Piano piano (mica tanto)

Piano Piano si ritorna verso casa… mica tanto piano piano… bella sorpresa mi hanno giocato, proprio nei giorni finali, gli organizzatori di questo viaggio mi hanno giocato un bello scherzo…

– La sua prenotazione per il rafting è a posto.

Rafting?

Insomma, mi hanno infilato una tuta in neoprene e dato forti pacche sulle spalle mentre mi coricavo letteralmente su un gommone che a me sembrava gigantesco, viste le dimensioni del fiume infilato in mezzo al monte. Eravamo in 4 sul gommone: lo skipper ha personalmente controllato i nostri caschi, mentre gli altri due passeggeri mi guardavno eccitati e sicuri di sé. Evidentemente, ero il solo a non aspettarmi di dover affrontare un fiume e le sue dighe e cascatelle a bordo di un gommone, oggi.

Il fiume è lo Zrmanja: una sorta di strada limpidissima e silenziosa che scivola come un innocuo serpente tra le pendici del monte. In quasi tutti i suoi tratti è calmo, placido e vien voglia di addormentarsi su un battello mentre la corrente svolge il suo compito di guida. In quasi tutti, ho detto.

zrmanja

Dove hanno organizzato il percorso di rafting la cosa è un po’ più movimentata ma, per quello che mi aspettavo e che temevo, alla fine non è così pauroso. Ho visto traversate in gommone ben più deliranti… questa posso farla anche io, che non sono certo un esperto. Me lo confermano le coppie di rafters seguite a distanza dagli skipper.

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Qui l’acqua non dà mai l’impressione di poterti fare male. Questo non significa che l’adrenalina non mi sia salita tanto da darmi l’affanno alla fine del percorso, e le braccia mi hanno fatto male per il resto della giornata: sono fuori allentamento, effettivamente, o forse sto semplicemente invecchiando. Il gommone con noi 4 sopra ha avuto più di un sobbalzo e onestamente credo che se fossi stato su una canoa mi sarei rovesciato un migliaio di volte. Ma chi ha fatto almeno una volta rafting, sa cosa significa stare a contatto diretto con l’acqua e le rocce sotto la superficie: la pianta del gommone è come quella di certe scarpe così sottili ed anatomiche che ti sembra di camminare a piedi nudi. L’imbarcazione si piega come un modellino di plastilina colorato, lasciando all’improvviso parti del tuo corpo scoperte di fronte alle onde schiumose.

cascata

Il problema non è la paura di cadere o rovesciarsi: il tizio che ci guida sa il fatto suo e, modestamente, anche noi teniamo dietro al suo ritmo. Il problema è che inizia a fare freddo e forse chi mi ha organizzato questa sorpresa avrebbe dovuto pensare che giugno è ormai lontano: sono tutto bagnato e probabilmente prenderò un malanno. Ma ne è valsa la pena, in fondo. Persino la voce mi è andata via, ho strillato come una ragazzina di America Graffiti sulle montagne russe!

Avevo sentito parlare delle vacanze attive in Croazia: mi ero sempre concentrato sul trekking, ma venendo qui ho scoperto che si può fare praticamente tutto tra i canyon dei monti e lungo i tornanti. In effetti, a parte i brividi di freddo che ancora ho addosso e una certa stanchezza (calo di adrenalina si chiama, se non sbaglio) è stato divertente… e anche una maniera particolare di concludere questo viaggio tra due sponde dell’adriatico: oggi si inizia la breve via del ritorno :-(

Come ha scritto sulla sua pagina di facebook stamattina la mia “collega” Edy: quando si torna due nostalgie si sposano: quella per l’altrove e quella per la casa.



Laghi e Monti

Andarsene da Plitvice non è semplice. Avevo trovato una buona sistemazione e non sono del tutto convinto che non avrei trovato qualche lavoretto da fare: aggiustare una staccionata, controllare la profondità di uno stagno come fece in Walden Thoreau, dare una mano a gettare la spazzatura. Ci ho pensato seriamente, in qualche mese sarei forse riuscito a farmi la doccia sotto una di queste cascate, e il resto della mia vita sarebbe filata liscia. All’inizio, per avere una somma decente, avrei potuto anche vendere il computer, no?

plit

Purtroppo, per ora il mio senso del dovere si impone su scelte del genere e dopo aver controllato le mie prossime mete, mi accorgo che devo andare in altri parchi, il Paklenica (parco nazionale), che comprende parte del monte Velebit e il Velebit (parco naturale), che racchiude la parte restante. Sono curioso, è vero, ma questi laghi ancora un po’ mi trattengono, mi siedo sui ponticelli in legno, fisso il fondo colorato, ascolto le cascate e cascatelle.

Poi, naturalmente, vado.

i parchi più importanti, ma non tutti

i parchi più importanti, ma non tutti

La qualità e quantità di bellezze naturali di questo piccolo paese è francamente impressionante. Non lo dico per piaggeria, adulazione o perché chi sponsorizza questo blog organizza viaggi in Croazia: non sono proprio il tipo. Lo dico perché è vero. Accidenti, proteggono i loro parchi dalla fine dell’Ottocento, quando noi iniziavamo con gli abusi edilizi, pressapoco… e hanno capito molto prima di noi quanto sia importante conservarli, curarli, ascoltarli.

Velelebit

Il Velebit, poi, è un monte sacro, come l’olimpo per i greci. Non è che sia molto alto, si aggira attorno ai 2000, ma per un monte, non conta solo l’altezza: quando si tratta di rocce carsiche, anzi, l’altezza è del tutto illusoria. Voi potete salire, aggrapparvi, scalare, sudare, andare in affanno e superare rocce enormi per trovarvi infine sulla cima di un picco e scoprire che siete, che so, a 500 metri di altezza… il carso fa questo effetto: è una montagna vera anche appena sopra il livello del mare. E non è un caso, infatti, se è adorato dagli arrampicatori: ha pareti bellissime e inquietanti, rugose, verticali, vere sfide per chi ama andare su a mani nude imbragato ad un compagno e basta.

Poi, il Monte si distende in maniera così imponente tra la terra e il mare che si ha quasi paura di svegliarlo. Quando arrivo c’è parecchia gente: un plotone di arrampicatori, appunto, si avvia verso le pareti che si sono segnati su un quaderno a righe. Altri meno arditi e soprattutto meno giovani passeggiano con mastoni dalla punta aguzza. C’è qualche nube in cielo, ma non sembra minacciosa.

Croatia419Paklenica

All’albergo che è stato prenotato per me, mi accolgono con gentilezza ma senza affettazione e mi chiedono se sia pronto per l’esperienza del Rafting

– Del cosa?

(continua… forse)


 

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