Eppur si muove: un’Ancona accogliente?

Sono anni, diciamolo, che si discute sulla scarsa accoglienza dei turisti e in particolare dei croceristi da parte della città di Ancona, capoluogo regionale. Ristoranti chiusi la domenica, negozi senza aperture straordinarie, atteggiamenti sostanzialmente indifferenti: questo è quello che si diceva, anche se non bisogna mai fare di tutta l’erba un fascio, d’accordo.

Quello che è interessante invece è che, negli ultimi tempi, si è parlato sempre più spesso della questione, prova che soprattutto le generazioni più giovani hanno voglia di porsi domande, affrontare problemi e proporre soluzioni.

E’ così che il progetto di tre giovani, Lorenzo Palego, Vittorio Frascione e Daniele Palazzo, rispettivamente una laurea in lettere, una in archeologia e una in economia, ha preso di petto la questione e si è aggiudicato il premio ECapital per progetti imprenditoriali innovativi.

Il loro progetto si chiama NAVIGANCONA, è semplice e poggia su una base solida: il patrimonio culturale, artistico ed eno-gastronomico della città.

Funziona così:

– circa 70 punti di interesse.
– 2 infopoint (alla stazione marittima e in piazza della Repubblica) + 1 ufficio (all’inizio di via della loggia, a 10 metri dal Teatro delle Muse).
– una serie di guide cartacee sui punti di interesse + per chi la volesse un’audioguida.
– possibilità di degustazioni eno-gastronomiche abbinate all’itinerario scelto.

Il viaggiatore e il crocerista potranno fermarsi presso un infopoint, scegliere uno degli itinerari, seguire le indicazioni e scoprire la città facendosi anche un bel bicchiere di vino in enoteca. In attesa che parta l’opzione bici elettrica prevista dal progetto :-)

Dopo aver parlato con gli ideatori, ci sono venute in mente alcune cose:

1) siamo sicuri che gli anconetani non debbano approfittare di questi itinerari alla pari dei croceristi? Per quel che ci riguarda ci facciamo un pensierino, perché 70 punti d’interesse non li conosciamo proprio tutti…
Ufficio di via della Loggia dal lunedì al venerdì 9:30-13:00, 16:00-20:00. Sabato 8:00-13:00. Domenica 8:00-17:00.
Infopoint piazza della Repubblica: Sabato 8:00-13:00; Domenica 8:00-17:00.

2) chissà che questa iniziativa non possa essere la prima di una serie che potrebbe interessare la zona del centro-porto: quante risorse, quante possibilità offre questa piccola area piena di ristoranti, bar, bistrot, monumenti, musei, vicoli, resti archeologici, negozi. Le nuove generazioni sembrano pronte a far tesoro degli insegnamenti e nello stesso tempo a rilanciare una città spesso colpevole, diciamolo, di non afferrare le occasioni…

3) perché aspettare che questi ragazzi vadano dagli operatori e dagli esercenti? Il loro ufficio è in centro, proprio vicino al porto. Mettiamo in circolo le idee parlandoci l’un l’altro! Bravi ragazzi.

Eppur si muove: rendiamo tutti assieme Ancona una città accogliente ;-)


Dalla redazione

 

 

Oggi dalla redazione di VTM lo spettacolo è inconsueto.

Ci affacciamo sul porto di Ancona, stamattina attraversato dagli spazzaneve e non, come accade di solito, da muletti e personale di bordo. Non solo almeno. Al bar del porto, ci scommettiamo, va alla grande il punch. Proveremo, tra qualche ora, a verificarlo.

 

La neve che cade ha un effetto strano. Alla vista naturale sono piccolissimi fiocchi che, lo dice la gente, “attaccane, attaccane, questi, no come quelli grossi che non attaccane pe niente”.  Nella foto, si fa coltre che annebbia, avvolge, mistifica. Laggiù, da qualche parte, c’è un cantiere, si scorge la sagoma della sua famosa gru rossa e bianca, che tutta la città conosce.

Una nave di solito stracolma di ragazzi diretti alle assolate isole di Grecia si riempie di neve, la accumula forse per tenere in fresco le bottiglie di birra di quei giovani turisti, come in una goliardica pubblicità.

Somigliano, le sue bocche, a enormi garage per enormi sci fissati ai piedi di un gigante.

 

Dalla parte opposta partono, è il caso di dire forse, treni. Da una stazione che, come il cantiere che la fronteggia, è in dubbio di esistenza. La neve, in questo caso, pietosa, mette a riposo sino a nuovo ordine le membra del porto, in attesa del tempo migliore. I camion attendono il loro turno per portare merce, e tornare a casa. Dai comignoli non esce fumo, molti uffici sono deserti, la neve ha permesso a molti di rimanere sotto le coperte o andare a far pupazzi con i figli.

 

Paolo

3 febbraio 2012

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Ancona: Una passeggiata al porto

Il porto di Ancona è un uncino: il manico sta nel centro città. La punta curva in mezzo al mare.

E’ un porto: ci sono le navi, le gru, il cantiere navale che sembra un villaggio, le chiatte e tutto il resto. Il porto è una città e quando ci scendi dalla piazza del teatro ti sembra di aver attraversato chissà quale confine.

Se ti va di fare una passeggiata, ti conviene andare alla lanterna. Lo dicono anche i cartelli, un po’ nascosti tra un camion e un furgone doganale.

Tu segui comunque la strada fino all’arco. Passerai accanto al ristorante da Irma. Se è ora di pranzo, fermati ed ordina le tagliatelle, si mangia all’aperto, sotto un grezzo pergolato da operai di cantiere. Gran bel posto. Prosegui.

Per primo vedi l’arco di Traiano. L’imperatore lo fece costruire per celebrare la partenza da Ancona per le sue campagne di conquista. L’arco, ripulito e restaurato, campeggia all’ingresso del cantiere e fa un effetto strano: è bellissimo e potente, eppure sembra spaurito, pallido, piccino accanto ai mostri meccanici che ha a ridosso.

Poco dopo l’arco di Traiano e quello Clementino entri a destra attraverso un’apertura che si rivolge ad est. A rimanere fermi qui una giornata intera, in questo punto esatto, si vedrebbe l’alba sul mare da un lato e il tramonto dall’altro. Però bisognerebbe portarsi da mangiare.

Da mangiare lo puoi portare, qui, ai gatti. Ce n’è un centinaio, sugli scogli. La gente gli ha costruito baracche di legno dove dormire, e arrangiato spazi per le ciotole che corrispondono ai ristoranti degli umani. Con tettoia, con veranda, terrazzati, tre coperti, quattro, le bevande sono incluse.

I gatti ti vengono incontro. Uno ha la coda mozza, due si fanno dispetti, altri sonnecchiano senza intenzione di ruffianarsi troppo, tanto il cibo qui è abbondante.

Via via vai avanti. Si aprono paesaggi di sempre più mare, le colline sullo sfondo, navi che partono. Grecia. Balcani. Croazia. Crociere. Via via vai avanti. Gatti, due panchine per gente che si ferma, un muro su cui, la sera, si allenano i rocciatori. Fino alla sede futuristica degli ormeggiatori, che sembra un gelato verde conficcato nel cemento, e al corridoio che porta alla lanterna.

Il corridoio è una lingua stretta di molo che penetra in mare nemmeno si volesse staccare dal resto della terra. Lo percorri lentamente: è molto largo, più di un marciapiede, ma avere l’acqua che si muove dai due lati fa un effetto strano.

E’ la punta della città. Da qui il mare, l’orizzonte, la terra coltivata e, alle tue spalle, la città che apre le proprie ali attorno al porto. Sulla punta, un vecchio signore sta seduto assieme a un cagnolino che gli gira attorno. Guarda. Carezza. Guarda. Ecco, chissà chi è. Un vecchio pescatore, un ormeggiatore, un operaio del cantiere. Un capitano, un ammiraglio, uno che puliva le navi da crociera.

Sta lì, mentre il mare gli si muove attorno.

Una passeggiata al porto di Ancona è anche tutto questo.

Tutto quello che il mare e l’uomo si possono essere dati, e tolti.

Buona passeggiata a chi vorrà fare un’esperienza ricca di sale.


 

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