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	<title>Viaggiare Terra e Mare &#187; staffolo</title>
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	<description>Il Viaggio tra Terra e Mare</description>
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		<title>Vino e Pittura</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Sep 2009 15:33:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Doctor Timo</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Dall&#8217;itinerario che ci hanno proposto, sono stati gli ultimi giorni in <strong>Vallesina</strong>. Forse mi sono lasciato andare ai sentimentalismi, e forse un po&#8217; è dovuto al vedere le mie due figlie piano piano abituarsi ad una vacanza inaspettata assieme ai genitori, e correre tranquille su <strong>strade di ghiaia</strong> molto simili a quelle che conobbero le mie ginocchia bambine.</p>
<p>Ma in fondo che importa? Il <strong>territorio</strong>, se è vero che dobbiamo raccontare il territorio, è anche questo continuo alternarsi di <strong>memorie </strong>e presente, o no?</p>
<div id="attachment_391" class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-391" title="vignetistaffolo" src="http://www.viaggiareterraemare.it/wp-content/uploads/2009/09/vignetistaffolo-300x212.jpg" alt="vigneti a staffolo" width="300" height="212" /><p class="wp-caption-text">vigneti a staffolo</p></div>
<p>Siamo stati dunque a <strong>Staffolo</strong>, e a <strong>Cupramontana</strong>: due paesi molto diversi, uniti dal minimo comune denominatore, il <strong>vino</strong>, e da una certa schiettezza degli abitanti. Di passaggio ci siamo recati a <strong>Poggio Cupro</strong>, dove le mie bambine non erano mai state e del quale si sono innamorate:  un piccolo labirinto in pietra con porticine bassissime e una serie di disordinati numeri civici. Questo è il paese di Poggio Cupro.</p>
<div id="attachment_392" class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-392" title="poggiocupro" src="http://www.viaggiareterraemare.it/wp-content/uploads/2009/09/poggiocupro-300x195.jpg" alt="poggio cupro" width="300" height="195" /><p class="wp-caption-text">poggio cupro</p></div>
<p><strong>Cupramontana</strong>, invece, a circa 600 metri di altezza, ha un clima secco e fresco e sembra girare a spirale attorno ad una <strong>piazza concentrica</strong> davvero strana. La maggior parte delle case risale al XX secolo, e non ci sono edifici di grandissimo pregio, fatta eccezione per alcuni palazzi proprio nella piazza. In uno c&#8217;è un&#8217;altra chicca che voglio mostrare alle mie figlie: il <strong>Museo delle Etichette del Vino</strong>.</p>
<p><span id="more-390"></span></p>
<div id="attachment_393" class="wp-caption alignleft" style="width: 232px"><img class="size-medium wp-image-393 " title="museoetichetta2" src="http://www.viaggiareterraemare.it/wp-content/uploads/2009/09/museoetichetta2-300x244.jpg" alt="museoetichetta2" width="222" height="180" /><p class="wp-caption-text">etichette di vino</p></div>
<p>Cupramontana è una città seria, che ruota attorno al <strong>bar Tabacchi </strong>della piazza (Tabaccò), il quale organizza sistemi per il superenalotto e nel famoso anno dello sciopero del monopolio aveva una scorta di Marlboro per tutta la provincia. Non lontano, i <strong>fratelli Roscinè</strong> preparano da decenni una deliziosa <strong>porchetta </strong>che, ahimé, consegnano a pochi affezionati avventori entro le sei e trenta del mattino&#8230; alle otto massimo è già finita.</p>
<div id="attachment_394" class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-394" title="piazzacupra" src="http://www.viaggiareterraemare.it/wp-content/uploads/2009/09/piazzacupra-300x200.jpg" alt="cupramontana" width="300" height="200" /><p class="wp-caption-text">cupramontana</p></div>
<p>Non è esattamente una città di chiacchieroni, ma se volete capire meglio che significa essere uno della Vallesina qui si può imparare molto. Poco sotto la piazza andiamo a visitare lo studio di Raul Batocco, <strong>un pittore di Cupramontana</strong>, un bravissimo pittore dal carattere roccioso. Non c&#8217;è, purtroppo, e mostro da una finestra i suoi quadri a mia figlia Martina:</p>
<p>- Ne abbiamo 2 simili a casa</p>
<p>- Sì Martina, sono dello stesso pittore</p>
<p>- E perché vive qui? Non mi sembra un posto adatto ad un pittore astratto</p>
<p>- Perché&#8230; perché&#8230;. ma non avevi passato da un po&#8217; l&#8217;età dei perché??</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-395" title="raul" src="http://www.viaggiareterraemare.it/wp-content/uploads/2009/09/raul.jpg" alt="raul" width="329" height="305" /></p>
<p>Ovvio che vive qui perché la gente che qui cresce diviene pian piano come questi borghi: cinti da mura, arroccati e diffidenti, e che ci va a fare poi, fuori? <strong>Al pittore di cui parlo</strong> ho ripetuto spesso, in passato, che la sua strada sarebbe stata altrove. Ma invano. &#8220;Vai tu&#8221; mi disse &#8220;che fai carabattole per le cucine. io faccio quadri, qui sto bene&#8221;&#8230; e nei suoi quadri c&#8217;è sempre il paesaggio di qua attorno&#8230;</p>
<p>Che bella gente qui. Passeggiamo in un centro più movimentato del solito: tra una settimana inizia la <strong>festa dell&#8217;uva</strong>, che qui è un rito pagano con tutti i crismi, i carrozzoni, i giochi, le cerimonie, le gare e, naturalmente, i fiumi di vino che scivolano nelle bocche della gente.Una volta ci portai un <strong>cliente americano</strong>, alla festa dell&#8217;Uva. L&#8217;anno dopo tornò con altri cinque dei suoi soci.</p>
<p>Però anche la festa dell&#8217;uva, lasciatemelo dire, si sta riempiendo di ragazzi di città che arrivano per il vino, ne bevono a litri e ripartono poi, a cavallo dei loro destrieri metallici da 130 all&#8217;ora su sentieri di campagna. Ho i brividi quando ci penso, e prego sempre che cambi qualcosa, e in fretta, perché guardo la piccola nuca di mia figlia e la voglio intera per un bel pezzo!</p>
<p>Beh, che pensieri <img src='http://www.viaggiareterraemare.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' />  L&#8217;ho detto che la Vallesina mi fa un <strong>effetto romantico</strong>, a tratti decadente.</p>
<p><img class="size-full wp-image-396 alignnone" title="portastaffolo" src="http://www.viaggiareterraemare.it/wp-content/uploads/2009/09/portastaffolo.jpg" alt="porta a staffolo" width="228" height="343" /></p>
<p><strong>Staffolo </strong>è diversa da Cupramontana, ci siamo stati prima di venire qui. Ci siamo affacciati dalla terrazza della piazza, dalla quale si gode un bel panorama su tutta la valle, il patchwork dell&#8217;esino. Ci sono grandi alberi da centro città, in piazza, ma il <strong>vero centro storico</strong> è oltre la porta antica: una lingua di strada da una porta all&#8217;altra, un centro tutto restaurato e davvero curato, forse addirittura troppo &#8220;museizzato&#8221;, nonostante la presenza d&#8217;una rinomata <strong>Macelleria </strong>al suo interno.</p>
<div id="attachment_397" class="wp-caption alignleft" style="width: 180px"><img class="size-full wp-image-397" title="murastaffolo" src="http://www.viaggiareterraemare.it/wp-content/uploads/2009/09/murastaffolo.jpg" alt="mura di staffolo" width="170" height="258" /><p class="wp-caption-text">mura di staffolo</p></div>
<p>I paesani si ritrovano fuori delle mura, al bar di Sante o a quello, più classico, dalla parte opposta della piazza, dove si gioca a carte senza sosta e la tv è la tipica grundig su mensole appese troppo in alto. Anche qui, <strong>il vino è padrone</strong>: il <strong>Museo del Vino</strong> è la cosa più interessante dei dintorni, per chi voglia capire meglio la storia e le particolarità di questo frutto della terra per cui da sempre si combattono guerre e stipulano accordi.</p>
<p>Noi rimaniamo fuori, le bambine non hanno voglia di visitare ancora una volta il Museo del Vino. Ci sediamo invece su una panchina verde, a ridosso delle mura, e per poco non mi addormento: era dopo il pranzo&#8230;.</p>
<p>- Papà, ma sei matto? Ti addormenti in piazza? Ma sei proprio vecchio!</p>
<p>Mi scuoto.</p>
<p>- Vecchio eh? Ora andiamo, andiamo a Cupra e alla festa del Vino, e vi faccio vedere io chi è vecchio.</p>
<p>Staffolo e Cupra sono cittadine diverse, attorno alle quali si contano le case nuove e quelle riadattate. <strong>Ultimamente </strong>alcuni ragazzi di città hanno sistemato delle case coloniche, e si sono messi a fare i contadini. Mi ricorda anni fa, quando a Staffolo arrivarono numerosi milanesi reduci dagli anni Settanta metropolitani. Ne vennero fuori <strong>belle idee</strong>, ristoranti che univano la tradizione della cucina alla voglia di natura di quei ragazzi, bar animati.</p>
<p>Sono ottimista: questi giovani hanno più voglia di noi di sentire il profumo dell&#8217;erba, e il <strong>tanfo dei maiali</strong>! Altro che automobili&#8230;</p>
<p>A presto, Dr. Timo</p>
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		<title>Colli e Lame</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Sep 2009 14:41:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Doctor Timo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ha un che di domestico, dicevo, la Valle Esina. Se ne è sempre stata così, per i fatti propri, a lavorare la terra prima e a trasformare i materiali poi, e non ha mai pensato di imbellettarsi. Somiglia alle donne che la abitano, tutte capaci di strappare i frutti ai campi, ma un po&#8217; imbranate [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ha un che di <strong>domestico</strong>, dicevo, la Valle Esina. Se ne è sempre stata così, per i fatti propri, a lavorare la terra prima e a trasformare i materiali poi, e non ha mai pensato di imbellettarsi. Somiglia alle <strong>donne </strong>che la abitano, tutte capaci di strappare i frutti ai campi, ma un po&#8217; imbranate col rossetto.</p>
<p><img class="alignnone size-medium wp-image-321" title="filottrano" src="http://www.viaggiareterraemare.it/wp-content/uploads/2009/09/filottrano-300x225.jpg" alt="filottrano" width="300" height="225" /></p>
<p>Negli ultimi anni un po&#8217; di <strong>cittadini </strong>hanno rilevato delle case coloniche, sostituendole con <strong>agriturismi </strong>curati e circondati da girasoli e viti. Niente di male: se ne vedono ogni tanto, passando per questi tornanti.</p>
<p>- Dove andiamo papà?</p>
<p>- A Staffolo.</p>
<p>- Da Lucio?</p>
<p>- No, non ci fermiamo. Andiamo in paese.</p>
<p><img class="alignnone size-medium wp-image-322" title="campi" src="http://www.viaggiareterraemare.it/wp-content/uploads/2009/09/campi-300x166.jpg" alt="campi" width="300" height="166" /></p>
<p>Però, io preferisco sempre l&#8217;aria domestica, gli elaborati marchingegni che qui i contadini inventano per dissetare i conigli, che non hanno niente da invidiare agli acquedotti degli architetti romani. Gli asciugamani lavati <strong>senza ammorbidente</strong>. E le <strong>zucche </strong>mangiate quando è tempo di zucche, che viene la nausea ma non si possono mica buttare.</p>
<p><strong>Lucio</strong>, a proposito, è un amico che produce del gran <strong>vino</strong>. Ha vinto dei premi e a mio parere, che lo seguo sin dall&#8217;inizio, in gran parte è suo il merito dei miglioramenti ottenuti dal verdicchio negli ultimi decenni. Il suo arrivo ha scombussolato le carte in tavolo.</p>
<p><img class="alignright size-medium wp-image-323" title="rosora" src="http://www.viaggiareterraemare.it/wp-content/uploads/2009/09/rosora-300x225.jpg" alt="rosora" width="300" height="225" /></p>
<p>La sua casa, e la sua terra, stanno a ridosso di una curva di tornante sulla via per <strong>Staffolo</strong>. Anni fa visitavo spesso la sua cantina: mi veniva incontro questo ragazzo grande e grosso, che sembrava uscito da un centro sociale metropolitano, con tanto di piercing e rasato. <strong>Ma era bravo</strong>: accidenti se era bravo. La moglie aveva ereditato quella terra e lui, dipendente delle poste, non vi aveva pensato su due volte:</p>
<p>- Andiamo a fare il vino &#8211; aveva detto. E così è stato.</p>
<p>Ad ogni modo, il vino qui è benedetto dalla <strong>terra dura e seghettata</strong>, segnata dalle Lame scoscese e da un vento prezioso. Lucio ne ha enfatizzato i profumi, ammorbidito il tocco ed ecco la sorpresa: il verdicchio aveva una sua bella nobiltà.</p>
<p><img class="alignnone size-medium wp-image-324" title="vegetazione" src="http://www.viaggiareterraemare.it/wp-content/uploads/2009/09/vegetazione-225x300.jpg" alt="vegetazione" width="249" height="330" /></p>
<p>Continuiamo a salire. La <strong>valle </strong>si apre e chiude ad ogni curva, come un ventaglio, mentre edifici di <strong>cooperative</strong>, allevamenti di ovini e trebbiatrici addormentate ci spingono verso il paese. Dall&#8217;alto, si scorge bene l&#8217;essenza di una terra che è frutto di <strong>patchwork </strong>collettivo: fazzoletti arati, coltivati, ripassati, educati, limati, un lavoro continuo, indefesso, contadino. Mi auguro sempre, venendo qui, che questa nuova evidenza del turismo, questa riscoperta bellezza della Valle, non insinui dubbi nei suoi abitanti, non li faccia divenire troppo commercianti. Ma poi, basta scambiare due chiacchiere con Sante al bar, o con Manlio al ristorante, per capire che <strong>non sarà così</strong>.</p>
<p>A presto, Dr. Timo</p>
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		<title>La valle</title>
		<link>http://www.viaggiareterraemare.it/2009/09/21/la-valle/</link>
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		<pubDate>Mon, 21 Sep 2009 08:09:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Doctor Timo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E&#8217; mattina, non sono ancora le 9. La nostra residenza temporanea si trova nelle colline attorno a Jesi, si gode un panorama di campi e di trattori fermi. Quando siamo tornati, ieri sera, ho chiesto ad un signore che si occupa del terreno qui accanto notizie sul suo trattore: non immaginavo fossero tanto costosi, e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; mattina, non sono ancora le 9. La nostra residenza temporanea si trova nelle <strong>colline attorno a Jesi</strong>, si gode un panorama di campi e di trattori fermi. Quando siamo tornati, ieri sera, ho chiesto ad un signore che si occupa del terreno qui accanto notizie sul suo <strong>trattore</strong>: non immaginavo fossero tanto costosi, e tanto evoluti sul piano dei comfort. Aria condizionata, sedili ergonomici, comandi semplificati. Il bello della <strong>tecnologia</strong>, per un lavoro duro. Dopo esserci salito, ho accettato il suo limoncello fatto in casa. La temperatura è ancora buona, e dopo il tramonto molti degli abitanti di queste <strong>piccole frazioni</strong> resta fuori a chiacchierare.</p>
<div id="attachment_270" class="wp-caption alignnone" style="width: 235px"><img class="size-medium wp-image-270" title="Vallesina" src="http://www.viaggiareterraemare.it/wp-content/uploads/2009/09/008-225x300.jpg" alt="In vallesina" width="225" height="300" /><p class="wp-caption-text">In vallesina</p></div>
<p>Stamattina le ragazze fanno colazione e io mi metto fuori a scrivere. A Jesi, ci siamo persi un pochino tra le vie strette dietro la <strong>Cattedrale </strong>e siamo arrivati ad un piccolo parco e alle Mura, dalle quali si gode di un panorama interessante. Non proprio bello, ma esaustivo, perché c&#8217;è la <strong>valle</strong>, punteggiata delle centinaia di piccole fabbriche che, qui, hanno sostituito i campi e anni fa hanno fatto gridare al <strong>miracolo economico marchigiano</strong>. Oggi certamente ridimensionato.</p>
<p>Oltre le fabbriche che s&#8217;irradiano da Jesi, oltre la foschia, si intuisce il <strong>disegno collinare della Valle</strong>: dossi morbidi, non tappeti erbosi come accade in Toscana, ad esempio. Se una collina fosse una perla, allora direi che in Toscana si passa il tempo a levigarla, mentre qui la si carezza con le mani callose; là si mette al collo in forma di collana, qui si tiene stretta nel pugno chiuso in tasca.</p>
<div id="attachment_271" class="wp-caption alignnone" style="width: 235px"><img class="size-medium wp-image-271" title="ripe" src="http://www.viaggiareterraemare.it/wp-content/uploads/2009/09/ripe-225x300.jpg" alt="ripe" width="225" height="300" /><p class="wp-caption-text">le Ripe</p></div>
<p>Non è un <strong>paesaggio</strong> sorprendentemente bello, quello della Valle Esina. Non compete con l&#8217;Umbria, tanto meno con la <strong>Toscana</strong>, questo va detto. E però, se mi sporgo da una finestra, o dal un terrazzo, o faccio una passeggiata assieme alle mie figlie, mi rimangio questo pensiero e resto ammirato da quel che corre tra gli abitanti di qui e la loro terra.</p>
<p>Ad esempio, seduto sul retro dell&#8217;abitazione del mio ospite ieri sera, ogni persona, zio o cugino, e animale, cane o gatto, e <strong>ogni cosa parlavano di terra</strong>: non di orto, come accade a casa mia, ma di terra dura, di raccolto, di fatica, di <strong>cucina </strong>fatta esclusivamente di terra locale. E la terra locale non è che faccia <strong>regali</strong>: il vino è duro e spigoloso, le erbe con cui si preparano i pranzi altrove sono considerate erbacce, come <strong>la ruta</strong>; sì, è una terra intrisa di fatica.</p>
<div id="attachment_272" class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-272" title="sanvicino" src="http://www.viaggiareterraemare.it/wp-content/uploads/2009/09/sanvicino-300x225.jpg" alt="san vicino e colline" width="300" height="225" /><p class="wp-caption-text">san vicino e colline</p></div>
<p>Di questa Valle <strong>Jesi </strong>è, come ho detto, una sorta di capitale: un <strong>crocevia di lavoratori</strong> che si disperdono ogni mattina nei vari borghi di campagna dove sorgono piccole e discrete imprese, ma anche un <strong>centro </strong>che pretende sempre più d&#8217;essere elevato a rango di città. Così, <strong>ne viene fuori un centro strano</strong>: mira all&#8217;alta borghesia pur essendo fatto essenzialmente di gran lavoratori. Ha <strong>negozi </strong>decisamente migliori rispetto a città più grandi delle Marche, ma si respira sempre aria di paese e resistono le drogherie dove puoi trovare tutto, dagli aghi al latte, dal <strong>Verdicchio </strong>al pane fresco. Gli scolari arrivano dalle <strong>frazioni circostanti</strong> in corriera come nei film di Pupi Avati, e lungo il corso negozi mettono in vetrina impianti <strong>Bang &amp; Olufsen</strong>.</p>
<p>E&#8217; la <strong>capitale di una Valle</strong> che sino a qualche anno fa non aveva nemmeno lontanamente pensato ad essere risorsa turistica: è questa, immagino, la cosa che la rende così piena di fascino. Ecco perché non somiglia a nessun altro mondo collinare che si vede nelle cartoline: è <strong>come un quadro</strong> di valore rimasto sempre dentro casa, mai valutato e mai finito nei Musei.</p>
<p>Scusate se mi sono lasciato andare con le metafore, ma ho sempre avuto un debole per questi posti e non è facile trasmettere <strong>certe sensazioni</strong>. Cercherò di essere meno enfatico nel prossimo post: ora prendo le mie figlie, che hanno finito colazione, e iniziamo un giro per i paesi qui attorno che, con un po&#8217; di arroganza, si chiamano Castelli&#8230;</p>
<p>C&#8217;è un po&#8217; di sole, non troppo.</p>
<p>- Dove ci porti adesso?</p>
<p>Hanno appena finito le <strong>meringhe </strong>che si sono portate qui da Jesi.</p>
<p>- Un po&#8217; per campi, e poi un ben giretto a Staffolo e Cupramontana. Va bene?</p>
<p>Mia moglie sospira: <strong>troppo vino</strong> da quelle parti. Ma le ragazze sembrano contente. Martina gioca col navigatore, che esce dal cassetto del cruscotto solo quando lei è in auto.</p>
<p>A presto, Dr. Timo</p>
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