Ogni cosa è verdeggiante

Siamo usciti da Trieste prendendola comoda, dopo aver fatto una passeggiata sui sentieri che avvolgono il carso aprendo gli occhi verso il mare. Passiamo per Muggia, che da località turistica fronteggiante Trieste si scopre calmo paese di mare e di colli. Da Muggia, la vista di Trieste è così particolare, sospesa tra un film di Ridley Scott e uno di Caraix. Tubi, Gru enormi, Paesaggi industriali ormai consumati e tutta la natura attorno.

trieste industriale

Abbiamo proseguito: Mirko guida calmo e traffica con l’autoradio. Sa che ho una passione per la musica italiana e per questo non la mette mai: è un amico. Sceglie invece improbabili pop da viaggio:

La Slovenia mi sorprende al finestrino: perché è subito così verde, con tanti alberi e pochi campi, e saliscendi in auto che aprono squarci di paesaggi incredibilmente folti. Sembra di penetrare una enorme parrucca di foglie: l’automobile è una mano.

Solo a un tratto si staglia Koper, città di periferie ingrigite, e grandi strade ancora incerte che fanno capire quanto sia un Paese in costruzione; ma sono isolotti, ci si immerge presto di nuovo nel verde.

“Che strano Paese, hai visto quanti pochi campi?”

Mirko annuisce, si volta e mi sorride: “La nazione più verde d’Europa”.

“Davvero?”

“Ma non hai studiato un po’ prima di partire?”

“No…”

Puntiamo verso il mare, in una specie di giro morbido, la corsa di un filo da cucito in mezzo al verde, mentre il tempo ci risparmia un’acquazzone.

slovenia

Edy


Terra di Confine

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Il fascino di Trieste è in quello che non è, nessuno può sentirla sua ed è questa la sua virtù, la sua pena e la sua forza: è una splendida single. Non è italiana, non è mitteleuropea, non è orientale, è Trieste. Le rocce carsiche la stringono, ma si libera in direzione del mare; il mare la minaccia, ma si ripara nell’abbraccio del carso. Il vento la fende. Profumi di caffè, di sale e di velluto.

Sono andata sul molo audace battuto dal vento, con solo acqua attorno e dietro le spalle la spettacolare piazza Unità d’Italia, con il Palazzo del Comune, le Assicurazioni ed i Caffè. Poi Mirko mi ha spinto a camminare parallelamente al mare, fino a un piccolo chiosco di gelati che dà sugli attracchi: ordiniamo due spritz, la bevanda più diffusa ed economica a Trieste, fatta eccezione per il caffè. Trieste è così: ti distrae con i palazzi bellissimi, ma è altrettanto ricca negli angoli nascosti.

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Possiamo fermarci solo un po': la nostra desitinazione è la Slovenia. Il tempo di passeggiare prima lungo il mare poi, fiaccati dal vento, all’interno, verso piazza Goldoni, l’appartamento che James Joyce non riusciva mai a pagare, i bar multietnici, le drogherie.

Poi, il tempo migliora e ripartiamo, ma non senza prima fare un salto sui sentieri di Rilke, in direzione di castelli e parchi, a picco sul mare.

Dobbiamo andare a Portorose, in fondo: la Slovenia è dietro l’angolo!

Edy


Sulla Strada

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Eccomi. Non sono così tecnologica, e scrivere al computer mentre sono in auto (non sto guidando!) mi fa un effetto strano. Non sono sola in questo viaggio: il mio amico Mirko ha deciso di accompagnarmi, beato lui che non ha problemi di lavoro al momento (è lui che guida). Andremo fino in Slovenia in auto: sta pioggerellando fino, il clima è particolare per una partenza ed ogni mossa che facciamo ci sembra ancora di vivere un film. Mirko vuole passare per Trieste e fermarsi “a prendere un caffè”. Ho accettato, perché Trieste è una città che ho nel cuore, ed è bellissima. “Magari invece del caffè faremo uno spritz” ha detto Mirko. “O una passeggiata” ho sorriso io. Sorpassiamo un camion, mi spavento e chiudo il computer.

Edy


 

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