Il mare d’Agosto

Il mare d’agosto nelle Marche è quello di sabbia palme e passeggiate del sud della regione, quello disteso e ridanciano del confine con l’Emilia e, in mezzo, quello puntuto e scorbutico della riviera del Conero. Gli operatori ravvivano spiagge, hanno dipinto casotti, spazzato via i rami portati dal mare (tutto lui, porta e si riprende, qui, il mare), organizzato navette, bus, parcheggi. Il mare d’agosto è un lavoro di mesi. E’ come programmare ogni anno un immenso matrimonio.

Poi c’è chi si porta dietro il lavoro, i notebooks, l’iphone. Oppure un semplice libro. I più avanzati un ebook. Sui lettini, sulle sdraio, di tra i sassi o con la sabbia che entra fra le dita dei piedi e poi in camera e in bagno si fa sempre un gran casino, non capisci mai come ci sia finita tutta quella sabbia nelle tasche dei calzoni.

D’agosto il mare è anche qui bambini, famiglie, borse frigo, o ombrelloni a pagamento, cabine deluxe, la pizza molle che se la mangiassi altrove ti farebbe schifo ma qui, con il sale sulle labbra…

Ad agosto le colline delle Marche si piegano tutte per assaggiare il mare, come Barbapapà che allunghino la testa sino a bere. Ci si bagna un po’ tutti, contenti. Poi si cena con un frittino dell’adriatico, due moscioli, che sono le cozze della riviera del Conero ma guai a chiamarle cozze e basta, queste sono selvatiche, veraci, ci cresce il mare dentro.

Il mare d’agosto andrà avanti per un po’, fino a settembre, come un amico che non voglia andarsene di casa, come uno dei parenti che incontri in questo mese soleggiato e poi è un peccato se ne vada già, resta ancora dai, qualche giorno, ci si rilassa assieme.Se si è fortunati, il mare delle Marche lo si gode proprio in questo breve tempo di settembre.

Poi gli operatori sistemeranno, smonteranno, staccheranno tubi, disdiranno contratti, spazzeranno moli, rovesceranno tavoli l’uno sull’altro. Chiuderanno porte con le assi, barche a pancia in giù, strada libera alle onde.

Il mare è un gran teatro, quando il sipario è chiuso decine di persone dentro sono al lavoro. Poi, si apre. E di nuovo, di nuovo, di nuovo.Non smette mai d’essere nuovo.

 


Nostalgia Canaglia

Bene. Così devo andare a fare un giro sulla Riviera del Conero e poi a Camerino. infine a San Benedetto e poi ritorno. Queste sono le ultime tappe del mio giro. Bene, molto bene. Devo incontrare ancora parecchie persone da intervistare: le loro parole finiranno qui anche dopo il mio ritorno, ovvio.

Parto in quarta e in un battibaleno solo alla riviera del conero. cerco disperatamente di non pensare al fatto che questa sera, a Milano, suonano i Lamb e mi ero ripromessa di andarci. Mi consolo pensando che il 10 ottobre a Senigallia ci sarà quel fenomeno di Swayzak e questo conferma che non tutto è perduto nella scena notturna marchigiana.

Sì perché si potrebbe parlare anche un po’ della scena notturna marchigiana, volendo. Tanto per fare due chiacchiere mentre raggiungo Sirolo. Perché ho detto, ed è vero, che in questa zona è pieno di artisti, musicisti, dj davvero bravi, ma in generale la scena è… un pochino deprimente, ammettiamolo.

D’estate è pieno di concerti belli, sì. Ma il resto dell’anno… e poi anche d’estate, fino a qualche anno fa gli spettacoli erano di un altro livello: c’era un festival organizzato da Battiato (gente come Lou Reed, David Byrne, Laurie Anderson, Einsturzendeneubauten, e tanti altri, come Skin che ha suonato a Jesi) che non c’è più, ad esempio.

Vabè, lasciamo stare. Io non so voi, ma per quel che mi viene in mente i posti decenti dove andare sono troppo pochi ancora. Ma sarei contenta di essere smentita :-)

Detto ciò, eccomi a Sirolo. Il tempo non è esattamente uno splendore. Ormai è autunno, ed era ora. Il mare non è particolarmente agitato ma il vento batte sui pini che si rovesciano verso le spiagge sassose. Il paesello, come prevedibile, è praticamente smobilitato dopo l’estate. Per questo mi piace e faccio un giro in centro, ovvero nella piazzetta con i bar in mezzo, i ristoranti da un lato e la terrazza panoramica dall’altro. Una cartolina.

Qui attorno ci sono delle ville da spavento. Ci venni una volta con un… beh, lasciamo stare.

Mi ricordo quando ero piccola e con la mia famiglia venivamo qui vicino al mare: andavamo a Numana, perché ha la spiaggia più adatta ai bambini, con la sabbia e i servizi necessari, mentre quelle di Sirolo sono rocciose, piene di sassi che i bambini inciampano cascano e si lamentano e poi, a quei tempi, erano piene di “gente tutta nuda”.

spiagge di Conero

spiagge di Conero

A Numana, che praticamente è attaccata a Sirolo, si passeggiava il pomeriggio, ci si appoggiava al balcone da cui si vedeva il mare, si prendeva il eglato da Morelli, la gelateria in piazza che ancora fa faville, mi dicono. E la sera, udite udite, si andava al cinema della parrocchia!

Quanto tempo.

Però qui non è cambiato molto: queste cittadine di mare non è che siano esempi di dinamicità. Anzi: da qualche tempo vanno di moda i B&B e le sistemazioni rustiche, perciò se possibile si torna indietro, altro che rimodernare. Solo, fuori dalle case con le stanze in affitto (Zimmer Frei) a volte c’è scritto Free Wi-Fi.

vista di sirolo

vista di sirolo

Mi è venuta nostalgia, sarà tutto questo girare da sola. Perciò faccio un saluto a Sirolo, esco dalla porta spalancata nelle mura e proseguo a piedi fino a Numana: quando a uno viene nostalgia, va a piedi, altrimenti che nostalgia è? Troppo comodo abbandonarsi ai ricordi in automobile, no?

Numana è identica ad allora. E’ cambiato qualche negozio e c’è una pizzeria che non ricordo, ma sostanzialmente è la stessa. Bella o brutta non lo so: non sono la persona giusta, con tutte le estati che ho passato qui da bambina. Però, questo posso dirlo, ci si stava bene. Si giocava con la sabbia, e a gruppi di piccoli teppisti si risaliva nel piccolo centro dopo il bagno e si finiva sempre per giocare ai giardinetti, in cima al colle, da dove la vista è mozzafiato. Sono incredibili questi posti di mare. E’ come Ritorno al Futuro. Se fossi piombata qui a bordo di una DeLorean DMC-12 truccata da Doc Emmett Lathrop Brown avrei avuto le stesse identiche sensazioni.

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E chissà se sarei voluta tornare indietro. Anche gli odori sembrano gli stessi, il sale del mare che arriva fino alla piazzetta e quel lieve sentore di dolciumi dalla gelateria, ma soprattutto la gomma e la plastica dei gommoni e dei palloni dei negozi per turisti e delle tabaccherie-venditutto… sì, chissà se avrei accettato di tornare indietro…

Ciau Kyria


 

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