Scivolando giù

Questa mattina mi sono svegliata con la canzone qui sopra in testa e ho ottenuto da Mirko il permesso di ascoltarla.

Da Rovinj, che ha un’atmosfera difficile da lasciare, ci spostiamo verso sud: la meta del prossimo spostamento è Zadar, ovvero una città industriale, con un grande cantiere, dove attraccano decine di traghetti al giorno.

Ma, dicono, anche una città ricca di fascino.

A Pula abbiamo mangiato nel miglior ristorante di Croazia, almeno secondo le guide, scoprendo che la cucina, qui può essere molto fantasiosa: sinceramente, mi aspettavo grigliate di pesce sulla spiaggia e pseudo-gulasch all’interno, ma sono stata smentita.

gazebo del ristorante

gazebo del ristorante

Ci allontaniamo a malincuore dalla penisola in cui ci eravamo rifugiati , come entrassimo in continente, e un poco è vero. Ma ci aspetta forse la parte più affascinante del viaggio, anche se meno “veneziana“.

Siamo per strada da un po': attraversiamo piccole e grandi località, tutte abbastanza turistiche. Le piccole case in pietra si alternano a alberghi di dimensioni considerevoli, però bisogna dire una cosa: qui gli alberghi li sanno nascondere. Certo, le terre sono meno coltivate e c’è una vegetazione particolarmente ricca e libera di crescere, ma ci si applicano. Sono mastodontici, a volte, eppure se ne vedono solo piccoli riquadri tra le foglie, come fossero templi incaici.

Rovinj - Hotel Eden 2

Di sicuro ci sono eccezioni, ma la maggior parte di quelli che abbiamo incontrato sinora sono così. Per quel che ci riguarda, a Rovinj non eravamo in un grande albergo, ma in una piccola pensione molto più adatta alla città come si mostra in settembre… molto più in stile piccola Venezia

Lungo la strada ci assicuriamo di aver preso la svolta giusta chiedendo a un signore sui 60 che vende formaggi da uno stand improvvisato.

– Zadar Zadar – gli fa Mirko e quello annuisce con la testa e ci mostra la via con il braccio. Cerca poi di venderci una forma di formaggio, che dice venire dall’isola di Pag. Pag è una delle nostre mete, e sinceramente non vedo l’ora di arrivarci: solo le foto mi hanno incuriosito.

Pag alberi

Ci lasciamo il venditore di formaggi alle spalle ed entriamo in strade più trafficate: penso, a volte, alla guerra che si è svolta in queste terre e a quanto da allora, da pochi anni, le cose siano cambiate. Le risorse dell’essere umano sono tante, quasi quante le sue stupidaggini.

Mirko si stufa di Capossela.

– Questa è molto più On The Road – mi fa

Io chiudo il computer e lascio andare lo sguardo al di là del finestrino, dove all’orizzonte il mare appare e scompare dietro cime addormentate.

A tra poco

Edy


Lucido Mare

Abbiamo passato una bella sera a Rovinj. Insomma, la città è adatta per un drink e tante confidenze amichevoli, così abbiamo parlato sino a tardi senza accorgerci dell’ora. Il cameriere ha continuato a servirci ad un tavolo all’aperto, e noi ci siamo fatti servire. Faceva fresco, ma l’aria era piacevole sulle spalle. Per quanto siamo amici da tanto, con Mirko erano anni che non parlavamo così a lungo. Ci sono luoghi che stimolano l’intimità e la confidenza.

strada rovinj

strada rovinj

Al mattino avremmo dovuto prendere una barca per le isole Brjoni, che dicono essere molto particolari, oltre che belle. Ma il tempo non mi convinceva e, nonostante le rassicurazioni di Mirko, alla fine ho vinto io e siamo andati a Pula prima del previsto.

Al confronto con Rovinj, Pula mi sembra subito più signorile, non saprei come dire meglio. Certo, credo che per goderla davvero sia preferibile arrivarci in piena stagione estiva: allora, mi dicono, il bel centro storico e i resti romani possono essere accompagnati da mattinate in spiaggia. Oggi alla costa andiamo a dare un’occhiata, è rocciosa e cade in acqua con decisione, ma le spiagge sono abbastanza ampie da diventare sedi di feste lunghe notti intere.

– Qui d’estate si balla forte – ci dice un ragazzo smilzo, che da un gradino fissa il mare accanto a noi.

Ma non credo sia la vita notturna, per quanto intensa, a rendere attraente Pola. No, immagino che l’effetto più intrigante lo faccia il centro: l’anfiteatro luminoso sboccia da un lato, simile a un carciofo bianco. E’ bellissimo, e sembra nuovo, una copia realizzata dal Canova… un manufatto da portarsi a casa, manca solo la neve :-)

anfiteatro pula

anfiteatro pula

Le strade del centro sono levigate dall’usura e lucide e l’atmosfera è strana. Ci fermiamo in un bar della piazza principale a prendere un thè studiando una piantina che indica i resti romani, i musei archeologici ed i ristoranti più alla moda, i bar i negozi e, insomma, qualunque cosa…

– Ma dove hai preso sta cartina?

– In un negozio là, dietro l’angolo

Mi adatto. La giro un paio di volte per scegliere la direzione.

– Che c’è da vedere qui? – chiede Mirko. Lui preferirebbe sempre girare a zonzo ed entrare nei luoghi che più lo ispirano. E’ una buona filosofia, ma quando insiste troppo gli ricordo quella volta che a Madrid stette 4 giorni senza mai incrociare il Prado.

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souvenir romani :-)

– Museo di statue nel tempio di Augusto, direi. E ci sono mosaici antichi lungo quella strada – indico – se ho capito bene.

L’anfiteatro è circondato da un verde discreto, che hanno abbellito con file di fiori colorati. Non ne ha bisogno, ma è un quadretto tenero, che mostra quanto ci tengano al loro monumento. C’è tanto in realtà da vedere e ogni angolo di strada è un pezzo di storia: se Rovinj era tutta Venezia, Pula è più ibrida e più antica e si vanta parecchio delle origini romane. Ogni tanto, tra mura in pietre grosse, spunta un albero asciutto, o un fazzoletto di prato arrossato dal sole e coperto da strisce di sassi. Somiglia, volendo, proprio a quei quartieri di Venezia che più si avvicinano al resto d’Italia incudendo in una piazza resti antichi, cenni di classicismo e atmosfera d’oriente.

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Le case sono tutte abbracciate tra loro, i tetti sembrano toccarsi e da questo groviglio se ne escono all’improvviso strade romane e archi pallidi, monumenti tenuti con una cura che non siamo soliti incontrare in Italia, perché qui sanno quanto siano essenziali per il turismo, probabilmente. Il mare bello lo hanno tutte: ma archi mosaici e anfiteatro no ;-)

Purtroppo, Mirko ha una passione per le colonne antiche, si ferma, le osserva da vicino come fosse un entomologo a caccia e le sfiora con la mano guardandosi poi le dita come vi rimanessero brillantini sopra.

– Hai fatto? – lo richiamo come si fa con un bambino. Questa vacanza, per ora, ha rinforzato la nostra amicizia: i luoghi in cui giriamo a zonzo hanno una quiete dentro che ci rimbalziamo a vicenda, trovandoci bene. Mi sorride e procediamo verso il kastel, in cima ad una lunga gradinata.

Edy


Mare Sereno

Siamo in piena area di influenza veneziana, e si sente. Se la strada principale percorsa dai pedoni e dai turisti è piuttosto moderna, basta infilarsi in una delle traverse di Rovinj per perdersi in un dedalo di vie e viuzze che ricordano davvero da vicino certi quartieri di Venezia. Lo adoro. Anche Mirko. Abbiamo la passione per i gatti randagi sugli scalini, per le finestre spalancate di cucine e corridoio, per i panni stesi sulla strada.

ciottolato

Siamo arrivati ieri e dopo esserci sistemati in albergo abbiamo passato la sera in giro. Mirko mi ha detto che in realtà

– Lo spritz l’hanno inventato qui

ma mi è parso meno buono che a Trieste. Nonostante siamo fuori stagione, passeggiando sul lungomare abbiamo incontrato diversi posti affollati, e in giro non manca la gente. Ma il meglio è sempre dietro l’angolo, in una piccola piazza alla veneziana, o in un vicolo con piante alle finestre.

Molte case sono malandate, in questi vicoli, come d’altronde accade a Venezia stessa, dove quel che conta è la facciata sul canale… ma anche qui è il fascino, nelle sedie fuori dalle porte e nelle finestre in legno vivo.


Il mattino successivo Mirko ha proposto di dare uno sguardo al mare. Rovinj è famosa per il mare: ha 13 isole attorno, ognuna con le sue spiagge, e ha anche un’attrazione particolare, un relitto tedesco.

Baron_Gautsch

E’ incredibile come a così breve distanza dall’Italia questo mare sia diverso: ha riflessi scuri, quasi violacei, e tradisce la profondità, non so come dire. Ora che sto scrivendo non mi vengono le parole.

– Mirko, come posso dire che il mare è diverso, qui. Che ha?

E’ più mare – fa lui, caustico, leccando un gelato… ok. Più Mare.

Continuiamo a passeggiare. Mi aspettavo qualcosa in più da visitare, qui, invece la cosa migliore è girare a vuoto, tra una calle e un negozietto, un bar e una chiesa barocca.

– La maggior parte della gente viene per le escursioni in mare o in collina – sintetizza Mirko leggendo la sua guida.

La città, però, è splendida. E’ buffo vedere questa appendice di Venezia di fronte a un mare tanto diverso dal nostro. Uno immagina sia una messinscena, invece in queste terre la Serenissima ha lasciato tanto, e tanto ha preso: chi ha mai sentito parlare di rinascimento croato, siamo sinceri. E invece, basta guardarsi attorno per capire quanto i centri fossero vivi, e avanzati, attivi e ricchi d’arte. E io che mi aspettavo sono belle spiagge nell’aria di settembre, fondali marini e magari, chissà, delfini.

– Dobbiamo prendere una barca – dice Mirko – vederla dal mare. Tutte le città di questo tipo dovrebbero essere viste dal Mare, sono state costruite così per questo

Ha ragione

rovinj dal mare

Tra poco andremo a pranzo in una trattoria che fa grigliate di pesce, poi nel pomeriggio visiteremo Pula

Edy


 

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