Uomo Natura Natura Uomo

Sono di nuovo al mio lavoro, che mi permette di muovermi devo dire, e di rimanere a casa spesso se mi va. Ci ho messo un po’ a riorganizzarmi: non che sia stato un viaggio transoceanico, ma sapere di dover scrivere, relazionare, esprimere sensazioni sul viaggio ti spinge ad essere concentrato. Ti fa sentire un po’ di ansia da prestazione… voglio dire, non è come andare a farsi un viaggetto qualunque. Uno pensa a quello che scriverà, a come lo scriverà e, beh, c’è chi ci diventa matto

Alla fine, quando stileremo una specie di classifica dei posti che abbiamo visto, credo che la mia sarà dominata dai laghi di Plitvice: so che non è giusto fare queste classifiche, è un atteggiamento un po’ leggerino, ok: ma anche scrivere le prime 5 ragazze della propria vita, o le 5 canzoni più romantiche è superficiale, eppure Nick Hornby ci ha fatto un mucchio di sterline con questo trucchetto pop… ;-)

Una cosa che mi è saltata agli occhi posso dirla subito, senza aspettare le riunioni post-viaggio previste da Paolo & Amatori. : è l’attenzione che hanno nei confronti della natura e dei loro parchi in Croazia. Mi aspettavo molto più “turismo selvaggio”, e invece se li curano come fosse il giardino di casa. Sono molto rispettosi, credo anche per motivi economici: i parchi attirano un mucchio di gente. Ma questo non è un male, e forse per l’atteggiamento complessivo che hanno qualcosa potremmo imparare.

Ho anche visto due terre dove il rapporto tra uomo e natura è particolarmente saldo, e antico. Il paesaggio è disegnato dall’uomo, e l’uomo, fin nelle rughe del viso, è disegnato dal territorio, dal vento, dall’aria salmastra, dalla polvere carsica. Poi, certo, la terra si prende quel che è suo e si trovano luoghi in cui l’uomo ha potuto disegnare ben poco: Plitivice, appunto, così come le cime dei sibillini… ma i segni della convivenza eccoli: una passerella, un piccolo rifugio, un orto incastrato sorprendentemente tra la roccia, una fioritura di lenticchie, un gregge di maiali pelosi o di capre mimetiche al pascolo… come è giusto che sia, in molti di questi luoghi la natura è stata dura, e non si è piegata mai. Anche l’uomo, allora, è stato duro, ed è così che si sono capiti rapidamente, con un solo sguardo. Riuscendo a dividere lo spazio.

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C’è da imparare quindi molto da terre come queste. Una volta, anni fa, conobbi un tizio che puliva le spiagge. Raccoglieva le cicche una ad una dalla distesa di sassi bianchi, le andava a scovare come un formichiere tra una pietruzza e un’altra, dopo il suo passaggio la spiaggia era buona per uno spot di detersivi.

– Quando la pulisci – mi ripeteva sempre – la natura ti ringrazia.

Anche noi, quando con un semplice paesaggio la natura ci pulisce da certi pensieri, dovremmo ringraziarla.

Barone Rampante


 

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