sbraccio per salutarlo, mentre una ragazzina stesa accanto a lui mi fissa torva e incuriosita. Non sarà come me l’aspettavo, addio solitudine beata, ma forse, forse riuscirà nella vita ad avere un pranzo di famiglia. Da abusiva, ok, ma meglio di niente.

(ma che vuole dal mio tatuaggio quella ragazzina?)

;-) Kyria


Che Giornata!!!

No, non si può dire. Non si può dire che io sia una “amante della natura”. Non che non mi piaccia. Anzi. Ad esempio gli animali: adoro ogni tipo di animale, mi piacciono tutti. Ne ho diversi: ho una trentina di pesci, un cane, due tratarughe di terra…il mio sogno è sempre stato lavorare in un parco di animali!!

Ma anche le piante mi piacciono. Vedeste casa mia: ci sono un mucchio di piante. E mi piace occuparmene. Mi piace quindi passeggiare, stare all’aperto, percorrere sentieri… ma non così tanto. Mettiamola così: se dovessi scegliere tra fare un giro attraverso le Alpi e una passeggiata lungo la 5th Avenue, beh, sceglierei la seconda.

Però questa è una domenica da urlo. Le giornate migliori sono quelle che sembra estate ma non è davvero estate, sarete d’accordo: ci sono tutti i vantaggi (sole, bel cielo, vista stupenda, venticello) e non ci sono gli svantaggi (afa, calura, sudore, sete perenne). E nemmeno cose tipo queste:

Per questo non mi dispiace essere nei dintorni di Camerino. So un mucchio di cose su Camerino, perché una volta sono stata per un po’ con un ragazzo di qui, Adriano, che… vabè, lasciamo stare. Comunque lui mi diceva un po’ di cose sulla città, della quale nadava molto fiero. Non vi annoierò: potete sempre leggere le stesse cose in una guida. Volevo solo sottolineare che non sono impreparata :-)

camerino

camerino

Allora mi faccio un giro per la cittadina, che non è esattamente una metropoli e che, pur essendo una città universitaria, non è che sprizzi energia giovanile da tutti i pori. Però, ammettiamolo, è una delizia. Controllo il telefono, eprché in giornata o domani dovrei anche intervistare il mio poeta marchigiano preferito, Luigi Socci: ti chiamo, mi ha detto. Mah. I poeti, si sa, non sono il massimo dell’affidabilità.

Camerino era una roccaforte longobarda, in una posizione invidiabile direi, e poi entrò a fare parte dello Stato della Chiesa ma infine si impose una famiglia, i da Varano, che ha una sua importanza nella storia d’Italia. Questi signori non erano esattamente un ideale di umiltà: il più famoso dei da Varano si chiamava Giulio Cesare :-O

locandina

Però gareggiavano coi Montefeltro e fecero un palazzo rinascimentale stupendo, dove ora si trova l’università, e promossero anche una scuola pittorica niente male… anche se Urbino… beh, ai punti vince alla grande. Negli ultimi anni c’è una rivalutazione dell’arte di questa zona: il merito è soprattutto di Vittorio Sgarbi. Forse non tutti sanno che è anche uno storico dell’arte, e pochi sapranno che originario di qui vicino, esattamente di San Severino, un paese dove vorrei passare prima di tornare per rendere omaggio ad un amico.

Quindi, Camerino è una specie di innesto rinascimentale in mezzo alla natura, ai monti, alla roccia, ai boschi e a tutto il resto. Non è il solo: qui il rinascimento è esploso in frammenti come una bomba a orologeria, lasciando chiese stupende, rinnovando abbazie, erigendo rocche. ogni tanto si vede un castello. Ogni tanto una torre. Una cosa pazzesca.

E però la giornata fa davvero spavento, l’aria è tiepida, il vento buono. Così, mi limito a passare per la Rocca di Cesare Borgia prima di scegliere un percorso più open air.

roccaborgia

La Rocca è rinascimentale. Racconta di quando Cesare Borgia, un irascibile tipetto convinto di poter conquistare un po’ tutto, strappò per un po’ Camerino ai da Varano… per poco, a dire il vero: i da Varano si ripresero tutto quasi subito, e furono persino loro a sistemare la Rocca voluta dal nemico. Uno smacco notevole per il pupillo di Machiavelli :-) La Rocca è sempre uno spettacolo, lo ammetto. ma qui è pieno di posti del genere: certe volte sembra di stare nel Quattrocento, e passando in auto lungo le strade asfaltate ci si sente un po’ come Troisi e Benigni in Non ci resta che piangere…

Sono risalita in auto e ho pensato che, anche se sono da sola, devo pur approfittare di questa giornata e andare a fare un pranzo domenicale come si deve! Non mi capita spesso: non è che abbia una famiglia, come dire, tradizionale, e giusto un anno fa ho rivisto mio padre dopo 18 anni, potete immaginare. Ma questo non credo interessi molto le persone. Comunque, eccomi in auto che risalgo i tornanti perché conosco un ristorantino niente male verso un piccolo paese dal bel nome, Roccamaia, sopra Pievebovigliana.

Slurp

A dopo, Kyria


 

Tutti i contenuti del blog Viaggiare Terra e Mare (dove non diversamente specificato)
sono pubblicati sotto Creative Commons 2.5 Italia License.

Viaggiare Terra e Mare un progetto di Amatori Tour Operator - P.I. 02251850422