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	<title>Viaggiare Terra e Mare &#187; vino</title>
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	<description>Il Viaggio tra Terra e Mare</description>
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		<title>Vino di Roccia</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Oct 2009 10:33:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Edy Sedgwick</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Da <strong>Sebenico </strong>abbiamo continuato a scendere e <strong>Mirko </strong>ha suggerito una tappa a <strong>Primosten</strong>. Forse, però, non è proprio stagione: questa <strong>ex-isola</strong> è molto elegante ma si protende tutta verso il mare. La gente viene qui soprattutto per fare sport, per le <strong>immersioni </strong>all&#8217;isola di <em>Zarin </em>che permette di vedere i banchi di <strong>corallo</strong>, e per le passeggiate al sole. E&#8217; un posticino delizioso, ma credo sia ideale per la stagione calda, quando davvero stare qui può sollevare e rilassare. Certo, arrivando il colpo d&#8217;occhio è impressionante: il piccolo centro si sporge sul mare e sembra ancora un&#8217;isola trattenuta a stento dal <strong>continente</strong>. Tetti colorati, campanili, un centro delizioso.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-562" title="primosten3" src="http://www.viaggiareterraemare.it/wp-content/uploads/2009/10/primosten3.jpg" alt="primosten3" width="450" height="449" /></p>
<p>Facciamo comunque una sosta in un <strong>piccolo locale</strong> che espone una lavagna con i prezzi del giorno. Dopo averci identificati come <strong>italiani </strong>(ma si vede così tanto?), l&#8217;oste-cameriere ci propone una sfida tra vini e inizia a tessere gli elogi di quello locale, il <strong>Babic </strong>e a sparare a zero su &#8220;Kianti, Barol, Moscat&#8221;.</p>
<p>Naturalmente, Mirko ha sentito parlare del Babic. Mirko è una specie di spugna che si aggira per il mondo raccogliendo <strong>ogni genere di informazione</strong>, ed è difficile trovare qualcosa di cui non abbia sentito parlare.</p>
<p>- E&#8217; quello che ha la foto delle viti esposta alle <strong>Nazioni unite</strong>, vero? &#8211; chiede.</p>
<p>- Quello quello &#8211; fa il <strong>croato </strong>malcelando un accento disastroso, ma d&#8217;altronde è già un merito che sappia un poco di italiano.</p>
<p>Ho capito che ci toccherà assaggiare questo Babic e mi preparo chiedendo qualcosa da mangiare. Mi portano del <strong>prosciutto dalmata</strong> con un bel pane dorato. E due bicchieri di questo famigerato Babic. Il cameriere-oste, prima di farcelo assaggiare, stacca una <strong>fotografia </strong>dalla parete del suo bar e viene fuori, dove siamo seduti, per mostrarci le <strong>vigne </strong>dei dintorni.</p>
<div id="attachment_563" class="wp-caption alignnone" style="width: 338px"><img class="size-full wp-image-563" title="vigne" src="http://www.viaggiareterraemare.it/wp-content/uploads/2009/10/PrimostenVinogradMisto.jpg" alt="le vigne" width="328" height="450" /><p class="wp-caption-text">le vigne</p></div>
<p>In effetti, si capisce <strong>perché siano all&#8217;ONU</strong>: se le vedesse <strong>doctor Timo</strong>, che parla delle aspre terre marchigiane e della fatica del vino che ne esce&#8230;</p>
<p>Il vino è buono (non sono un&#8217;intenditrice, non saprei come descriverlo a dovere) e si accompagna bene al prosciutto: un bel sole è venuto a salutare la nostra merenda improvvisata. Con Mirko spieghiamo la <strong>cartina della </strong><strong>Croazia</strong> sopra il tavolo, per capire le nostre prossime mosse. A Mirko piace da matti fare la parte dello <strong>scout </strong> <img src='http://www.viaggiareterraemare.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Attorno a noi c&#8217;è un certo viavai di turisti, nonostante la stagione. Il paese però sembra piuttosto riposato, come smaltisca le f<strong>atiche estive</strong>. Il nostro amico torna a riempirci i calici, faccio cenno con la mano che per me è abbastanza ma, naturalmente, non mi ascolta.  Diamo un&#8217;occhiata alla strada da fare: non è molta, il Paese è un concentrato di cose da vedere e tra una meta e l&#8217;altra la strada è breve. Ora, però, è il momento di poggiare la schiena alla sedia e lasciare il capo andare indietro, sirarsi un po&#8217; e godere di questo <strong>clima </strong>che non vuole autunnarsi.</p>
<p>Edy</p>
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		<title>Colli e Lame</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Sep 2009 14:41:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Doctor Timo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Agro Dolce]]></category>
		<category><![CDATA[agriturismi]]></category>
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		<description><![CDATA[Ha un che di domestico, dicevo, la Valle Esina. Se ne è sempre stata così, per i fatti propri, a lavorare la terra prima e a trasformare i materiali poi, e non ha mai pensato di imbellettarsi. Somiglia alle donne che la abitano, tutte capaci di strappare i frutti ai campi, ma un po&#8217; imbranate [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ha un che di <strong>domestico</strong>, dicevo, la Valle Esina. Se ne è sempre stata così, per i fatti propri, a lavorare la terra prima e a trasformare i materiali poi, e non ha mai pensato di imbellettarsi. Somiglia alle <strong>donne </strong>che la abitano, tutte capaci di strappare i frutti ai campi, ma un po&#8217; imbranate col rossetto.</p>
<p><img class="alignnone size-medium wp-image-321" title="filottrano" src="http://www.viaggiareterraemare.it/wp-content/uploads/2009/09/filottrano-300x225.jpg" alt="filottrano" width="300" height="225" /></p>
<p>Negli ultimi anni un po&#8217; di <strong>cittadini </strong>hanno rilevato delle case coloniche, sostituendole con <strong>agriturismi </strong>curati e circondati da girasoli e viti. Niente di male: se ne vedono ogni tanto, passando per questi tornanti.</p>
<p>- Dove andiamo papà?</p>
<p>- A Staffolo.</p>
<p>- Da Lucio?</p>
<p>- No, non ci fermiamo. Andiamo in paese.</p>
<p><img class="alignnone size-medium wp-image-322" title="campi" src="http://www.viaggiareterraemare.it/wp-content/uploads/2009/09/campi-300x166.jpg" alt="campi" width="300" height="166" /></p>
<p>Però, io preferisco sempre l&#8217;aria domestica, gli elaborati marchingegni che qui i contadini inventano per dissetare i conigli, che non hanno niente da invidiare agli acquedotti degli architetti romani. Gli asciugamani lavati <strong>senza ammorbidente</strong>. E le <strong>zucche </strong>mangiate quando è tempo di zucche, che viene la nausea ma non si possono mica buttare.</p>
<p><strong>Lucio</strong>, a proposito, è un amico che produce del gran <strong>vino</strong>. Ha vinto dei premi e a mio parere, che lo seguo sin dall&#8217;inizio, in gran parte è suo il merito dei miglioramenti ottenuti dal verdicchio negli ultimi decenni. Il suo arrivo ha scombussolato le carte in tavolo.</p>
<p><img class="alignright size-medium wp-image-323" title="rosora" src="http://www.viaggiareterraemare.it/wp-content/uploads/2009/09/rosora-300x225.jpg" alt="rosora" width="300" height="225" /></p>
<p>La sua casa, e la sua terra, stanno a ridosso di una curva di tornante sulla via per <strong>Staffolo</strong>. Anni fa visitavo spesso la sua cantina: mi veniva incontro questo ragazzo grande e grosso, che sembrava uscito da un centro sociale metropolitano, con tanto di piercing e rasato. <strong>Ma era bravo</strong>: accidenti se era bravo. La moglie aveva ereditato quella terra e lui, dipendente delle poste, non vi aveva pensato su due volte:</p>
<p>- Andiamo a fare il vino &#8211; aveva detto. E così è stato.</p>
<p>Ad ogni modo, il vino qui è benedetto dalla <strong>terra dura e seghettata</strong>, segnata dalle Lame scoscese e da un vento prezioso. Lucio ne ha enfatizzato i profumi, ammorbidito il tocco ed ecco la sorpresa: il verdicchio aveva una sua bella nobiltà.</p>
<p><img class="alignnone size-medium wp-image-324" title="vegetazione" src="http://www.viaggiareterraemare.it/wp-content/uploads/2009/09/vegetazione-225x300.jpg" alt="vegetazione" width="249" height="330" /></p>
<p>Continuiamo a salire. La <strong>valle </strong>si apre e chiude ad ogni curva, come un ventaglio, mentre edifici di <strong>cooperative</strong>, allevamenti di ovini e trebbiatrici addormentate ci spingono verso il paese. Dall&#8217;alto, si scorge bene l&#8217;essenza di una terra che è frutto di <strong>patchwork </strong>collettivo: fazzoletti arati, coltivati, ripassati, educati, limati, un lavoro continuo, indefesso, contadino. Mi auguro sempre, venendo qui, che questa nuova evidenza del turismo, questa riscoperta bellezza della Valle, non insinui dubbi nei suoi abitanti, non li faccia divenire troppo commercianti. Ma poi, basta scambiare due chiacchiere con Sante al bar, o con Manlio al ristorante, per capire che <strong>non sarà così</strong>.</p>
<p>A presto, Dr. Timo</p>
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		<title>Monti e Giganti, Api e Confini</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Sep 2009 09:53:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Barone Rampante</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sempre Verde]]></category>
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		<description><![CDATA[Quando viaggio solo vorrei essere Ken Parker. Umilmente arrivare in un villaggio e farmi amico chi ci vive, e se c&#8217;è qualche problema, beh, risolverlo insieme prima di partire&#8230; Qui attorno è pieno di colline e paesi e qualche obrobrio di cemento seminato a caso negli anni passati, quando ci interessavamo anche meno di oggi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quando viaggio solo vorrei essere <strong>Ken Parker</strong>. Umilmente arrivare in un villaggio e farmi amico chi ci vive, e se c&#8217;è qualche problema, beh, risolverlo insieme prima di partire&#8230;</p>
<p>Qui attorno è pieno di colline e paesi e qualche obrobrio di cemento seminato a caso negli anni passati, quando ci interessavamo anche meno di oggi al <strong>bene dell&#8217;ambiente</strong>. Poca roba, a dire il vero: qualche terrazzo che finge d&#8217;essere sulle alpi, qualche villa che si crede a Beverly Hills. Qualche piscina.</p>
<p>Il grosso del paesaggio è <strong>contadino</strong>. Nelle costruzioni poca arroganza, e molto fai da te. Capanni per i conigli sul retro, intonaco messo dagli amici. Vicino alle case, spesso <strong>le api piaggio colorate</strong>: da queste parti si fanno grandi gare&#8230;</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="350" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/ZbEL5Ho85xs" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="350" src="http://www.youtube.com/v/ZbEL5Ho85xs"></embed></object></p>
<p>Sono su strade equivoche, non so mai <strong>se nelle Marche o in Romagna</strong>: il confine cambia per disegno di legge: oggi sarò a San Leo, la rocca che fino a pochi mesi fa era Marche ed ora non lo è più. Certo l&#8217;accento è nordista, ma la campagna pare più sudista: vorrei solo essere Ken Parker, per ascoltare con calma le ragioni di ognuno.</p>
<p>A me sembra che non interessi molto alle <strong>colline</strong>, ai conigli e nemmeno ai contadini che vedo: loro non si sono mossi: sono i confini ad averlo fatto, come accade da secoli. Mi fermo in un bar appena fuori di <strong>Carpegna</strong>, hanno un grosso prosciutto coperto da uno strofinaccio. &#8220;Si può avere un panino con quello?&#8221;</p>
<p>Qui è famoso il <strong>prosciutto</strong>.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-212" title="prosciuttocarpegna" src="http://www.viaggiareterraemare.it/wp-content/uploads/2009/09/prosciuttocarpegna.jpg" alt="prosciuttocarpegna" width="160" height="140" /></p>
<p>Attorno al paese,  il Monte pare anche lui poco  interessato alle dispute sul territorio. I <strong>Monti</strong>, qui, meritano un discorso a parte: sono bassini, e larghi, come se un gigante si mettesse chino e vi restasse, e gli alberi gli crescessero addosso come muschio.</p>
<p>Buono, il prosciutto. &#8220;Mi fa un bicchiere di bianco per favore?&#8221;</p>
<p><em>So Long</em>, Barone Rampante</p>
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