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	<title>Viaggiare Terra e Mare &#187; scultura</title>
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	<description>Il Viaggio tra Terra e Mare</description>
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		<title>Rinascimento Dalmata</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Sep 2009 09:03:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Edy Sedgwick</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Pag è un&#8217;isola molto lunga e l&#8217;abbiamo percorsa cullati dal vento sino ad arrivare a Novalja, il centro più turistico, a nord. Dopo un giro per la spiaggia famosa per le feste (vedi il video del mio ultimo post) in cui impazza ogni minuto la musica house e commerciale, siamo tornati indietro zigzagando tra pecore, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Pag </strong>è un&#8217;isola molto lunga e l&#8217;abbiamo percorsa cullati dal vento sino ad arrivare a <strong>Novalja</strong>, il centro più turistico, a nord. Dopo un giro per la spiaggia famosa per le feste (<strong>vedi il video</strong> del mio ultimo post) in cui impazza ogni minuto la musica house e commerciale, siamo tornati indietro zigzagando tra pecore, muriccioli e sostando alla città di <strong>Pag</strong>, che meritava.E&#8217; una cittadina quattrocentesca con spiagge di ghiaia che si affacciano su una baia piccola, la stessa del porticciolo. I <strong>vicoli </strong>del centro, lastricati, si aprono su chiese rinascimentali o proseguono silenziosi sino a sbucare in mare.</p>
<div id="attachment_537" class="wp-caption alignnone" style="width: 358px"><img class="size-full wp-image-537" title="santa maria" src="http://www.viaggiareterraemare.it/wp-content/uploads/2009/09/424px-Pag_-_basilica_di_s.marjia.jpg" alt="santa maria a Pag" width="348" height="493" /><p class="wp-caption-text">santa maria a Pag</p></div>
<p>Infine abbiamo riattraversato il ponte ed eravamo di nuovo a <strong>Zadar</strong>, in tempo per una escursione pomeridiana.</p>
<p>- Andiamo a <strong>Sebenico </strong>- ha detto <strong>Mirko </strong>- a vedere la cattedrale, una gita veloce: dicono ci sia solo quella da vedere.</p>
<p>Ed eccoci qui. Devo fare un paio di precisazioni: anzitutto, anche se ci fosse solo questa da vedere, sarebbe sufficiente. Sappiamo tutti che esistono luoghi, architetture dell&#8217;uomo, che da soli meritano un viaggio. Ad esempio, se la <strong>Sagrada Familia di Gaudì</strong> anziché a <strong>Barcellona </strong>fosse a Cinisello Balsamo, non meriterebbe ugualmente una vacanza?</p>
<div id="attachment_538" class="wp-caption alignnone" style="width: 293px"><img class="size-full wp-image-538" title="sagrada" src="http://www.viaggiareterraemare.it/wp-content/uploads/2009/09/sagrada.jpg" alt="esempio stupido, ok" width="283" height="376" /><p class="wp-caption-text">esempio stupido, ok</p></div>
<p>- Ma che stai dicendo? La Sagrada Familia non potrebbe mai essere a <strong>Cinisello</strong></p>
<p>- Lo so, stupido, era per fare un esempio</p>
<p>- Ma che esempio è? Il <strong>Colosseo </strong>mica può stare a <strong>Parigi</strong>!</p>
<p>- Lo so, era per&#8230; ah, lascia stare, maledetto polemico</p>
<p>Ridiamo. A Mirko piace sbirciare da dietro le mie spalle quel che scrivo, e a me piace che lo faccia.</p>
<p>Dicevo che questa cattedrale da sola merita una visita. ma volevo anche dire che non è affatto vero che <strong>Sibenik </strong>sia tutta qui: a me è sembrata subito una città di grande fascino, così radente il mare.</p>
<div id="attachment_539" class="wp-caption alignnone" style="width: 432px"><img class="size-full wp-image-539" title="sebenico" src="http://www.viaggiareterraemare.it/wp-content/uploads/2009/09/sebenico.jpg" alt="dall'alto" width="422" height="275" /><p class="wp-caption-text">dall&#39;alto</p></div>
<p>Le strade sembrano disegnate per lasciar filtrare il vento senza traumi e la cattedrale ha una posizione così particolare&#8230; ci si arriva da una fila di palazzi luminosi e proprio a un passo sta il <strong>mare </strong>blu. E&#8217; estremamente suggestiva.</p>
<p>Dovrei dire, ora, <strong>perché </strong>questa chiesa merita una visita.</p>
<p>E&#8217; <strong>la più grande chiesa</strong> al mondo interamente costruita in pietra: senza legno o mattoni a sostegno. Una di quelle curiosità che fa impazzire <strong>Mirko</strong>, il quale ha sempre avuto la passione per le torri più alte, le piazze più larghe, i buchi più profondi, gli alberi più vecchi. Ci sono <strong>uomini </strong>così, ma non ho mai conosciuta donne tanto attratte dai primati: dà da pensare <img src='http://www.viaggiareterraemare.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>E&#8217; patrimonio dell&#8217;<strong>Unesco</strong> dal 2000.</p>
<div id="attachment_540" class="wp-caption alignnone" style="width: 360px"><img class="size-full wp-image-540" title="sdbenico2" src="http://www.viaggiareterraemare.it/wp-content/uploads/2009/09/sdbenico2.jpg" alt="testa" width="350" height="263" /><p class="wp-caption-text">testa</p></div>
<p>L&#8217;architetto è <strong>Giorgio Orsini</strong>, un dalmata che ha girato molto anche in Italia, a <strong>Venezia</strong>, <strong>Ancona </strong>e altri centri dell&#8217;adriatico, e ha lasciato sculture e facciate di palazzi che, per dirla con la guida, &#8220;<em>testimoniano il cruciale passaggio dal gotico al rinascimento</em>&#8220;. A parte la luce che riflette sulla pietra e il rumore del mare qui di fianco, quello che mi colpisce è il <strong>rapporto tra la scultura e l&#8217;architettura</strong>, che sono unite indissolubilmente, come plasmate da una sola mano. Impressionante è la fila di 71 teste scolpite all&#8217;esterno della chiesa: sono di un realismo sorprendente&#8230;</p>
<div id="attachment_541" class="wp-caption alignnone" style="width: 425px"><img class="size-full wp-image-541" title="teste" src="http://www.viaggiareterraemare.it/wp-content/uploads/2009/09/BA059_sibenik.jpg" alt="teste" width="415" height="277" /><p class="wp-caption-text">teste</p></div>
<p>- bella eh? &#8211; mi fa una signora in piedi accanto a me in inglese. E&#8217; un&#8217;insegnante di <strong>Brighton</strong>, è qui per studiare il <strong>Rinascimento della Dalmazia</strong>. Ci spiega che questa è stata una terre artisticamente più attive e fertili nel Rinascimento, ma purtroppo, fatta eccezione per i capolavori, è ancora molto da studiare.</p>
<p>- Ha avuto una <strong>storia difficile</strong> &#8211; intervengo, per giustificare l&#8217;assenza della Croazia dai libri di storia dell&#8217;arte.</p>
<p>- Molto difficile. Ma come vede, è una terra forte, e <strong>testarda</strong>.</p>
<p>La invitiamo a prendere un caffè.</p>
<p>Edy</p>
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		<title>Il Castello Recuperato</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Sep 2009 16:41:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Barone Rampante</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sempre Verde]]></category>
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		<description><![CDATA[Scritto da me, che mi faccio chiamare Barone Rampante, un titolo del genere forse è un po&#8217; troppo calviniano, lo ammetto. Ma non ce ne sono di migliori: sto procedendo molto lentamente verso la Rocca di San Leo, zigzagando, fermandomi nei bar e anche concedendomi qualche passeggiata. - Potete fare quello che vi pare &#8211; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-253" title="pietrarubbia" src="http://www.viaggiareterraemare.it/wp-content/uploads/2009/09/pietrarubbia41.jpg" alt="pietrarubbia" width="339" height="231" /></p>
<p>Scritto da me, che mi faccio chiamare Barone Rampante, un titolo del genere forse è un po&#8217; troppo calviniano, lo ammetto. Ma non ce ne sono di migliori: sto procedendo molto lentamente <strong>verso la Rocca di San Leo</strong>, zigzagando, fermandomi nei bar e anche concedendomi qualche passeggiata.</p>
<p>- Potete fare quello che vi pare &#8211; hanno detto, no?</p>
<p>Per ora sono di stanza in un agriturismo della zona: un posto  carino, con pareti di pietra e travi a vista. E&#8217; zigzagando che finisco a <strong>Pietrarubbia</strong>,<strong> il castello recuperato</strong>. Non saprei come altro definirlo: Pietrarubbia è un comune ma, se andate a vedere su Wikipedia (io l&#8217;ho fatto, come sempre) è un &#8220;comune sparso&#8221;. Che come definizione fa abbastanza ridere, e potrebbe andare di diritto anch&#8217;essa nelle pagine di un romanzo di <strong>Calvino</strong>. Cos&#8217;è un comune sparso? Ci si immagina che qualcuno abbia aperto la mano all&#8217;improvviso e sventagliato in terra, come tanti semi, edifici, fabbriche, negozi e cittadini: ecco, il comune sparso.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-254" title="pietrarubbia2" src="http://www.viaggiareterraemare.it/wp-content/uploads/2009/09/pietrarubbia.jpg" alt="pietrarubbia2" width="450" height="313" /></p>
<p>Ma, si sa, molto spesso i termini giuridici e geografici sono buffi. Perciò, <strong>non sottilizziamo</strong>.</p>
<p>Pietrarubbia era un castello importante, ai tempi dei <strong>guelfi e dei ghibellini</strong>. Poi, pian piano di queste terre ci si disinteressò: un po&#8217; di ritocchi nel periodo rinascimentale, quando i Montefeltro rifecero tutti i loro castelli o quasi, e poco d&#8217;altro. <strong>Si</strong> <strong>spopolava</strong>: avete presente quando i borghi si spopolano&#8230; sembrano scivolare via, divenire una strada o, al massimo, un punto di riferimento sulla strada. Era, dunque, il Castello Abbandonato.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-255" title="guidone" src="http://www.viaggiareterraemare.it/wp-content/uploads/2009/09/guidone.jpg" alt="guidone" width="198" height="294" /></p>
<p>Vorrei foste qui: è un posto davvero affascinante, lo ammetto. Quando mi hanno indicato l&#8217;itinerario, ero contento di visitare il parco del <strong>Sasso Simone e Simoncello</strong> (dove mi trovo ora), ma anche un po&#8217; scettico nei confronti di alcune mete: Pietrarubbia, che posto è? mi chiesi.</p>
<p>E&#8217; un Castello Recuperato, ecco cos&#8217;è. Un comune sparso, d&#8217;accordo, ma nemmeno tanto sparso. Chiedo un paio di indicazioni per arrivarci, è un <strong>weekend</strong> di beltempo, incontro numerosi ciclisti sulla strada e parcheggio lontano, per farmela un po&#8217; a piedi.</p>
<p>A <strong>Pennabilli</strong>, molte delle cose buone si devono a <strong>Tonino Guerra</strong> (anche alcune delle meno belle, in effetti: non è che siano tutti capolavori); <strong>Pietrarubbia</strong>, invece, è il Castello di <strong>Arnaldo Pomodoro</strong>, lo scultore. Non amo Pomodoro: oddio, molti anni fa vidi una sua mostra ai <strong>Giardini del Belvedere di Firenze</strong> e, beh, era davvero spettacolare, mozzavano il fiato le sue opere affacciate sull&#8217;Arno. Ma non amo Pomodoro: la mia idea di scultura è un po&#8217; più &#8220;artigianale&#8221;&#8230; de gustibus&#8230; Però, Pomodoro ha fatto in modo che Pietrarubbia non si fondesse con la strada, non diventasse in Castello Abbandonato, non scomparisse dalle Mappe: ne ha sollecitato il restauro e ha fondato qui il <strong>TAM, il Centro per la Trattazione dei Metalli</strong>. A Pietrarubbia, si impara a diventare scultori.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-256" title="pomodoro" src="http://www.viaggiareterraemare.it/wp-content/uploads/2009/09/pomodoro.jpg" alt="pomodoro" width="490" height="525" /></p>
<p>E si capisce che l&#8217;arte c&#8217;entra in questo paese recuperato, strappato alle grinfie del tempo e della storia: sarebbe stato un peccato, visto che da queste parti è nato proprio <strong>Guido da Montefeltro</strong>, che di arte se ne intendeva, e non solo di guerre e intrighi. Tutto è molto curato, cammino lento, attraverso l&#8217;abitato (si fa per dire) piano, non entro da nessuna parte e ne esco, anzi, per piombare nel parco che circonda Pietrarubbia: è un continuo: <strong>natura-castello-natura e, nel mezzo, l&#8217;improvviso emergere della Scultura</strong>.</p>
<p>Lode ad Arnaldo Pomodoro, dunque, e non solo ai Montefeltro.</p>
<p>So Long, Barone Rampante</p>
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